I Fiordalisi – Sulle ali di Marisol

Ogni tre mesi, a partire da oggi, verrà a trovarci qui su I Fiordalisi la poesia e l’arte di Marisol Bohórquez Godoy, poetessa di origine colombiana a cui sono legata da profondo affetto e grande stima.

Ho avuto modo di poter osservare da vicino il suo lavoro di artista, scrittrice e traduttrice e ne sono rimasta affascinata, per l’incanto e la purezza viscerale con cui lo mette in atto, senza esimersi, senza farsi sconti e senza la codardia di non prendere mai posizione di fronte ai grandi temi, come il dibattito sulla figura femminile, che Marisol ha particolarmente a cuore e che rappresenta per lei motivo di continuo studio e aggiornamento anche accademico.

I tre componimenti proposti per questa uscita sono piccole perle preziose di compostezza stilistica ed emotività travolgente.

Vi invito a leggerle e a scoprire quanto dirompente possa essere la delicatezza, quanta passione ci sia nell’eleganza.

Buona lettura!

 

Congelados

 

“Oye, hermano, no tardes

en salir. Bueno? Puede inquietarse mamá”

Cesar Vallejo

A los 18 dejé de creer que todos los juegos de infancia tienen desenlaces felices

Un 24 de agosto en la mañana

se te ocurrió invitarme a jugar de nuevo “congelados”

Aquel juego que de niños solíamos disfrutar

quedándonos por turnos inmóviles

esperando ser tocados por la mano del otro

 

Esta vez, era yo quien debía correr para descongelarte

No supe dónde te escondiste

El viento me arrastró con violencia

me empujó hacia un lugar oscuro

donde caían hojas marchitas que se confundían con la palidez de tu rostro

y entonces, aparecieron frente a mí, tus ojos

como dos cristales vacíos detenidos en el tiempo

 

 

La muerte había vertido el veneno en tus labios

Y yo quería pensar que solo jugabas

que estabas molesto porque tardé en llegar

Me acerqué a ti, extendí mi mano cálida sobre tu pecho

Una y otra vez

Una y otra vez

U-n-a y  o-t-r-a  v-e-z…

Tan solo vi una sombra desvanecerse en la distancia

Un silencio de sepulcro enredándose sobre mí piel

como hiedra entre los muros

y recordé que en ocasiones lloré porque no regresabas pronto

para descongelarme

Aparecías de repente con tu mirada serena y exclamabas:

¡que tonta eres hermana! Es solo un juego

Si yo no regreso, solo corre a buscarme;

estaré del otro lado de la talanquera

esperando por ti, muerto de risa

 

Lupo ghiaccio

 

“Ascolta fratello, non tardare

a uscire. Sai? Può preoccuparsi la mamma.”

Cesar Vallejo

 

A 18 anni ho smesso di credere che tutti i giochi dell’infanzia hanno un esito felice

Un 24 agosto di mattino

hai avuto l’idea di invitarmi a giocare ancora a “lupo ghiaccio”

Quel gioco con cui ci divertivamo da bambini

rimanendo a turno immobili

e aspettando di essere toccati dalla mano dell’altro

 

Stavolta ero io che dovevo correre per scongelarti

Non sapevo dove ti eri nascosto

Il vento mi trascinò con violenza

mi spinse verso un luogo oscuro

dove cadevano le foglie marce che si confondevano con il pallore del tuo viso

e allora mi apparvero davanti i tuoi occhi

come due vetri vuoti fissati nel tempo

 

La morte aveva versato il veleno sulle tue labbra

Ed io volevo pensare che stavi solo giocando

che ti eri offeso perché avevo tardato a trovarti

Mi avvicinai a te, allungai la mano calda sopra il tuo petto

Ripetutamente

Ripetutamente

R-i-p-e-t-u-t-a-m-e-n-t-e…

Vidi solo un’ombra svanire nella distanza

Un silenzio di sepolcro aggrovigliarsi sulla mia pelle

come l’edera tra i muri

e ricordai che a volte piangevo perché non venivi subito

a scongelarmi

Apparivi all’improvviso con il tuo sguardo sereno ed esclamavi:

che scema che sei, sorella! È solo un gioco

Se non arrivo, corri a cercarmi;

sarò dall’altra parte della staccionata

che ti aspetto, morto dalle risate

 

La caìda del sol

Eres el que se va siempre

como un atardecer

dejando el fuego ardiente en mis pupilas

y la oscuridad de tu ausencia

como la noche anticipada de mis días

 

Te llevaste todos nuestros planes

Y los ocultaste al final del horizonte que nos divide

Ellos quisieran que fuéramos en su búsqueda

Ellos querrían ser reales

Pero quizás nosotros fuimos también un plan

que la mano de Dios dejó en su lista de pendientes

 

Aquí los pensamientos por ti

se acumulan como las moscas

sobre este saco de frutas

que rebano a diario

y mi cerebro descompuesto

aún insiste en perseguirte

bajo el incendio de una puesta de sol

aunque las sombras

intenten a su paso llevarse tu nombre

y a lo lejos tus párpados cansados

hayan diluido mi imagen

o el frio en tu cuerpo

se rinda en silencio

al calor de mis labios

 

La caìda del sol, dipinto di Marisol Bohórquez Godoy

Il tramonto

Sei quello che se ne va sempre

come un crepuscolo

che lascia il fuoco ardente nelle mie pupille

e l’oscurità della tua assenza

come la notte anticipata dei miei giorni

 

Ti sei portato via tutti i nostri progetti

E li hai nascosti alla fine dell’orizzonte che ci divide

Loro vorrebbero che andassimo a cercarli

Loro vorrebbero essere reali

Ma forse anche noi siamo stati un progetto

che la mano di Dio ha lasciato tra le cose da fare

 

Qui i pensieri per te

si accumulano come le mosche

su questo sacco di frutta

che taglio a fette ogni giorno

e il mio cervello scomposto

insiste ancora a inseguirti

sotto l’incendio di un tramonto

benché le ombre

cerchino avanzando di portar via il tuo nome

e in lontananza le tue palpebre stanche

abbiano diluito la mia immagine

o il freddo nel tuo corpo

si arrenda in silenzio

al calore delle mie labbra

 

La condena de los amantes

Para no huir de tus brazos al caer el sol

para no resignarme al escape inevitable de tu cuerpo

continúo acariciando el cadáver de la noche.

 

La condanna degli amanti

Per non fuggire dalle tue braccia al tramonto

per non rassegnarmi alla fuga inevitabile del tuo corpo

continuo ad accarezzare il cadavere della notte.

 

Le prime due poesie sono inedite; la terza è tratta dalla raccolta Effetto farfalla (Raffaelli Editore 2017).
La traduzione è a cura di Gianni Darconza.

 

Marisol Bohórquez Godoy (Santa María, Colombia, 1982). Poetessa, pittrice e traduttrice letteraria, è laureata in ingegneria. È autrice di poesie e di racconti, e alcuni dei suoi scritti sono stati pubblicati in Colombia e in Spagna. Ha pubblicato nella Colección Los Conjurados La soledad de los espejos (2016) e in Italia, per Raffaelli Editore, la plaquette Effetto farfalla (2017) tradotta in italiano da Gianni Darconza. Ha partecipato al Festival Internazionale di Poesia di Medellín (Colombia) 2016 e 2018, al Festival di Poesia Giovane “La Juntada 2016” di Buenos Aires (Argentina) e al Festival Internazionale Ditët e Naimit di Tetovo (Macedonia) 2018. Parte della sua opera è stata tradotta in inglese, francese e italiano.

 

Alessandra Corbetta
(guarda anche l’uscita precedente)

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