Lucifer, il diavolo esiste e vive a Los Angeles

Lucifer è un fumetto creato dalla casa Vertigo, nel 2016 nasce la trasposizione televisiva prodotta e mandata in onda da FOX.  La serie sembra aver riscosso poco successo, probabilmente questo il motivo per il quale la rete televisiva di cui sopra, decide di cancellarla alla fine della terza stagione. Questo  è il  momento in cui subentra il colosso dello streaming Netflix, che nel maggio 2018 ne acquista i diritti, stringendo un accordo con Warner Bros. Lucifer diventa così una serie originale Netflix – salvata per miracolo – confermando, per la felicità dei fan, una quarta stagione. In questa serie a vivere il mondo profano ci sono i protagonisti della cristianità. Tutto è vissuto in prima persona e l’innovazione del concetto di religione che Lucifer regala al mondo seriale è uno squarcio nella tradizione. Sembra non esserci più quell’aspetto netto e concreto di fede e destino, lavorando con delicatezza sull’umanizzazione delle divinità, riuscendo a farci dimenticare che siano tali.

Trama e innovazione del mondo biblico

La religione è un tema vastissimo, che si presta a molte (infinite) interpretazioni e molto spesso non c’è solo l’aspetto celestiale. Nella serie Tom Ellis, il protagonista, è il re degli inferi, annoiato,  decide di prendersi una vacanza, di trasferirsi a Los Angeles e di aprire un night club (il LUX ). La scelta naturalmente non viene condivisa da suo padre e sua madre, ma Lucifer è il figlio ribelle, allontana tutti cercando autonomia e felicità. La brillante detective, coprotagonista, Chloe Deker (interpretata da Lauren German) è la spalla ideale per far emergere le debolezze di uomo fragile, altrettanto fa la sua terapista Linda. Amenadiel è un angelo, fratello di Lucifer, scopre a sua volta i propri limiti e rivaluta il senso profondo dell’essere umano. Poi c’è Ella, giovane medico forense della polizia di Los Angeles, dalla personalità molto espansiva e una grande fede, che la porta a frequenti dibattiti sul tema con Lucifer. Infine Charlotte, dea della creazione, moglie di Dio e madre del protagonista, scappa dagli inferi per una riconciliazione col figlio e la sua famiglia. Alla fine della seconda stagione decide di cambiare vita per “non rivivere più l’inferno” che ha passato. Quest’ultime ci permettono di riflettere al meglio sul rapporto con la religiosità. 

Il libero arbitrio 

Lucifer è un crime dramedy coraggioso e intrigante. Le sue sfumature da comedy che sforano nel drama, creano un consolidamento progressivo di una trama orizzontale che ha dato ampio respiro alla crescita dei personaggi. Il concetto del libero arbitrio è più volte rimarcato, ci permette di ragionare sul ruolo degli dei all’interno delle nostre vite. La trama riesce a metterci davanti ad una semplice conclusione: Lucifero è l’incarnazione del male? Oppure non è altro che l’esecutore dei nostri desideri più profondi? Infine l’incontro con la serie genera una sentimento “chiarificatore”: la teoria di un diavolo che di malvagio ha solo il compito di punire le “brutali” azioni commesse dagli esseri umani, suscitando nello spettatore una separazione tra il creatore della terra e il figlio ribelle.

Noi di MentiSommerse.it consigliamo Lucifer da vivere con leggerezza. Non mancheranno le risate e, nemmeno le lacrime.

 

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