Sanremo 2019: le pagelle della seconda serata

Dopo la lunghissima prima serata della kermesse più amata (e odiata) dagli italiani, nella quale sono stati presentati i 24 brani in gara, si è svolta ieri sera la riproposizione di 12 di quei brani, scelti in modo casuale.

Giunti ormai alla seconda serata è possibile iniziare a dar loro qualche giudizio, specie considerando il doppio ascolto consecutivo del quale hanno goduto. E’ risaputo infatti che a Sanremo la prima serata è spesso confusionaria, perché ci si trova ad ascoltare oltre 20 brani nuovi ed è difficile orientarsi. Dopo averli invece ascoltati attentamente due volte (più gli innumerevoli passaggi radiofonici), è ora possibile stilare un quadro più attento.

ACHILLE LAURO“Rolls Royce”L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso

Il tanto criticato rapper idolo dei giovani arriva al palco dell’Ariston tra lo sgomento generale ma ha la “faccia tosta” di portare un lato inedito del suo percorso artistico. Lauro, infatti, con “Rolls Royce”, si cimenta nel brano più rock’n roll dell’edizione, ricco di citazioni, di marchi, di personalità di spicco. Straniante al primo ascolto (classica sensazione da “cosa?”), nei successivi passaggi risulta invece più interessante. Non gli si chiede di certo l’intonazione (non che tanti altri in gara abbiano fatto meglio…), ma il pezzo cresce, lui non si prende sul serio e si diverte, regalando una performance totalmente diversa dalle altre in un Festival forse un po’ monotono. Incredibile ma vero. VOTO 6,5

EINAR“Parole nuove”

Il giovane ragazzo reduce dal talent Amici approda a Sanremo dopo aver trionfato nella categoria Giovani del festival. La sua “Parole nuove” è l’ossimoro perfetto: di parole nuove non ce n’è infatti nemmeno l’ombra, in un susseguirsi di frasi fatte e già sentite innumerevoli volte che non ci si aspetta da una penna come quella di Tony Maiello. Se da un lato è interessante la volontà di inserire sonorità moderne e elettroniche, dall’altro la performance diventa estremamente piatta in live a causa di varie incertezze vocali del suo interprete, che sembra quasi intimorito dall’Ariston. Il pezzo è orecchiabile, adolescenziale, ma scivola via troppo facilmente. VOTO 5+

IL VOLO-Musica che restaL'immagine può contenere: 3 persone, persone che sorridono, persone in piedi

Musica che resta…ancorata al passato. I “tre tenorini” tornano all’Ariston dopo il trionfo ottenuto qualche anno fa con “Grande amore”, ma il nuovo brano è in realtà tutt’altro che nuovo. Loro ci provano, cercando di inserire una componente musicale che possa svecchiare l’atmosfera ma ,infondo, il brano resta retrò (e quasi kitsch) e le loro voci troppo impostate (sebbene precise quasi come al solito). Si prendono parecchio sul serio e la cosa non aiuta. Nota di demerito: dalla pena di Gianna Nannini ci si aspettava ben altro. Il testo è invece estremamente banale, ricco di figure e immagini retoriche è già sentite troppe volte. Un’occasione sprecata per autrice e interpreti, che possono fare senza dubbio di meglio con le loro qualità. VOTO 5

ARISA“Mi sento bene”L'immagine può contenere: 1 persona

Parte come un musical, esplode come la sigla di un cartone animato, inanella una nota difficilissima dopo l’altra, termina come un musical: ecco la dinamica dell’ originale brano presentato dall’eclettica Arisa. “Mi sento bene” lascia indubbiamente spiazzati e lei, appunto, riesce con la sua voce impeccabile a coinvolgere. Ciò che manca è però un’armonia che leghi il tutto: sembra la fusione della Arisa spensierata degli inizi e dell’Arisa delle tanto apprezzate ballad. Sarebbe potuto essere un esperimento interessante, ma manca qualcosa che possa regalare l’effetto “wow”. Parlando invece del testo, si distingue dagli altri in gara per la visione “positiva” e leggera della vita, sebbene alcuni passaggi suonino un po’ semplicistici. VOTO 5,5

NEK“Mi farò trovare pronto”

Nek porta sul palco tutta la sua nota energia con un brano che sembra il sequel di “Fatti avanti amore”. Meno danzereccio, ma più energico, “Mi farò trovare pronto” cresce con gli ascolti e si preannuncia un successo radiofonico. Lui è sempre impeccabile nella resa live, ma il brano scorre via senza lasciare tracce. La canzone è un po’ troppo “alla Nek”, nel bene e nel male. In ogni caso, si lascia ascoltare. VOTO 6

DANIELE SILVESTRI (feat. RANCORE)- “Argentovivo”L'immagine può contenere: 1 persona, notte

Dopo una serie di esibizioni oscillanti tra il banale e il noioso, arriva finalmente Daniele Silvestri a portare una ventata di qualità sul palco. La sua “Argentovivo” affronta una delicata (e inedita)tematica, come quella dei bambini cresciuti nelle carceri e lo fa nel modo migliore: il brano è denso di parole, di pathos, di racconti che sono così reali da sembrare autobiografici. Le immagini rappresentate sono spesso crude, sostenute da una musica incalzante e al contempo angosciante, che rendono esattamente l’idea del cantautore. In uno stile quasi “parlato” diventa poi spettacolare l’intervento del talentuoso Rancore, che aggiunge con il suo rap “incazzato” la quota di aggressività che mancava al pezzo: le sue parole sono come lame e completano il brano nel migliore dei modi. Testo spettacolare, pezzo non facile e sicuramente non radiofonico. Ma la qualità c’è. VOTO 8

EX-OTAGO “Solo una canzone”

Il gruppo indie affronta a Sanremo una tematica amorosa non comune: non l’inizio, non la fine di un amore, ma il (quasi ) inevitabile calo di passione dopo anni di relazione. Inseriti in una scia di brani che li avvicinano alle atmosfere di Coez e dei TheGiornalisti, gli Ex-Otago cantano un brano “onesto”, pop, malinconico e dolce. Non spicca particolarmente nella gara, ma nemmeno sfigura troppo. VOTO 6

GHEMON “Rose viola”L'immagine può contenere: 1 persona

Il cantautore porta in gara il brano più raffinato della kermesse: “Rose viola” è un particolare brano con base urban e ritmo (e voce) soul, che non decolla mai, ma che culla dolcemente. Non è sicuramente un brano immediato, necessita di più ascolti per essere apprezzato. La voce di Ghemon, talvolta imprecisa, è però perfetta per questo pezzo e ben si divincola tra le belle frasi del suo brano. Non verrà probabilmente apprezzato, ma merita. VOTO 7+

LOREDANA BERTE’“Cosa ti aspetti da me”L'immagine può contenere: 1 persona

La Loredana nazionale ha grinta da vendere e la mostra tutta nel brano scritto per lei da Curreri: “Cosa ti aspetti da me” è un pezzo energico, potente, con un ritornello martellante. La sua voce è particolare come sempre, al limite tra urlato e stonato (nell’accezione positiva) ma senza mai superare quel confine. Il graffiato delle corde della Berte’ dà pathos alla canzone, che si configura come una hit radiofonica. VOTO 7

PAOLA TURCI“L’ultimo ostacolo”

L’elegantissima cantautrice torna a Sanremo dopo l’eccellente prova di “Fatti bella per te”. Il brano di quest’anno segue vagamente quella scia electro-rock, senza però mordere e rimanere impresso come il predecessore. Il brano è comunque bello, ma paga una inspiegabile (forse influenza?) difficoltà canora della cantante: se le strofe sono intense, il ritornello al contrario è, vocalmente, una montagna quasi insormontabile per la Turci, che purtroppo “regala” una nota sbagliata dopo l’altra. Lei ce la mette tutta, ma effettivamente il ritornello così stonato rende la performance difficile da seguire. Peccato. VOTO 5-

NEGRITA“I ragazzi stanno bene”

Da un ritorno all’Ariston così importante ci si aspettavano grandi cose. Tutto ciò scompare però ascoltando il brano dei Negrita, che non presenta nulla di nuovo rispetto ai loro precedenti lavori, in una pesante atmosfera di già sentito. Il testo sembra un po’ confusionario e il ritmo non prende quanto dovrebbe. Occasione sprecata. VOTO 4,5

FEDERICA CARTA & SHADE“Senza farlo apposta”L'immagine può contenere: 3 persone, persone in piedi

Idoli dei teenager dopo il grande successo di “Irraggiungibile”, i due artisti salgono sul palco di Sanremo con un brano molto simile nelle dinamiche al precedente. Il testo, adolescenziale e sicuramente non originale, scivola però tranquillamente, regalando una canzone che, nella sua semplicità e nel suo intento più radiofonico che “da Sanremo”, centra il bersaglio. “Senza farlo apposta” cresce infatti con gli ascolti, grazie soprattutto ad un ritornello che entra facilmente in testa. Inoltre è da sottolineare la eccellente prova vocale di entrambi gli artisti. Non è un gran pezzo, non verrà ricordato negli anni, ma ha il suo perché. VOTO 6+

Terminate le esibizioni, degna di menzione è l’esibizione di Marco Mengoni, superospite della serata: in coppia con il cantautore britannico Tom Walker, Marco canta la sua recente hit “Hola (I say)”, segnando un distacco insormontabile con i concorrenti in gara. Al termine della performance, il cantante laziale duetta infine con Claudio Baglioni sulle note di “L’essenziale”, brano che gli regalò la vittoria del festival nel 2013, e in un omaggio al grande Battisti in “Emozioni”. Questa esibizione rappresenta forse il momento più alto della serata.

Sanremo continua dunque stasera con l’esibizione dei rimanenti 12 cantanti in gara, che cercheranno nuovamente di convincere pubblico e giurie con i loro brani. Sarà un’altra lunga serata ma…Sanremo è Sanremo!

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