Salmo vince perché è uno vero

Salmo vince perché è uno vero

E’ una stronzata farsi delle aspettative. In generale, dico. Ma anche quando devi affrontare qualcosa di apparentemente bello: per filosofia (nichilista), io parto prevenuto e coi piedi di piombo. Sarà pure sbagliato, però mi fa star tranquillo ed evitare le grosse delusioni. Che poi, che bello è dire quel ‘pensavo peggio’ che ti rischiara il cuore? Ecco: io, su Salmo, non ce l’ho fatta. Sono partito a mille. Perché? Perché Salmo spacca. Perché a prescindere dalle rime, quel che dice lo trovo sempre giusto, vero, concreto, genuino. E non è facile che un rapper non sfoci nel banale: ci riescono pochi, pochissimi. Mister Lebon ce la fa a mani basse.

Comunque da certe frasi e situazione fatte, alla fine mica si scappa. Le persone intelligenti, ma davvero intelligenti, trovano sempre il modo per farsi sentire. E non sto qui a elencare tutte le fatiche di Ercole che Maurizio Pisciottu ha dovuto sciorinarsi per arrivare a riempire un palazzetto, sto qui a dire che ha occupato un posto nella musica italiana che era vuoto da tempo e che era agognato da tanti. Lì in mezzo, in mezzo alla folla che poga sull’assolo di chitarra, che balla sulle note del dj set, che si commuove davanti a una canzone d’amore, puoi trovare tutta la letteratura degli uomini. Un padre che accompagna suo figlio, il classico sfatto della compagnia con una birra in mano, una coppia di ragazzi con la giacca attorcigliata in vita e le mani ben strette sui fianchi. Riunisce tutti, Salmo. Ed emoziona tutti, in qualche modo, in qualche mood.

Non ti riesce, no, di trovargli punti deboli o aspetti negativi. Anche i suoi testi, le robe sul sesso e sull’erba, profumano di correttezza perché sono vere, concrete, ti ci riconosci in un istante. Forse è qui che ha vinto la guerra degli stream e del vuoto di parole: nella semplicità. Accompagnata certamente da un’innovazione strumentale pazzesca (del resto, da ex batterista, qualcosina mastica. E mastica pure bene), ma soprattutto dalla trasparenza delle immagini che racconta. Senza filtro, come a un certo punto del concerto: ‘Spero di non rischiare, ma sono juventino’. Fischi e applausi. Poi ‘Il Cielo in una stanza’ e il tifo da stadio si fa unico tripudio. Ecco cos’è Salmo: uno vero. Che fa cose vere. E che ha preso in mano una scena che rischiava forse di sparire.

Cristiano Corbo

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