Sex Education: oltre l’educazione sessuale

Sex Education: oltre l’educazione sessuale

L’incontro

Immaginate Sex Education come un piatto buono che non fai in tempo a gustarti perché, senza accorgertene, l’hai già divorato. Immaginatelo pure come un libro, di quelli che si leggono in un giorno, senza interruzioni ma con zero aspettative. Sex Education è così: un incontro casuale, poi felice, infine brevissimo. Cercherò di raccontarne la trama sperando di non banalizzare la storia (solo ora capisco perché è approdato su Netflix in totale silenzio).

Sex Education è la storia di un timido ragazzo di nome Otis, esperto conoscitore del sesso, senza alcuna esperienza nel campo. Com’è possibile? Ha fatto suoi gli insegnamenti e i consigli della madre, sessuologaMeave, la “Harley Quinn” della scuola, si accorge delle sue doti e ne fa un business: terapia sessuale, da e per ragazzini, in cambio di soldi.

Aggiungete poi i bulli, gli outsiders, gli omosessuali dichiarati e quelli incapaci di farlo; gli omofobi, i genitori autoritari, le madri invadenti e quelle assenti, infine, molte scene di sesso. Avrei fatto a meno della lista di cliché, ma perché ometterli? Ci sono e, soprattutto, non disturbano. Ogni personaggio, che rientra in una precisa e stigmatizzata categoria, ha la possibilità di cambiare. Otto episodi di Sex Education racchiudono l’intero anno scolastico di alcuni ragazzini che, in quanto tali, crescono e cambiano. Non esistono personaggi fissi e immutabili, tutti cambiano per diventare altro (anche se per “altro” si intende solo una versione più sicura e consapevole di sé).

 

 

British Education

Per chi non lo sapesse, Sex Education è -anche- una serie televisiva britannica. Cosa vuol dire? Se gli inglesi non sono in grado di competere per quantità con le serie tv americane, di sicuro riescono a farlo per qualità. Non è un caso, se i telefilm inglesi raggiungano a malapena gli otto episodi a stagione: in poco tempo è necessario raccontare la storia in un modo migliore, quindi, con maggiore attenzione su sceneggiatura e narrazione. In questo modo, brevità diventa sinonimo di qualità. Serie britannica poi, vuol dire anche humor inglese. Nel caso di Sex Education, l’umorismo sembra essere più american che british, ma i volti dei personaggi (soprattutto quelli secondari) ricordano l’imperturbabilità tipica di certi umoristi inglesi.

Gli anni ‘80

Quando inizierete a vedere Sex Education, vi chiederete due cose (quasi sicuramente in quest’ordine): dove è ambientato e in quale epoca. Se le bellissime campagne rurali, il bosco, il ponte delle lunghe pedalate sono facilmente riconducibili al Regno Unito, più difficile sarà capire in quale epoca è ambientata la serie. Ci metterete un po’ a convincervi che la scenografia e i costumi anni ’80 sono, in realtà, uno stile, una specie di omaggio a quegli anni. Ogni cosa sembra ricollegarsi ai favolosi anni ‘80, eccetto una: gli smartphone. Le serie dai toni vintage sono diventati una moda o c’è un motivo dietro tutto questo? Rispondere a questa domanda è quasi impossibile, ma una cosa è certa: se la serie fosse stata girata in quegli anni, i temi affrontati sarebbero stati gli stessi. Sesso, razzismo, problemi di integrazione sociale, omofobia, bullismo, paura del diverso e quella di non essere all’altezza: i problemi di ieri sono (ancora) quelli di oggi. Sex Education è la serie tv sul sesso, capace di andare al di là del sesso.

 

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