RetrospettivaMENTE: i 5 film che hanno caratterizzato il 2018

Il 2018 volge al termine ed è risaputo: gli ultimi giorni dell’anno sono sempre costellati di bilanci di ogni tipo che ci fanno ripercorrere, un po’ come in un flashback, l’anno che sta per concludersi.

Mentisommerse.it, proprio come in un flashback che ci farà ripercorrere l’anno stagionalmente, vi propone i 5 film che hanno caratterizzato il 2018.

❄️ Inverno: “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino

I primi mesi del 2018 vedono susseguirsi al cinema i film che sarebbero poi stati protagonisti della notte degli Oscar, dove un po’ di Italia è stata portata proprio dal film “Chiamami col tuo nome” per la regia di Luca Guadagnino.

Estate 1983. Da qualche parte in nord Italia”: è così che le prime immagini del film ci accolgono, offrendoci un’ambientazione ben precisa dove collocare il diciassettenne Elio Perlman (interpretato da Timothée Chalamet, che sta diventando uno dei pupilli di Hollywood), figlio di una colta ed estroversa coppia di professori, e il dottorando Oliver (Armie Hammer), lo studente accolto nella villa estiva dei Perlman durante la stesura della sua tesi. C’è tra i due uno di quei tipi di tensione che, inevitabilmente, sfocerà -dopo un’attesa che dura più di metà film- in un sentimento profondo. Eppure un occhio sufficientemente critico si renderà conto di non trovarsi di fronte ad una semplice storia d’amore tra due ragazzi. La contestualizzazione all’inizio degli anni ’80 italiani che stride con l’apertura mentale della famiglia Perlman, l’inesperienza di Elio che in quell’estate scoprirà parti di se stesso che ancora non conosceva, la bellezza che risulta dalla mescolanza di diverse culture: sono questi i punti che potrebbero sfuggire ad una prima visione, ma che arricchiscono il film e lo rendono così speciale.

Se si aggiunge il fatto che “Chiamami col tuo nome” è riuscito anche ad aggiudicarsi la statuetta più ambita di Hollywood per la sceneggiatura (non originale e curata da James Ivory), il voto che si merita è un bel 9!

 

🌷 Primavera: “Solo: A Star Wars Story” di Ron Howard

È da qualche anno che la “galassia lontana lontana” è tornata a nuova vita grazie all’acquisizione dei diritti da parte della Disney che ha, in pochi anni, riportato alla vita l’universo di Star Wars, ormai assopito da tempo. Il ritorno dei personaggi storici della saga è stata sicuramente una carta vincente, per questo si è cercato di approfondire la storia di eventi o personaggi che nella saga principale venivano solamente accennati. Così, come è successo due anni fa per la missione Rogue One, al cinema questa primavera abbiamo potuto assistere alle avventure di un giovane Han Solo (Alden Ehrenreich) grazie al film “Solo: A Star Wars Story” diretto da Ron Howard. Il film abbraccia un lasso temporale intermedio dove qualcosa di leggendario (i Jedi e la speranza di portare un equilibrio nella Forza) si è appena concluso, dando inizio ad un periodo oscuro controllato dal Primo Ordine che, però, non è ancora forte come lo sarà nei film originali. Per questo, forse, il film non è stato apprezzato al massimo dai fan storici di Star Wars, ma si incatena bene nella nuova direzione che la Disney sta facendo prendere alla saga: una direzione moderna, dove le protagoniste spesso sono donne (Rey, Jyn Erso e la stessa Leia, promossa da “principessa” a “generale” nei nuovi film) e dove è anche possibile l’amore tra un imbroglione come Lando e un droide.
Lo spin-off sulla vita dell’amato Han Solo si guadagna, quindi, un 7.

 

☀️ Estate: “Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini

In un mercoledì di metà settembre, quando l’estate si avvia a gran velocità verso la sua fine e il lavoro, la scuola o la sessione d’esami sono cominciati da poco, arriva su Netflix “Sulla mia pelle”, il film presentato qualche settimana prima alla Mostra del Cinema di Venezia che racconta dell’ultima settimana di vita di Stefano Cucchi. Pur non prendendo mai una posizione e senza mai esplicitare quello che è accaduto a Stefano, il film risulta estremamente forte e pieno di tensione e ci fa restare increduli del fatto che proprio coloro che rappresentano la sicurezza dei cittadini siano potuti diventare, in una situazione simile, carnefici e non più difensori. Alessandro Borghi, quanto mai fenomenale in questo film, riesce a creare un’empatia tra Stefano e chi guarda il film che difficilmente si sarebbe potuta creare altrimenti.
Il film è una vera e propria denuncia ed è forse stato necessario almeno un po’ perché, qualche tempo dopo la sua uscita, uno dei carabinieri coinvolto nel processo del caso Cucchi confessasse quello che davvero è successo la notte dell’arresto di Stefano. Proprio per questo il voto al film è un 10, affinché non si dimentichi mai la forza che l’arte possiede.

🍂 Autunno: “Bohemian Rhapsody” di Bryan Singer

L’autunno, si sa, è una delle stagioni cinematografiche più forti (se non la più forte in assoluto) e questo 2018 ha davvero esagerato. Si parte con “BlackKklansman” che si è sorprendentemente guadagnato quattro candidature ai prossimi Golden Globes (che si possono definire l’anticamera degli Oscar), seguito dal successo di “A Star Is Born” e dall’attesissimo “First Man”, continuando con un caposaldo del genere fantasy come Harry Potter e il suo spin-off “Animali Fantastici: I crimini di Grindelwald”.

Il titolo trionfatore di questo autunno è stato, però, senza dubbio “Bohemian Rhapsody”, il biopic su Freddie Mercury e sui Queen. Apprezzatissimo dal pubblico, anche se forse un po’ meno dalla critica, è innegabile il successo che il film ha riscosso, riuscendo a far parlare ancora oggi con entusiasmo rinnovato di una band che ha scritto la storia come i Queen -non che si sia mai smesso di farlo in tutti questi anni, comunque.
Le accuse mosse dai “criticoni” che si lamentano di una riscoperta della band e affermano a gran voce che i Queen esistevano anche prima di “Bohemian Rhapsody” sono del tutto superflue: certo, è vero che i Queen hanno una lunghissima storia alle spalle e che il film non ha aperto alcun vaso di Pandora, ma è anche vero che “Bohemian Rhapsody” è stato un film in grado di donare emozioni che i fan più giovani non hanno mai potuto vivere in prima persona. Se il film è stato in grado di avvicinare nuovi fan ai Queen e alla loro musica, allora, ben vengano altri film di questo genere. Anche per questo motivo, il film si merita un bell’8 e mezzo!

🎄 Bonus natalizio: “Il ritorno di Mary Poppins” di Rob Marshall

Quale modo migliore per concludere l’anno se non con un classico Disney? Mary Poppins, la tata praticamente perfetta sotto ogni aspetto, torna al cinema in quello che sulla carta è un sequel, ma che in realtà somiglia tanto alla storia originale del 1964. In Viale dei Ciliegi numero 17 Jane e Michael Banks hanno di nuovo bisogno dell’aiuto di quella che, anni prima, è stata la tata che è riuscita a salvare la loro famiglia: Michael, infatti, rimasto vedovo con tre figli a cui badare, ha abbandonato la passione della pittura per lavorare nella stessa banca in cui aveva lavorato, anni prima, suo padre, ma è la stessa banca a minacciare di togliere ai giovani Banks la casa dove sono cresciuti. Una Mary Poppins modernizzata che prende il volto di Emily Blunt si prenderà cura dei nuovi bambini John, Annabel e Georgie coinvolgendoli in nuove avventure, con nuovi compagni di viaggio e nuove canzoni in un film nuovo che è indirizzato soprattutto alle nuove generazioni: insomma, la parola d’ordine è novità!

Certo, chi è affezionato alla Mary Poppins originale potrà sicuramente obbiettare che questo suo ritorno non è affatto supercalifragilistichespiralidoso, ma ci troviamo comunque davanti ad un film che riesce a ricreare una magia (seppur diversa dall’originale) che solo i film della Disney sanno regalare e che, dunque, sono perfetti per rallegrare, emozionare e arricchire le nostre feste di Natale!

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