Italia, Francia e Fabio Grosso a Torino

Italia, Francia e Fabio Grosso a Torino

Sono giorni di andate e ritorni. Scendo di casa e so esattamente dove andare, perché devo andarci, cosa fare con quello che mi resta del giorno. Ovviamente: liste piene e sorrisi scarni. Del resto, sono i periodi critici e li si sopporta. Malvolentieri. Ma lo si fa. E allora: scale di corsa, svolto a destra, cenno veloce ad Andrea del ristorante, Porta Nuova, pullman. Vado giù, alla banchina. Alzo gli occhi e sono al rettorato: solito sguardo ai palazzi, mi fanno impazzire e ogni giorno mi bloccano i pensieri. Dannata sensibilità.

Sono al rettorato, dicevo. Tengo alto lo sguardo e vedo un’altra bandiera, oltre alla solita: è quella della Francia. Sorrido: dopo tutto quello che avevo letto, mi viene facile crederlo ma complicato realizzarlo. Blu…bianco…rosso. Cazzo, è lei. E’ la bandiera francese e mi sento parte di una resistenza più grande. Di come quando sei da solo in un locale e poi vedi spuntare tutti i tuoi amici, uno ad uno, e allora la serata si colora delle vostre storie. Per un attimo ho un sussulto, una carica strana che mi dà un’ancor più strana speranza. Che può fare, eh, un gesto.

Arrivo all’università, apro il computer e inizio a cercare di dare un senso e una spiegazione. Leggo le parole di Ajani, rettore che a ‘sto giro è Magnifico sul serio. “Un simbolo di vicinanza e rinnovato spirito europeo”, il gesto lo spiega così. In modo tutto pettinato e totalmente comprensibile. Un po’ m’inorgoglisco, un po’ mi rassereno. Tipo quando i miei genitori mi dicono che tutto, ma proprio tutto sta andando bene. La strada è lunga, ma su quest’ultima ci sono tanti angoli in cui vari gesti possono illuminare fedelmente il cammino. Sembrava un’allucinazione da troppo sonno arretrato, è stato il mio primo giorno di fierezza torinese. Non pensavo potesse esistere, a così tanta distanza da casa.

Pensa te: dopo quant’ho goduto per Fabio Grosso, ora son contento di ritrovarmi mezzo francese. Il patriottismo in crisi e l’Italia in recessione.

Cristiano Corbo

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