Ligabue, una vita sulla tua strada

Ligabue, una vita sulla tua strada

Credo che la musica faccia sempre, in qualche maniera, il proprio dovere. E credo che sia un fatto di identità: d’altronde siamo il risultato delle canzoni che amiamo, di ogni solco riprodotto migliaia di volte dal giradischi ormai giunto allo sfinimento, dei film che ci fanno commuovere, di ogni libro che si tramuta in lezione di vita.

Ci sono canzoni che sanno chi sei molto meglio di te.

Crederci, sempre, oltre tutto. Perché la bambolina può diventare barracuda, perché i duri hanno due cuori, e se con quello guasto odiano un po’ di più, è altrettanto vero che con quello buono amano sempre di più.

Credo che la musica faccia mille giri, ma gira gira… E tanto torni qua. In quell’America personale che ti sei affittato, in quella che per te sarà sempre casa. Perché Luciano è questo, perché le canzoni di Ligabue sono questo: una tua, personalissima, casa.

Sono le ore in autostrada per inseguire un sogno da realizzare, un obiettivo da raggiungere, con la sua voce a ricordarti che ce la puoi fare.
La musica di Luciano è in un amore che nasce o in una storia che finisce, con la forza di tenere botta nonostante tutto. È in un’amicizia, quella vera, che sarà per sempre legata a una sua canzone. È la voce che ti sussurra “niente paura, si vede la luna perfino da qui” quando qualcosa va storto.

Ed è anche una fila interminabile sotto il sole cocente di luglio per il tuo primo concerto e le notti fuori a un albergo per provare a stringergli la mano e dirgli una semplice parola: “grazie”. La musica di Luciano è l’insieme di tutte queste cose. È il sacrosanto diritto di sentirsi leggero ogni qualvolta si ascolti una sua canzone.

È la tua storia che viene raccontata in musica e parole.

Attendendo l’accensione delle “Luci d’America“, che Luciano ha già fatto più volte brillare nel corso dei suoi album, partendo dal riverbero di “Un tram chiamato desiderio” che introduce “Marlon Brando è sempre lui” a “Non ho che te”, registrata durante la tournée americana, facciamo un viaggio tra le canzoni più intime di Luciano.

Una canzone per ogni album, a istituire la colonna sonora di una vita vissuta sulla sua strada.

“Non è tempo per noi”, da “Ligabue”

Strade troppo strette e diritte
Per chi vuol cambiar rotta oppure sdraiarsi un po’
Che andare va bene però
A volte serve un motivo, un motivo
Certi giorni ci chiediamo “è tutto qui?”
E la risposta o è sempre sì
O non è tempo per noi che non ci svegliamo mai
Abbiam sogni però troppo grandi e belli sai
Belli o brutti, abbiam facce che però non cambian mai
Non è tempo per noi e forse non lo sarà mai

“Sarà un bel souvenir”, da “Lambrusco, coltelli, rose e pop corn”

E allora, bambina,
C’è poco da dire
Se non che mi troverai qua:
Cambiato per niente, ma neanche scontento,
Fottuto dal dovere pensare di dover avere.
Ma ci sarà un souvenir
Che ci riporterà solo certi momenti.
E sarà un bel souvenir
Una fotografia, una canzone fra I denti.

“Ho messo via”, da “Sopravvissuti e sopravviventi”

Ho messo via un po’ di legnate
I segni quelli non si può
Che non è il male né la botta
Ma purtroppo il livido
Ho messo via un bel po’ di foto
Che prenderanno polvere
Sia su rimorsi che rimpianti
Che rancori e sui perché
Mi sto facendo un po’ di posto
E che mi aspetto chi lo sa
Che posto vuoto ce n’è stato ce n’è ce ne sarà
Ho messo via un bel po’ di cose
Ma non mi spiego mai perché
Io non riesca a metter via te

“Male non farà”, da “A che ora è la fine del mondo?”

Appoggiati a me,
Che ci dovesse andar male cadremo insieme,
E insieme sapremo cadere appoggiati a me,
Con la pesantezza del cuore dai, deciditi che male non farà

“Leggero”, da “Buon compleanno, Elvis!”

Leggero, nel vestito migliore,
Senza andata né ritorno, senza destinazione.
Leggero, nel vestito migliore,
Nella testa un po’ di sole ed in bocca una canzone.

“Il giorno di dolore che uno ha”, da “Su e giù da un palco”

Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà
quando l’aria che fa il giro i tuoi polmoni beccherà
quando questa merda intorno sempre merda resterà
riconoscerai l’odore perché questa è la realtà
quando la tua sveglia suona e tu ti chiederai che or’è
che la vita è sempre forte molto più che facile
quando sposti appena il piede lì il tuo tempo crescerà
Sopra il giorno di dolore che uno ha

“Metti in circolo il tuo amore”, da “Radiofreccia”

Hai cercato di capire
E non hai capito ancora
Se di capire di finisce mai
Hai provato a far capire
Con tutta la tua voce
Anche solo un pezzo di quello che sei
Con la rabbia ci si nasce
O ci si diventa
Tu che sei un esperto non lo sai
Perché quello che ti spacca
Ti fa fuori dentro
Forse parte proprio da chi sei

“Da adesso in poi”, da “Miss Mondo”

Da adesso in poi ci proverò
a farti avere il meglio che ho
il peggio
lo troverai
da te
ma vale la pena vivere
mi chiederai “sì, ma perché ?”
so solo che ti dirò
vale la pena vedrai

“Ti sento”, da “Fuori come va?”

Io ti sento
Al punto che disturbi
Al punto che è già tardi
Rimani quanto vuoi

“Lettera a G”, da “Nome e cognome”

Quando hai solo diciott’anni, quante cose che non sai
Quando hai solo diciott’anni forse invece sai già tutto
non dovresti crescer mai…
se ti scrivo solo adesso è che sono io così
è che arrivo spesso tardi
quando sono già ricordi
che hanno preso casa qui
non è vero ciò che ho detto:
qua c’è tutto a dire che ci sei
fai buon viaggio e poi poi riposa se puoi

“Niente Paura”, da “Primo tempo”

A parte che i tempi stringono e tu li vorresti allargare
e intanto si allarga la nebbia e avresti potuto vivere al mare.
Ed anche le stelle cadono alcune sia fuori che dentro
per un desiderio che esprimi te ne rimangono fuori altri cento.

Niente paura, niente paura
Niente paura, ci pensa la vita mi han detto così…

“Ho ancora la forza”, da “Secondo tempo”

Abito sempre qui da me
fra chi c’è sempre stato
e chi non sai se c’è
nel mondo sono andato
dal mondo son tornato sempre vivo
sempre vivo

“Atto di fede”, da “Arrivederci, Mostro!”

È tutto scritto ed è qui dentro
e viene tutto via con me.
Tu che cosa vedi?
C’è ancora un orizzonte lì con te?

“Ciò che rimane di noi”, da “Mondovisione”

Dopo il giro nell’abisso
non sei più lo stesso
puoi solo andare avanti
con tutto quanto addosso
però alla fine di questo dolore
potremo sempre comunque contare
su ciò che rimane di noi

“A modo tuo”, da “Giro del mondo”

Sarà difficile chiederti scusa
Per un mondo che è quel che è
Io nel mio piccolo tento qualcosa
Ma cambiarlo è difficile
Sarà difficile
Dire tanti auguri a te
A ogni compleanno
Vai un po’ più via da me

“Ho fatto in tempo ad avere un futuro”, da “Made in Italy”

Ho fatto in tempo a morire ogni tanto
Son ripartito, eccomi qua
E addirittura mi son reso conto
Di cosa è fatta la mia verità

Si trova sempre una ragione per brindare
O ricordare o dimenticare
Oppure state solamente svegli
Al limite dei sogni

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Corrado Parlati

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