I Fiordalisi – Inediti di Mara Venuto

I Fiordalisi sono lieti oggi di proporvi alcune poesie inedite di Mara Venuto; i versi di Venuto, composti e ben strutturati, rivelano un’oscillazione continua tra ruvidità e dolcezza, non risparmiando l’esistenza da un’analisi dolorosa eppure autentica in cui la natura si fa specchio del corpo ed emblema di una radice non più estirpabile.

Buona lettura!

 

Ho un nemico nel vento che attraversa rami e capelli,

come fossero corridoi identici mentre non esiste nulla

di più lontano tra un braccio secco che cede e un filo

strappato per cucire altrove.

Mi sposta appena un cono d’aria diretto

piuttosto che trasportarmi assieme alla casa con tutto

ciò che contiene – cani, chiodi, amori – nella terra dove

le fondamenta non esistono e le radici, visibili e invisibili

al tempo stesso, crescono.


Una bocca ride su occhi che piangono,

e sono lividi i passi dentro pozzanghere

che non specchiano niente, solo un tetto

a reggere il sonno dei pigri, gli egoisti

dalle bocche umide e gli occhi felici incoscienti.

 

Elena,

sono nascosta nella pancia di un letto

dove non sono i marinai, schiaffeggiati dal libeccio

sulla plancia che traghetta i rimpianti in fiore.

Il tempo ha memoria di solo se stesso e illude

d’aver amato, mentre la vita abbandona le foglie

e noi che potevamo.

 

16/11/2017


 Un bastone dorato è la speranza zoppa

raccolta nel pozzo di pietre e rovi dietro la casa.

Serve a tenersi verticali sulla terra piatta

mentre cade il tempo dei dolori e pure la poesia

sbatte contro le pareti della testa e il vuoto

è un rumore di metallo che rimbalza, un gioco

da egoisti che non vogliono morire.

 

Chi vuole cedere e sprofondare dove una bocca è invisibile,

e una mano si accartoccia senza chiedere amore?

 

Questa polvere la sparge il vento, una forza l’allontana

preme un dito sulla fronte, è una stagione come un’altra

a fare forti, a fare soli.


Si arrovella il ricordo sulla nuca del tempo

sui poteva e non ora ormai, sulla duna

dove si ammazzano gli occhi

a passare oltre oltre che cosa

– si domanda il cieco –

se la sponda non offre altro

che un inguaribile bagno del sasso

un rimbalzo da saltimbanco impossibile

ai santi dei miracoli acquatici e ai pesanti.


Nella quiete che sparge radici dove
i cani bevono e i bambini disegnano
lividi sui calzoni, il vento accende i fiori
e pianta dune gravide nel sonno,
con la luce a sgranare i recinti e i nostri occhi.

 

Mara Venuto è nata a Taranto. Editor e ghostwriter, ha curato e redatto romanzi di grande successo. Ha pubblicato la raccolta di racconti/monologhi Leggimi nei pensieri (Cicorivolta Edizioni, 2008); l’antologia di racconti Il caldo buono (AA.VV. Aljon Editrice, 2011); il monologo teatrale The Monster (Edit@ Casa Editrice & Libraria 2016, Finalista Mario Fratti Award 2014 di New York e Finalista Festival Urgenze 2017 di Roma); la raccolta poetica Gli impermeabili (Edit@ Casa Editrice & Libraria 2016, Menzione di merito Premio internazionale Piero Alinari 2014). Ha collaborato con il quadrimestrale di letteratura italiana Il Fiacre n.9, e curato numerose antologie di poesie e racconti. Nel 2016 è ospite del IX Festival di Poesia Slava a Varsavia; sue poesie sono tradotte e pubblicate in Polonia. Nel 2017 sue poesie sono tradotte in russo e pubblicate dalla casa editrice Mарт. Nel 2017 vince, con il dramma Faith, il Premio Attore Artemisia, promosso da Artemisia Teatro e Res Extensa danzateatrodanza. Suoi testi teatrali sono messi in scena con successo di pubblico e critica. Per Edit@ Casa Editrice & Libraria cura la collana Chicchi del Melograno. (Ph. Aurelio Castellaneta)
Alessandra Corbetta
(Guarda anche l’uscita precedente)

 

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