Più libri più liberi: cinque giorni nella Nuvola

«Anche quest’anno Più libri più liberi non è stata una semplice fiera della piccola e media editoria, ma una festa per i tanti amanti dei libri e della cultura. Tante famiglie, tanti giovani e meno giovani hanno affollato gli incontri e passeggiato tra gli stand. Inoltre ,grazie al Buono Libro della Regione Lazio, tutti gli alunni delle scuole primarie e secondarie sono tornati a casa stringendo almeno un libro tra le mani. Grazie al successo di questa iniziativa abbiamo già immaginato il passo successivo per il prossimo anno: dare un buono libro ai genitori con bambini e bambine sotto i cinque anni per stimolarli alla lettura e all’ascolto fin da piccoli. La Fiera si conclude oggi ma queste belle immagini e questa energia non si esauriscono qui».
Queste sono le parole del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

E questa è stata la diciassettesima edizione di Più libri più liberi, la fiera dedicata alla piccola e media editoria italiana. Sono molto felice di aver partecipato, di aver potuto intervistare gli espositori e non solo, di aver camminato per ore col profumo di libri nuovi , e sono molto felice di potervi raccontare cinque giorni di tutto questo.
Più libri più liberi ,si è confermato l’evento culturale più importante della capitale, organizzato dall’Associazione Italiana editori (AIE) e ospitato per il secondo anno dal Roma convention center La Nuvola dell’Eur. Moltissimi – oltre 1.500 – gli autori italiani e internazionali che hanno partecipato alla Fiera: tra questi, l’israeliano Abraham Yehoshua, lo scrittore e poeta dissidente Patrice Nganang, lo statunitense Joe R. Lansdale, l’intellettuale turca Pinar Selek, l’autore di House of Cards Michael Dobbs. Tra gli italiani Zerocalcare, Paolo Giordano, Michela Murgia, Luciano Canfora, Dacia Maraini, Teresa Ciabatti, Nadia Terranova, e moltissimi altri.
Grandissima la soddisfazione fra gli espositori .
Ho letto questa soddisfazione nei loro occhi e percepito dalle loro parole la felicità di essere lì, nonostante le ore in piedi, nonostante la stanchezza.«Pensavamo di non riuscire a eguagliare i grandi risultati dello scorso anno – dichiara la casa editrice Edt – invece anche stavolta siamo molto soddisfatti per la partecipazione e per la tipologia di pubblico, attento e fedele».
Risultati in crescita rispetto allo scorso anno anche per Armando Editore. Aspettative ampiamente rispettate anche per 66thand2nd e per Fazi, che sottolinea come «le vendite sono andate anche meglio della scorsa edizione e hanno ampiamente ripagato l’investimento». Grande soddisfazione da parte di Add, che rimarca «l’organizzazione perfetta dal punto di vista logistico, che ha reso Più libri più liberi davvero un evento di grande respiro, in grado di suscitare l’interesse e la partecipazione entusiastica del pubblico».

Grande successo per i ventitré appuntamenti del programma professionale, affollatissimi, che si sono svolti all’interno del Business Centre, il nuovo polo business e professionale di 500 metri quadrati, posizionato al Piano Forum e curato negli allestimenti da Gino Piardi con suo progetto Perrero Experience che ha portato in Fiera le eccellenze del design italiano. Il Business Centre ha funzionato da punto di incontro tra gli editori, le aziende della filiera (11 le aziende che hanno incontrato gli editori) e il pubblico professionale. Più libri più liberi rafforza così il suo ruolo di incubatore e di occasione di confronto e crescita per gli operatori del settore. Lo conferma anche il PLPL Rights Centre in cui gli editori e gli agenti stranieri hanno potuto conoscere il meglio della produzione editoriale della piccola e media editoria italiana da tradurre nei propri Paesi.

Record di presenze agli eventi organizzati dalle Biblioteche di Roma nello Spazio Ragazzi e nell’Arena Biblioteche.

 

«Roma si riscopre Capitale della Cultura grazie a migliaia di visitatori che alla Nuvola all’Eur hanno visitato gli stand di quella che è diventata la fiera del libro più importante in Italia. Una grande manifestazione la cui caratteristica sono la partecipazione e la condivisione perché la cultura è soprattutto confronto. Questo evento proietta la Capitale in un panorama internazionale. Ringrazio gli editori, gli scrittori, gli autori, gli organizzatori ed i cittadini. Ci rivediamo il prossimo anno», ha affermato la sindaca di Roma Virginia Raggi.

«Anche quest’anno Più libri più liberi è stata una straordinaria occasione culturale: code dalla mattina alla sera, migliaia di ragazzi, incontri affollatissimi, editori contenti – ha sottolineato il presidente dell’AIE, Ricardo Franco Levi –. AIE, l’Associazione Italiana Editori, si conferma una volta di più la casa di tutta l’editoria italiana, la casa dei piccoli e medi editori».

«Grande festa del libro e del mondo della cultura – dichiara Annamaria Malato Presidente di Più libri più liberi – che ha visto la partecipazione di un pubblico attento, colto e interessato, proveniente non solo da Roma ma da ogni parte dell’Italia. Siamo molto soddisfatti per l’attenzione che tramite la nostra manifestazione siamo riusciti a dare ad un tema complesso come il Nuovo Umanesimo. Ci impegneremo per consolidare questo risultato e crescere ancora negli spazi e nell’offerta».

Molto soddisfatto il Presidente delle Biblioteche di Roma Paolo Fallai: «Abbiamo portato in Fiera, come sempre, il lavoro delle nostre 39 biblioteche e delle loro sezioni ragazzi. E quest’anno a conferma della collaborazione con le associazioni culturali e le comunità straniere presenti a Roma abbiamo riservato presso i nostri stand uno spazio al bookcrossing per lo scambio gratuito di libri in lingua, attività che ha visto la fattiva partecipazione di adulti e ragazzi che hanno preso e donato un totale di 1500 libri in bulgaro, romeno, ceco, slovacco russo, cinese, inglese, francese e spagnolo e portoghese. Inoltre, pur offrendo libri in tutte le lingue tutti i giorni dell’anno, a capodanno 32 paesi diversi si affacceranno in biblioteca con i loro colori, le tradizioni, la musica. La conoscenza è il nostro regalo per salutare il 2019».

L’internazionalizzazione in fiera

 

Con l’edizione 2018, sono quattordici anni che il Fellowship Program ,costituisce parte integrante di Più libri più liberi, interpretando il profilo più internazionale della fiera, quello più aperto al contatto con l’editoria globale e interessato a entrare in comunicazione con i suoi attori.
Per il terzo anno lo fa con il sostegno di ALDUS, la rete europea delle fiere del libro coordinata da AIE di cui Più libri è parte, che ha proiettato il Fellowship – e la manifestazione tutta – in una sempre più accentuata dimensione europea e internazionale, capace di stimolare e attivare sinergie tra soggetti e Paesi diversi. E tra diverse realtà fieristiche.
La partecipazione al Fellowship, tradizionalmente aperta a editori stranieri e agenti letterari interessati a esplorare la piccola e media editoria del nostro Paese, ha da sempre l’obiettivo di stabilire contatti tra questi ultimi e gli editori italiani, per proporne opere e autori fuori dai confini nazionali. Assecondando una tendenza alla valorizzazione del Made in Italy (anche letterario) che sta riverberando effetti positivi sul nostro settore, soprattutto – ma non solo – riguardo alla narrativa.
Per quest’anno, Più libri più liberi ha sviluppato un percorso orientato all’internazionalizzazione della piccola e media editoria più completo e articolato del consueto programma di scambio di diritti, di cui il Rights Centre, operante nei giorni 5 e 6 dicembre, raccoglie e potenzia l’eredità. Allestito in forma completamente rinnovata nel cuore de La Nuvola, al piano N5, ospiterà una trentina di operatori stranieri provenienti da 21 Paesi: Canada, Cina, Colombia, Repubblica Ceca, Egitto, Francia, Germania, Indonesia, Giappone, Lituania, Messico, Norvegia, Portogallo, Romania, Russia, Spagna, Svezia, Turchia, Ucraina, Regno Unito, Usa.

Il 3 e 4 dicembre, inoltre, un gruppo di sette operatori stranieri è stato coinvolto in un programma di visite a case editrici e librerie per un focus sui libri per bambini e i comics, che ha visto la collaborazione – visto l’argomento – della Bologna Children’s Book Fair. Nelle prossime edizioni di Più libri, altri segmenti editoriali verranno esplorati e altre partnership potranno essere attivate, in una logica di collaborazione e interscambio.

Lo sguardo sempre più internazionale che Più libri e la piccola e media editoria vanno assumendo in questi anni è confermato anche dal programma di convegnistica professionale della fiera, che si è aperto con un momento di confronto tra editori ed editorie europee su tematiche e sfide trasversali e comuni. Né è mancata un’occasione di riflessione – dati alla mano: si sono anche presentati i primi risultati dell’indagine sulla compravendita con l’estero dei diritti di edizione tradizionalmente realizzata da AIE – su come mai l’editoria italiana piaccia sempre di più oltre i nostri confini.

Bookblogger ed editore:

 

 

In un’epoca in cui la comunicazione online acquista sempre maggiore importanza e i tempi per trasmettere un’idea, un’informazione si accorciano, diventa cruciale per l’editoria stare al passo con le novità comunicative offerte dai nuovi strumenti. La diciassettesima edizione di Più libri più liberi ha inaugurato una nuova iniziativa di AIE – Associazione Italiana Editori dedicata tutta al mondo del bookblogging.

E così, la casa editrice che aveva appena imparato a fotografare i libri nelle pose migliori per organizzare il profilo su Instagram, si trova da un giorno all’altro di fronte a nuove funzioni, a dover capire come fare stories efficaci, creare sondaggi per rendere interattivo il dialogo coi propri lettori. Per non parlare dell’editore che, costruito in anni il proprio pubblico e tono da mantenere su Facebook, si trova all’improvviso a lottare con un nuovo algoritmo che non fa comparire i propri post e allora il social media manager (quando c’è) deve imparare a sponsorizzare in maniera intelligente. Oppure a investire in nuove competenze per produrre video, contenuti privilegiati dagli utenti.

La comunicazione online e social è in continuo aggiornamento e in un processo di innovazione costante. Necessita competenze interne, soprattutto per chi i propri libri li vuole vendere e, quindi, prima di tutto farli conoscere al lettore. La capacità della casa editrice sta nel riuscire a capire come arrivare al lettore, se non quando direttamente almeno attraverso nuove figure capaci di consigliare, di appassionarsi a una linea editoriale, a una collana: un influencer, appunto. In questo senso, negli ultimi anni è nata una nuova figura nel mondo del libro: il bookblogger. Una persona appassionata di libri, spesso giovane o giovanissima, che decide di condividere il proprio amore per le storie, per la letteratura e prima di tutto per l’oggetto libro.

I lettori si affezionano a queste figure capaci di fare intermediari con l’editore e ancor più con una produzione vastissima in cui a volte è ostico orientarsi. È la logica del passaparola che sempre ha funzionato molto nel mondo del libro e che, ora, si trasferisce sul web: se il lettore non sa (e non ha tempo e non vuole) orientarsi tra le migliaia di novità che escono ogni anno, c’è qualcuno che può dare delle indicazioni basate sulle proprie preferenze.

È per questo che in questa edizione di Più libri, AIE ha pensato a un’iniziativa per fare incontrare la piccola e media editoria con i blogger: l’idea è quella di creare un’occasione di ritrovo, un momento di presentazione in cui gli editori provano a «fare innamorare» un gruppo di bookblogger conosciuti e amati in Italia. Hanno partecipato a questa iniziativa Paolo Armelli, Giulia Ciarapica, Laura Ganzetti (Il tè tostato), Giulia Telli (Mamma che libro!) ed è stata data la possibilità a 10 case editrici presenti alla manifestazione di farsi conoscere. Pochi minuti per presentarsi, parlare delle proprie novità e soprattutto dare un volto al nome di un marchio. Un’iniziativa che ha raccolto tantissime adesioni e che nella prossima edizione si auspica possa essere riproposta magari in un format che coinvolga più editori.

Dopo aver passato la mattinata così, i blogger hanno preso in mano il microfono per raccontare al pubblico ciò che fanno, in un incontro del programma professionale I bookblogger e gli editori come punti di riferimento di una community. Dall’evento è emersa una serie di dati grazie cui fare considerazioni complesse.

Cosa porta il lettore a scegliere di acquistare e di leggere un determinato titolo tra le migliaia pubblicate ogni anno? A farla da padrone è ancora il «passaparola»: il consiglio da parte di amici viene indicato al 27% delle motivazioni che spingono alla scelta di un libro. Cresce l’importanza del consiglio dato da una community (9%) e attraverso i social (9%). E forse la fortuna del bookblogger nasce proprio nell’essere percepito come una persona fidata, di buon gusto e soprattutto che consiglia ciò che davvero gli piace, senza essere inserito all’interno di alcune logiche editoriali che necessariamente sottendono al lavoro del giornalista.

Nelle fasce più giovani questi valori diventano più importanti: 18-24 (12% social e 12% community) e 25-35 (15% e 15%). Guardando alla tipologia di lettore che si serve del mondo web per farsi consigliare sui libri, il dato diventa ancora più importante tra i lettori forti, che per loro natura leggono anche digitale e che sentono la necessità di confrontarsi all’interno di una community di altri lettori online.

Il 20% dei lettori dichiara di aver scelto il proprio libro grazie a consigli raccolti sul web. 

Sembra perdere peso la stampa, le recensioni o le segnalazioni fatte sui giornali o in televisione, a meno che non si tratti di articoli fatti da grandi firme o da apprezzamenti (ma anche stroncature) fatte da nomi famosi o con largo seguito. Questo avviene anche per una perdita di fiducia nei confronti dei media tradizionali da parte dell’acquirente. Che un articolo su carta stampata sarà in grado di influenzare il lettore comune oggi è un dato dubbio, alle volte è anzi più probabile che una sola «storia» su Instagram sposti più vendite e inneschi a sua volta un processo di passaparola tra gli utenti.

Si capisce allora perché per un editore diventa sempre più importante farsi conoscere e mettersi in contatto (o meglio ancora: in dialogo continuo, raccontandosi e raccogliendo i feedback) coi blogger. Soprattutto in un panorama editoriale complesso o in cui spesso finiscono ad avere maggiore visibilità i marchi editoriali più grandi, questa diventa un’opportunità enorme per editori nati da poco, oppure piccoli o di nicchia.

Come? Attraverso progetti su lungo termine, condivisione degli intenti, e soprattutto un rapporto sincero. Perché è bene ricordare che i bookblogger sono prima di tutti lettori appassionati, e una delle prime regole per una buona editoria è: non prendere mai in giro il proprio lettore.

Un consiglio agli editori? Fare un piano di comunicazione apposita anche per questo aspetto e «spingere» soltanto quei pochi titoli che si sente di consigliare di più, perché sono quelli in cui ha creduto di più. Si tratta di un investimento prima di tutto di cuore: al bookblogger deve arrivare la passione messa per confezionare quel prodotto e questo può avvenire soltanto con un rapporto di fiducia. È così che si genera la famosa catena del passaparola di un libro, sulla fiducia e i buoni intenti: prima di tutto editore-bookblogger e in seguito bookblogger-lettore.

ll libro dell’Anno 2018

In diretta su Rai Radio3 dalla Nuvola dell’Eur, il programma Fahrenheit ha proclamato il Libro dell’anno 2018. La vincitrice è: Da un altro mondo (Einaudi) di Evelina Santangelo.

Questo è  il verdetto finale degli ascoltatori di Radio 3 che hanno votato scegliendo tra dodici titoli. Gli altri libri in gara erano: Dal tuo terrazzo si vede casa mia (Racconti Edizioni) di Elvis Malaj; La guerra dei Murazzi (Marsilio) di Enrico Remmert; Le assaggiatrici (Feltrinelli) di Rosella Postorino; Le case del malcontento (E/O) di Sacha Naspini; Resto qui (Einaudi) di Marco Balzano; Maestoso è l’abbandono (Hacca) di Sara Gamberini; La ragazza di Marsiglia (Sellerio) di Maria Attanasio; La vita riflessa (Bompiani) di Ernesto Aloja; La metà del bosco (Marsilio) di Laura Pugno; La vita finora(Baldini + Castaldi) di Raul Montanari; M. Il figlio del secolo (Bompiani) di Antonio Scurati; Da un altro mondo (Einaudi) di Evelina Santangelo.

Nel Caffè letterario RAI, appositamente allestito nella Nuvola, posti in piedi per l’ultima puntata live di Fahrenheit dove è stato assegnato un secondo riconoscimento, quello del libro dell’anno votato dai circoli di lettura. I 49 gruppi di lettura hanno eletto: Le assaggiatrici (Feltrinelli) di Rosella Postorino.

È stata una fiera bellissima e affollata con incontri molto seri e profondi come quello di Yasemin Congar su i diritti umani – dichiara Marino Sinibaldi, Direttore di Rai Radio3 -. Non è un caso che i libri scelti a Fahrenheit raccontino le storie del nostro tempo, trattano grandi temi, storici e contemporanei e affrontano i dilemmi e le contraddizioni di oggi. Posso affermare che la scelta degli ascoltatori è in linea con le scelte di Più libri più liberi”.

La libreria fisica è il luogo preferito dagli italiani

La libreria si conferma, saldamente, il principale canale di acquisto per i libri. Al punto da orientare le scelte di ben l’81% dei lettori (e rappresentare il 70% del mercato trade): nel dettaglio, 6 italiani su 10 (il 59% per la precisione) dichiarano che i libri letti nell’ultimo anno provengono da librerie di catena, 2 su 10 (il 23%) da quelle indipendenti, gli altri da quelle nei centri commerciali. È quanto emerge dall’indagine dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sulle nuove forme di consumo editoriale e culturale, realizzato in collaborazione con Pepe Research, presentata a Più libri più liberi.
La libreria è a tal punto il luogo di esplorazione, di informazione, di ispirazione che ci sono oltre 7 milioni di italiani (il 67% dei lettori) che dichiarano che per scegliere cosa comprare si affidano al negozio fisico, dove trovano i giusti stimoli, per poi eventualmente, finalizzare la spesa su Internet.
Gli altri canali: Oltre alle librerie fisiche, sempre più importanza acquistano le librerie online. Gli store on line Amazon e IBS sono indicati dal 32% dei rispondenti; se si aggiungono anche gli altri store on line si arriva al 40% delle indicazioni. Cresce, arrivando a conquistare il 4% dei lettori, anche chi dichiara di aver comprato libri in occasione di Fiere e saloni del libro.

«Più libri più liberi è un laboratorio culturale in costante evoluzione che ha ricordato a tutti la capacità di creare eccellenze a Roma – dichiara il Direttore della Fiera Fabio Del Giudice –. La collaborazione tra pubblico e privato, l’eccellente programma culturale, la soddisfazione di tutti gli editori presenti, la partecipazione di un pubblico attento ed entusiasta ci rendono orgogliosi del nostro lavoro».

La fiera è finita. Ho cercato di raccontarne i punti salienti, e come sempre alla fine di queste manifestazioni, voglio dire a tutti che leggere è , e sarà sempre, la nostra più grande libertà, l’unico modo che abbiamo per dire la nostra, per riunirci, per condividere passioni, per essere una grande famiglia senza differenza alcuna. Leggere è libertà, il nostro valore più alto.

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