Pif, Piccolo e il trionfo della normalità

Ci sono tre cose che vanno scritte, lette, dette prima di tutte le altre:

1. Pif e Piccolo – e chi l’avrebbe detto – sono una coppia comica straordinaria.

2. Il potere comunicativo di Pif, la sua bravura nel leggere le situazioni e le persone, al momento non ha rivali. E questo fa metà spettacolo.

3. La semplicità vince sempre. E la genialità di Piccolo è stata questa, durante la sua carriera: costruirsi un’identità in cui ci si potesse specchiare e ritrovare se stessi.

I primi pensieri, a fine spettacolo, erano più o meno questi. Un’ora in cui pensavi di emozionarti, e alla fine ti sei ritrovato a ridere come uno scemo dei tuoi difetti. E la roba più bella è stata che anche loro, i protagonisti, quelli sul piedistallo ai quali ti sei affidato in qualche modo, ridevano con te. Condividendo momenti del quotidiano e storie semplici, ma incredibili. Perché non c’è sensazione più bella di ritrovarti il protagonista della storia.

Poi è un viaggio. Tutto. Uno di quelli che fai con la testa appoggiata al finestrino, sguardo fisso fuori. Capisci che pure i gesti inconsapevoli, quelli che fai come se fossero le cose più razionali del mondo, sono parte di un quotidiano collettivo che ti asciuga la solitudine di certi giorni. Nella meravigliosa – meravigliosa davvero – normalità della quotidianità, non sei mica solo. Anzi. E riderne esorcizza soprattutto la paura.

Pensi ai tuoi, di momenti. Di trascurabile felicità o infelicità. Passi in rassegna il passato e il presente, e comprendi la straordinarietà di ogni singolo istante. Tutti hanno senso. Nessuno escluso. Nel finale, Pif da giocoliere di parole lascia l’occhio della luce sul pubblico. Divertito, protrae il tutto di un’ora, con voglia di raccontare e di partecipare a quest’immensa analisi di comportamenti e stranezze umane.

Dispiace solo un po’ per il finale, troppo politicizzato. Non fosse stata una festa da PD, si fosse mantenuta la leggerezza di tutto lo spettacolo, sarebbe stata un’altra piccola vittoria del duo. Sorprendente ed elastico, capace di colpirti al cuore e nelle ansie. Bravi, davvero. Però l’opposizione si fa in Parlamento.

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