ESCLUSIVA – Leo Pari: “Mi piace avere il controllo su ogni piccolo dettaglio che compone un album“

La musica va rispettata, non fate i furbi. Tutto quello che c’è da sapere su di me lo trovate sul mio Instagram”.

 

Perfettamente in grado di realizzare un pop di qualità estremamente godibile e fruibile. Nell’apparente semplicità e linearità di testi e musiche , si nasconde il suo ingegno e la sua acutezza, nonché un accurato lavoro e una doverosa maestria.
Testi scritti in un italiano semplice, fresco, ironico e pungente e adagiati su basi orecchiabili e trascinanti, a cavallo fra elettro – pop d’annata e voli pindarici sonori propri degli anni zero.
Lui è Leo Pari, rappresentante della scena Romana.
Ed io, gli ho fatto qualche domanda sul suo nuovo disco “ Hotel Califano”.
Una chiacchierata con Leo spesso ha insito in sè il concetto di lezione di storia musicale. Nel suo background professionale si annoverano molte sfaccettature di quel mondo sommerso che è la creazione di un album: musicista per sè e per altri (da un anno impegnato anche nel progetto dei Thegiornalisti e membro attivo dei Lato B, band tributo a Lucio Battisti), produttore artistico di altri progetti indipendenti e discografico, oltre che penna autorevole (tra gli altri anche di Cristicchi), con una passione smisurata per i sintetizzatori.
Il nuovo album, riassume tutto questo.
Un album divertente che fa ballare – volevo divertirmi e far divertire . Probabilmente il migliore che ho fatto finora, le date del prossimo tour saranno dei super festoni, chi verrà avrà a disposizione un’esperienza completa di divertimento fra musica, ballo e sballo. Non vedo l’ora di tornare a suonare sul palco”, aveva detto così, qualche mese fa, Leo. Ed oggi, posso dire che era vero. Il suo tour ci sta facendo divertire, ridere e ballare, ballare tanto , senza pensare.
Il suo concerto è una festa, dove diventiamo tutti amici tra strani balli e qualche bicchiere di troppo.

“Quando una canzone riesce a parlare al cuore, non dico di tutti, ma di molti, allora è una canzone pop ben riuscita. La grande magia del pop è che riesce ad essere profondo attraverso la leggerezza, può dire verità in cui l’ascoltatore riesce a rispecchiarsi senza starci troppo a pensar su, è istinto e libertà.”

Ci dice così Leo. Ed io penso che allora, si. Le sue canzoni sono ben riuscite e sono riuscite ad arrivare al cuore di più persone e più generazioni perché mescolano sonorità e temi cari a tutti, giovani e meno giovani. Perché quando si tratta di musica, siamo tutti uguali e siamo tutti una famiglia. Quando si tratta di musica, siamo tutti liberi, come libero è Leo con il suo Pop di gran qualità.

 

SU LEO PARI:

Cantautore, musicista e producer.
Rigorosamente romano, classe ’78 , Pari può Vantare importanti collaborazioni con artisti di punta della scena romana contemporanea – fra cui spiccano, senz’altro, le avventure con i Thegiornalisti (tastierista aggiunto) e Gazzelle (supervisore artistico di Superbattito). Collabora come autore e come musicista con tantissimi artisti: Simone Cristicchi (con il quale firma i testi di “Vorrei cantare come Biagio” e “La Prima Volta Che Sono Morto” in gara a Sanremo 2013), Punkreas, Marco Fabi, Pier Cortese, Piotta, Emma Tricca, Mr. ,Niccolò Fabi, Andrea Pesce (Tiromancino) e molti altri.
Se i primi esperimenti musicali (Lettera al Futuro, 2006; San la Muerte, 2010) spaziano dal blues al rock all’elettronica, con la trilogia Rèsina (2012), Sirèna (2013) e Spazio (2016), Leo Pari bussa con mano ferma alla porta della “musica indipendente”, guadagnandosi un posto al sole nella maggior parte dei festival e delle manifestazioni dedicate al genere musicale più chiacchierato del decennio.
L’amore sconsiderato per il Lucio Battisti più melodico e sintetico a cavallo tra ‘70 e ’80, la nostalgia di un’infanzia scandita dai telefilm di fantascienza e dai cartoni giapponesi, la compassione per una città, Roma, che sta agonizzando sotto gli occhi di tutti, il crollo dei valori tradizionali, l’assuefazione collettiva al terrore e alla malvagità, il menefreghismo e l’insensibilità, il disincanto che ci riempie gli sguardi di fronte alle macerie del mondo , e la potenza didascalica del POP come privilegiata chiave di narrazione della quotidianità, perché, in fondo in fondo, “i cantautori sono i depuratori della società”. Tutto questo è Leo Pari.

E tutto questo è Hotel Califano.
• Tracklist
1. Montepulciano
2. Venerdì
3. Chimica
4. Una canzone per
5. L’amore
6. Freshdance
7. Dirty ti amo
8. Aroma
9. Hotel Califano
10. Non ti scordare di me
11. Giovani playboy
12. Mina

L’apertura è stata affidata a Montepulciano una scelta davvero efficace, pezzo ipnotico e giocoso ,ideale per prendere il largo in un sabato sera a base di Gin Tonic. Forse è per questo il mio pezzo preferito.
Freshdance , gioco con gli anni ottanta e il racconto di una serata malinconica consumata tra cocktail e baci rubati. Dirty ti amo è una canzone un po’ amara, per questo sincera, di quelle che stringono un po’ il cuore, “vorrei dirti ti amo/ anche se non è vero”.

Aroma è una canzone dolce da mattinata ,con caffè e voglia di fermarsi ad amare qualcosa o qualcuno. Attualissima la frase “alle prossime elezioni stiamo attenti non facciamoci fregare dai nomi” .

Venerdì e Una canzone per sono le due vere canzoni d’amore dell’album, due pezzi molto emotivi e con il ritornello capace di ritornarti in testa anche di notte mentre dormi.

Non ti scordare di me. Bellissima e struggente.

L’ironia vince in Giovani Playboy. Anche questa , una canzone cruda e vera.“Vuoi sapere perché finisce l’amore ragazzo/ fondamentalmente perché la gente si rompe il cazzo”.

Mina è una canzone spumeggiante che dopo tante riflessioni e tratti malinconici spacca tutto con una bella e contagiosa allegria.

E dopo aver presentato un po’ le tracce del Cd, veniamo a noi.

Ecco l’intervista a Leo Pari

 

Ciao Leo! Come ,chi ti conosce, sa, sei un bravissimo cantautore, musicista e producer. Per iniziare ,allora ti chiedo, in quale di questi ruoli ti rispecchi di più? Chi è davvero , artisticamente, Leo Pari?

Mi è sempre piaciuto entrare nella sostanza delle cose, approfondirle per conoscerne tutte le sfaccettature. Così anche nella musica, immaginare come suonerà una canzone ti guida nella sua stesura, scriverne la melodia fa uscire anche le parole, è un unico processo creativo. Per questo mi piace produrre le basi delle mie canzoni, mi piace avere il controllo su ogni piccolo dettaglio che compone un album. Cerco di fare lo stesso quando lavoro alla produzione di canzoni altrui. “

 

Il tuo ultimo lavoro, è Hotel Califano, che stai portando in tour da Settembre , ed è stato definito “un esperimento”. Sei d’accordo? E perché?

 

Non saprei, in fondo ogni canzone nuova di qualsiasi artista è un “esperimento”, nel senso che è qualcosa che prima non c’era. L’importante è essere sempre originali, quando ti rendi conto che sono molti gli artisti che si ispirano alla tua scrittura e al tuo sound allora vuol dire che stai facendo bene, indipendentemente dai risultati commerciali.”

Tra le tue importanti collaborazioni, spicca quelle con i Thegiornalisti, di cui sei tastierista aggiunto. Ed è proprio con Tommaso Paradiso, che hai collaborato per Montepulciano, la prima traccia del tuo disco. Come definiresti la vostra collaborazione artistica?

“Molto profonda, è basata sulla stima reciproca come autori, ed è naturale che capiti di collaborare, in vari modi. Questa traccia è nata da un esperimento del tipo “proviamo a scrivere una frase per uno” ed è uscito quel testo, poi in seguito ho creato la base. “

 

Sei di Roma e sei classe ’78, eppure, molti dei testi e il sound dei tuoi brani, riportano alla mente atmosfere, luoghi e situazioni proprie dell’adolescenza. Come in “ venerdì”, «Ci spacchiamo il culo perché è venerdì», in cui fai largo uso di auto tune. È voluta questa divertente e spensierata eterna giovinezza?

Mi trovi giovane? Devo dire che ho qualche problemino con la maturità, l’ho sempre trovata un po’ noiosa, non mi piace prendermi troppo sul serio. Del resto racconto solo cose che ho vissuto e continuo a vivere, sono un amante dei neologismi e delle nuove tendenze e ho la fortuna di avere un pubblico molto fresco e giovane, dal quale posso imparare un sacco di cose.”

Quale tuo brano ti rappresenta di più?

“Forse “ Mina”, parla esattamente di come mi sento “

Parlami un po’ del tour per la presentazione del tuo disco. Cosa ti aspetti?

Sono molto contento della risposta del pubblico, si sentono rappresentati dalle mie canzoni, data dopo data vedo il numero delle persone che vengono crescere. Spero che continui così “.

E poi?

Far ballare il Toppeiro a tutta Italia”.

Sorrido. Come quando ascolto Leo pari su Spotify, come quando ballo ad un suo concerto.
Come quando penso ad Hotel Califano. Un disco ballabile, apparentemente leggero, che leggerezza non è superficialità, uno sguardo completo su una generazione figlia dei suoi tempi, dell’avvento delle tecnologie e del cambiamento socio- culturale. Se è una generazione alla deriva oppure in progresso Leo non lo svela, da buon cronista dell’amore il suo ruolo è narrare, senza giudicare. E pare esserci riuscito.

Grazie a Leo Pari per questa divertentissima intervista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *