DENTRO E FUORI DaI CONFINI NAZIONALI

Il 2018 volge ormai al termine e, a meno che la Rowling non decida di uscirsene con l’ottavo libro di Harry Potter (che non si tratti di uno scriptbook), allora possiamo tranquillamente tirare le fila editoriali di quest’anno giunto al capolinea.

I libri che escono in un anno in un Paese danno un punto di vista sul vento che soffia entro i confini nazionali. E’ vero però che i libri ci permettono di di sbriciare fuori dai nostri confini e dalla nostra visione, inevitabilmente ristretta. Ecco perchè in questa lista di libri che hanno segnato il nostro 2018 troverete titoli non solo italiani: pace all’anima dei patrioti.

D’altra parte, c’è da dire che fornire una lista dei libri migliori o più belli o pù validi dell’anno è un’impresa non solo titanica, ma anche estremamente superba per due semplici motivi: de gustibus non disputandum est e quindi non è detto che ciò che è piaciuto alla sottoscritta debba garbare a tutti. Ma sopratutto i libri che si pubblicano in un anno, solo in Italia, sono una cifra astronomica. Parliamo, prendendo come esempio il 2016, di  61.188 titoli stampati in 129 milioni di copie. E io di certo non ho l’ardire di affermare di averli letti tutti. Per questo motivo la lista dei libri che hanno segnato il nostro 2018 sarà molto scarna e del tutto oggettiva, prendendo in considerazione i libri segnalati dai concorsi di narrativa nazionale, dalle testate giornalistiche più importanti a livello internazionale e dalla classifica amazon dei titoli più venduti. Ma andiamo con ordine:

🌟 La ragazza con la Leica di Helena Janeczek

Risultati immagini per La ragazza con la Leica Helena JaneczekCon questo romanzo Helena Janeczek si è portata a casa il Premio Strega 2018, raccontando la storia di Gerda Taro: «fanciulla altolocata che non aveva mai mosso il dito mignolo», destinata a diventare un’antifascista militante e una rivoluzionaria, pioniera di quel mestiere che le costò la vita, il giornalismo di guerra. Il fronte è quello della Guerra Civile in Spagna e lo strumento utilizzato è, mica per scherzo, una Leica. Il problema è quello di molte donne, ora come allora: Gera scompare dietro la figura di un uomo, il fotografo ungherese André Friedmann. Forse qualcuno lo riconoscerà se lo citerò col suo nome d’arte, Robert Capa, un nome che, insieme alla sua identità tutta, Gera gli costruì addosso. La verità è però che Robert Capa era uno pseudonimo di coppia, così come gli scatti appartenevano a entrambi i giovani, per quanto poi quel nome e quella fama fossero rimasti appiccicati solo alla faccia di André. Un romanzo che più che un riscatto è una lente d’ingradimento su una di quelle donne, tante e forse troppe, che hanno fatto la storia e che si sono perdute nei suoi meandri ombrosi. Un problema che molto familiare al nostro presente.

🌟 🌟 Le assaggiatrici di Rosella Postorino

Risultati immagini per le assaggiatrici rosella postorinoIl primo posto del Premio Campiello 2018 è stato invece assegnato a questo romanzo d’invenzione incentrato sulla figura, sempre femminile e sempre storica, di Margot Wölk. Il pregio del romanzo è quello di mostrare da una prospettiva inedita quello che è stato uno dei periodi più bui della storia dell’Occidente. Margot, nel romanzo presentata come Rosa Sauer, è una delle assaggiatrici di Hitler, nove in totale. E sebbene ogni giorno per queste nove donne possa rivelarsi fatale, alcune di loro sono persino felici del sacrificio compiuto per il loro Führer: esaltate che farebbero di tutto per conquistare il suo favore, in primis sfornare a spron battuto stuoli di figli di pura razza ariana. Rosa, invece, trema di paura ogni mattina, di fronte al suo oscuro destino. Questa è la storia di una donna dal destino segnato, finita nelle mani di uomini che progettavano un futuro di morte e discriminazione razziale all’ordine del giorno, per il solo fatto di essersi trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato. Al centro della storia troverete una sottile disamina dell’ambiguità delle pulsioni umane, nel tentativo di stabilire un confine sottile tra vittima e colpevole. Ma sopratutto, in questo romanzo, avrete modo di capire gli effetti che le organizzazioni totalitarie (ben lungi dall’essere scomparse dalla nostra società, la mafia vi dice nulla?) hanno sulla vita privata delle persone.

🌟 🌟🌟Asimmetria di Lisa HallidayRisultati immagini per lisa halliday asimmetria

Classificato come miglior libro uscito nel 2018, secondo i critici del New York Times, noi italiani possiamo vantare una certa paternità dell’opera: Lisa Halliday, la sua autrice, vive ad oggi a Milano ed è sposata con un italiano. Perchè, vi chiederete, questo libro ha avuto così tanto successo? Innanzitutto è un’opera magistralmente costruita intorno al proprio titolo: è una storia di asimmetrie, prodotta in parti asimmetriche, con voci narranti distanti e non sovrapponibili, che nemmeno se guardata da lontano suggerisce una visione d’insieme. Un po’ come la vita, questa storia va guardata da vicino, per rivelarne tutte le piccole asimmetrie. In secondo luogo, ma proprio secondo, la trama di fondo è ispirata alla relazione realmente avvenuta tra Lisa (alias Alice, nel romanzo) e Philip Roth (alias Ezra), fatto che ha suscitato un’ondata di curiosità variamente giustificata. Ciò che conta non è tanto che questo romanzo dia la possibilità di assaporare i toni e i modi di fare del defunto autore, quanto piuttosto il fatto che porti in campo alcune delle questioni più pressanti in questo 2018. Si passa dal richiamo al caso Weinstein (Lisa/Alice ha fatto carriera grazie alla sua giovanile relazione con Philip/Ezra?) a una riflessione sull’asimmetria tra mondo occidentale e mondo medio orientale (la trama di questo romanzo è davvero complessa). Insomma, un romanzo che vale la pena di leggere, se non altro per attribuire a Lisa il credito che si merita: quello di essere Lisa Halliday, autrice di Asymmetry, senza ulteriori riferimenti alla sua passata vita privata. Sembra scontato e invece non lo è.

🌟 🌟🌟🌟 L’educazione di tara Westover

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Di questo romanzo si è parlato molto, su diverse testate giornalistiche e riviste letterarie (LiteraryHub, Rivista Studio, NYT, The Guardian ecc). Ma sopratutto ha ottenuto il famoso bollino sulla copertina: #1 New York Times Bestseller. Questo memoir non è un’ardita costruzione letteraria, ma ha il vanto di essere esattamente ciò che dice di essere: un romanzo autobiografico. Tara Westover impiega più di 400 pagine per narrare la storia della sua vita dalla nascita nei territori rurali dell’Idaho fino al conseguimento della borsa di studio in storia, a Cambridge. La storia di Tara è una storia di quelle che sembrano non poter accadere: famiglia di Mormoni convinti, che non credono nè nella medicina nè nell’istruzione. Per uscire da un’esistenza statica, fondata sull’attesa dell’ “end of all days”, Tara ha dovuto reinvertarsi da capo. Tara Westover è una self made woman, sputata fuori da una realtà d’altri tempi, ma decisa a farsi largo a gomitate nella realtà di questi tempi. Ci vuole coraggio, per farlo e poi per raccontarlo.

🌟 🌟🌟🌟🌟 Becoming di Michelle Obama

Risultati immagini per becoming di michelle obama Quinto posto conquistato dal libro con il sapore più consumistico di tutti. Il romanzo in questione è best seller su molte piattaforme di acquisto online, prima fra tutte Amazon. Non ci sorprende affatto scoprirlo: questo memoir è stato pensato proprio per colpire l’opinione pubblica. D’altra parte Michelle Obama, first lady dal 2008 al 2016 e, chissà, forse anche in un futuro prossimo, sa benissimo il fatto suo in questo campo. La ex first lady non ha certamente lasciato libero sfogo alle proprie memorie, ma si è anzi affidata a uno staff di ben 30 persone, tutte citate nei ringraziamenti finali. Nella sua autobiografia Michelle si presenta in primis come donna di famiglia, mamma e figlia, solo in seguito come moglie e come first lady. Anche perchè la politica – ci informa ad hoc – non fa per lei, a scapito di quanti hanno scommesso di vederla un giorno come prima presidente donna negli USA. Un libro insomma che parla delle tante identità di una donna afro americana, catapultata in una vita tutta americana e tutta politica, per quanto la politica non sia, nelle sue parole, “a place for good people”. Non è la prima volta che ci troviamo di fronte a un’autobiografia studiata dall’alto e con chiaro intento d’influenza, ma questo non impedisce che possa trattarsi in qualche modo di buona letteratura. A voi lettori l’ardua sentenza e ai posteri il giudizio sulle sue più o meno nascoste finalità.

UN’ANNATA AL FEMMINILE?

Giunti alla fine di questa lista, non possiamo fare a meno di spendere due parole per la sua egemonia femminile. No, non è stata ricercata e no, non c’è un messaggio subliminale che soggiace all’articolo. Basterà consultare le numerosissime liste e classifiche di medesimo stampo presenti online per accorgersi che quest’anno il panorama editoriale ha visto tanti nomi femminili. D’altra parte, nel corso del 2018, la questione di genere è emersa più e più volte, in contesti più o meno drammatici, ma sempre indelebili.

In conclusione non possiamo dire altro che la letteratura, come sempre, si è dimostrata anche quest’anno specchio dei suoi tempi. Noi, di Menti Sommerse, siamo convinti che leggere sia come portare un paio di occhiali con le lenti graduate: si riesce a vedere più lontano e a mettere meglio a fuoco ciò che abbiamo sotto al naso.

Buona lettura e buone feste, nella certezza che anche il prossimo anno i libri sapranno parlarci di noi.

Martina Toppi