La “Croce e Delizia” che è la famiglia

Qualcuno dice che gli opposti si attraggono: nel caso di “Croce e delizia”, il nuovo film di Simone Godano al cinema da giovedì 28 febbraio, è proprio così.

Tony Castelvecchio (Fabrizio Bentivoglio), elegante mercante d’arte sessantenne con un matrimonio alle spalle, e Carlo Petagna (Alessandro Gassman), cinquantenne vedovo di estrazione sociale sicuramente più modesta, sono i componenti di questa stramba coppia che, sebbene non più giovanissima, decide di dare una chance al loro amore. C’è, però, un problema per la coppia: come dire alle rispettive famiglie del loro imminente matrimonio? Una vacanza in quel di Gaeta sembra essere l’occasione giusta per annunciare ai familiari di Carlo, cresciuti con valori tradizionali ma anche con la convinzione che ognuno debba essere trattato in modo rispettoso, e a quelli di Tony, che hanno ricevuto un’educazione più libera ma che sono anche piuttosto concentrati su loro stessi, la loro unione. Un “casuale” incontro in un ristorante del luogo sarà il pretesto per la rivelazione che sarà sconvolgente soprattutto per Penelope (Jasmine Trinca), figlia di Tony, e Sandro (Filippo Scicchitano), figlio di Carlo.

La commedia ha gli ingredienti giusti per essere allo stesso tempo leggera come la categoria richiede, ma anche capace di dare spunti di riflessione: il più ovvio è sicuramente quello della riscoperta omosessuale dei due protagonisti, ma molti altri vanno ad aggiungersi adesso come, ad esempio, l’intricata questione dei rapporti all’interno delle cosiddette “famiglie allargate”

C’è qualcosa che, però, stona un po’ con la realtà e che dà al film un alone un po’ fittizio, per non dire quasi utopistico.

Il fatto che Carlo e Tony appartengano a due estrazioni sociali molto diverse sembra quasi un dettaglio da poco nel film che, infatti, mai dà peso a questo tipo di differenza tra i personaggi delle due famiglie e che, anzi, molto spesso proprio ad esso si affida come spunto per la sua comicità.

La vera forza del film è, però, un’altra: sono i personaggi (in particolare i quattro principali) ad essere delineati in modo superbo e che da soli riescono a reggere l’intero film che in alcuni punti si perde e rischia di somigliare un po’ troppo al cinema mucciniano. Ogni personaggio è un microcosmo da scoprire non solo per il pubblico, ma anche per loro stessi e per le loro famiglie – d’origine o acquisite che siano.

La ciliegina sulla torta è l’affinità tra Carlo e Penelope (e tra gli stessi Gassman e Trinca) che riuscirà a stuzzicare ed incuriosire il pubblico al punto giusto, pur restando in disparte rispetto ad altre relazioni molto più in bella mostra.

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