Sanremo 2019, il racconto (con pagelle) della finale

Sanremo 2019, il racconto (con pagelle) della finale

Sabato 9 febbraio 2019.

L’edizione numero 69 di Sanremo è giunta al termine.

La serata finale si apre, come nei giorni scorsi, con uno stacco musicale che vede Claudio Baglioni a farla da protagonista. Per l’ennesima volta, aggiungerei.

Il presentatore si chiede se questo Festival è stato equilibrato, se si è dato il giusto peso alle canzoni.

Mi verrebbe di rispondergli di no. Ma ci hanno già pensato centinaia di persone con i loro post sui social.

Lo raggiungono sul palco Claudio Bisio e Virginia Raffaele per un siparietto comico piuttosto noioso.

L’impressione è quella già avuta nei giorni scorsi: due cavalli di razza inscatolati in ruoli che non gli appartengono. Peccato.

Ma arriva il momento di dare i voti ai brani …

Daniele Silvestri ft. Rancore – Argento vivo         7-

Un testo che colpisce, che fa male. Come sempre, Silvestri si distacca di un palmo dalla mediocrità. Ma era lecito aspettarsi qualcosina di più.

Anna Tatangelo – Le nostre anime di notte          3 e ½

La voce è quella di sempre: precisa, puntuale, intonata. Ma anche la melodia non cambia, purtroppo. Per l’ennesima volta, un’occasione mancata per Anna Tatangelo.

Ghemon –    Rose viola                            7

Un coraggioso approccio r’n’b per un brano che si apre alla grande nel ritornello. Se fosse stato cantato da un artista inglese o americano, si sarebbe gridato al miracolo.

Negrita –   I ragazzi che stanno bene      6-

Paolo “Pau” Bruni è un performer d’eccezione: il suo carisma è ineccepibile. I Negrita sono un gruppo di professionisti, ma la canzone è sanremese.

Ultimo – I tuoi particolari     6 +

Per uno dei papabili vincitori, una canzone che osa sicuramente di meno rispetto all’edizione precedente, planando su strade più sicure. Buona voce, ma qualche banalità in più in agguato.

Nek – Mi farò trovare pronto      6

Brano perfettamente radiofonico. Neviani oscilla tra elettronica e arrangiamenti orchestrali. Nessuna scossa indimenticabile.

 

Piccolo intermezzo musicale ispirato all’avanspettacolo. Delizioso.

Eros Ramazzotti intona “Vita ce n’è”, duetta con Claudio Baglioni in “Adesso tu” e con Luis Fonsi in “Per le strade una canzone”.

Un artista che non ha mai avuto il suo punto di forza nella voce, ma che ha carisma da vendere.

 

Loredana Bertè – Cosa ti aspetti da me         7,5

La regina è tornata: coerentemente rocker, incazzata, emozionante. Il migliore brano di questa edizione.

 

Francesco Renga – Aspetto che torni          7-

Estremamente classico, ma molto melodico. La mano di Bungaro è riconoscibile. Una presenza dignitosa.

 

Mahmood – Soldi                       5

Un piccolo inconveniente tecnico lo porta a ripetere l’esibizione. Una canzone che passa tendenzialmente inosservata.

 

Ex-Otago    –   Solo una canzone    5+

L’indipendenza si mantiene, si conserva, si difende. Ma non è questo il caso.

 

Il Volo – Musica che resta              7

Manca l’effetto sorpresa di “Grande amore”, ma la professionalità dei trio è innegabile. Un brano che profuma di vittoria annunciata (o, almeno, di podio). La canzone impazzirà all’estero.

 

Virginia Raffaele torna a fare ciò che sa fare meglio: le imitazioni. Nel momento in cui inizia a passare da Malika Ayane a Patty Pravo, passando per Giusy Ferreri, Fiorella Mannoia e Ornella Vanoni, l’applauso all’Ariston parte spontaneo. Brava.

 

Paola Turci – L’ultimo ostacolo      5+

La più elegante tra gli artisti in gara, senza ombra di dubbio. Però il brano è poco incisivo. Nel ritornello, perennemente calante da un punto di vista vocale.

 

The Zen Circus – L’amore è una dittatura         6-

Un testo strappa applausi. Qualche dubbio persiste sull’aspetto melodico. Un occhio di riguardo per il vocalist Andrea Appino.

Patty Pravo & Briga – Un po’ come la vita               5

Un incontro musicale curioso (sulla carta), ma che profuma di incompletezza sul palco dell’Ariston. Due voci che si amalgamo poco (e male). Briga insolitamente intonato e padrone della melodia. Peccato.

 

Elisa si presenta sul palco di Sanremo e presenta “Anche fragile”. Quindi, duetta con Baglioni in “Vedrai, vedrai”. Una performance da incorniciare.

 

Arisa – Mi sento bene                                  7+

Un inizio che omaggia le melodie disneyane e che poi esplode in un ritornello orecchiabile e deliziosamente radiofonico, con dei virtuosismi alla Matia Bazar. Per noi, vincente.

 

Irama – La ragazza con il cuore di latta                      7

Un brano musicalmente intenso, dal testo nemmeno eccessivamente banale. Peccato un eccesso di autocelebrazione. Tra i probabili vincitori.

 

Achille Lauro – Rolls Royce                            6

Un pizzico di trasgressione sul palco del Festival più tradizionale della nostra storia è sempre un qualcosa da ricordare. Canzone non perfetta, ma interessante.

 

Nino D’angelo e Livio Cori – Un’altra luce                 6 e 1/2

Due artisti sanguigni, due professionisti, due generazioni a confronto per un brano intenso e poetico.

 

Federica Carta e Shade – Senza farlo apposta                    4

Una canzone che funzionerà a meraviglia nelle radio, ma che risulta appesantita da un ritornello ripetuto fino allo sfinimento. Personalità artistica vicina allo zero.

 

Simone Cristicchi – Abbi cura di me                               6

Poesia a piene mani per una canzone che soffre di un parlato che rende il tutto incompleto. L’interpretazione di Cristicchi è adeguata.

 

Enrico Nigiotti – Nonno Hollywood                    7

Nostalgica, sentita, onesta, pura. Uno dei momenti da ricordare di questa edizione.

 

Boomdabash – Per un milione                                   7

Simpatica, educata, radiofonica. Una canzone che non cambia di certo il mondo della discografia, ma che si inserisce di diritto nella lista dei brani da canticchiare sulla spiaggia.

 

Einar – Parole nuove                               4

Per uno degli ”Amici di Maria” una canzoncina poco incisiva, facilmente dimenticabile. Tra le cose meno interessanti di questo Festival.

 

Motta – Dov’è l’Italia                                         6-

Un brano che punta in alto, ma che si ferma un po’ a metà strada, senza dare risposta alcuna. Peccato. Apprezzabile, comunque, il tentativo.

 

Ventiquattro brani sono effettivamente tanti. Claudio Baglioni chiude (finalmente) le votazioni.

Particolare non trascurabile: la maggior parte dei cantanti, stasera, è scoppiata a piangere nel corso della esibizione. È capitato a Enrico Nigiotti, Irama e Anna Tatangelo per esempio, ma anche a Arisa, la cui performance è risultata effettivamente imperfetta, soprattutto se confrontata con quella delle serate precedenti.

Prima di leggere la classifica dall’ultimo al quarto posto, però, il presentatore e Virginia Raffaele cantano … ancora.

SANREMO 2019, LA CLASSIFICA

04 – Loredana Bertè

05 – Cristicchi

06 – Silvestri

07 – Irama

08 – Arisa

09 – Achille Lauro

10 – Enrico Nigiotti

11 – Boomdabash

12 – Ghemon

13 – Ex Otago

14 – Motta

15 – Francesco Renga

16 – Paola Turci

17 – The Zen Circus

18 – Federica Carta e Shade

19 – Nek

20 – Negrita

21 – Patty Pravo e Briga

22 – Anna Tatangelo

23 – Einar

24 – Nino D’Angelo e Livio Cori

 

I fischi volano in sala. Boati ripetuti per il quarto posto di Loredana Bertè, che il pubblico avrebbe voluto sul podio. Sorprende il settimo posto di Irama, solitamente forte del sostegno del pubblico più giovane, il diciottesimo posto di Federica Carta e il penultimo posto di Einar, completamente abbandonati dai loro fan. Un Sanremo da dimenticare per Patty Pravo, Anna Tatangelo e Negrita.

 

Ultimo, il Volo e Mahmood si giocano, dunque, la vittoria al Festival. Si riaprono le votazioni.

Nel frattempo, Mago Forest intrattiene il pubblico.

Claudio Baglioni coverizza “Vengo anch’io. No, tu no” accompagnato da Anna Foglietta, Melissa Greta e Rocco Papaleo.

Il Premio Sergio Endrigo e Il premio Giancarlo Bigazzi vanno a Simone Cristicchi.

Daniele Silvestri torna a casa con tre meritati premi.

Il premio Tim music spetta a Ultimo.

 

La classifica finale è la seguente:

1- Mahmood

2- Ultimo

3- Il Volo

 

 

Christian Coduto

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