Biennale Democrazia: la macchina del verbo di Torino

Biennale Democrazia: la macchina del verbo di Torino

251 ospiti; 133 appuntamenti di cui 36 dialoghi, 22 discorsi, 19 performance, 17 dibattiti e 7 iniziative dei ragazzi. E poi, ancora: 5 giorni, 4 percorsi tematici, 4 anteprime, 96 collaborazioni per 150 volontari, 2300 studenti e 90 classi coinvolte. I numeri della sesta edizione di Biennale Democrazia sbalordiscono sempre perché la crescita non è mai certa, neanche con Gustavo Zagrebelsky alla regia. Eppure, Torino si rinnova e si fa enorme. In tutte queste cifre e nell’anticamera del Teatro Regio che è un salone pazzesco dove far coinvolgere cultura e intrattenimento.

Da mercoledì 27 a domenica 31 marzo 2019, la città ospiterà 251 relatori da tutto il mondo e ognuno di loro contribuirà a questa riflessione collettiva, declinata in parole e opere. Con temi tra i più svariati: dalla filosofia al diritto, dall’economia all’architettura, dalla scienza allo sport. Presentazioni che serviranno soprattutto al mondo della scuola, coinvolto in primo piano all’interno di una macchina di proporzioni davvero incredibili.

Nella conferenza stampa di presentazione, oltre al direttore Gustavo Zagrebelsky, anche la sindaca di Torino, Chiara Appendino. “Visibile-Invisibile: è un titolo ambiguo, ma come tutte le cose ambigue fanno pensare – le parole di Zagrebelsky -. E il ricordo non può non andare a Luigi Bobbio, dai suoi scritti abbiamo tratto questa sintetica formula che riassume il senso di Biennale. ‘Prima di contare le opinioni è importante dare la possibilità che si formino, si scambino e si confrontino'”.

Cristiano Corbo

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