X-Factor: le pagelle del sesto live

X-Factor volge ormai al termine: la fine è sempre più vicina e i pochi concorrenti in gara mettono in campo tutte le proprie armi pur di accaparrarsi un ambito posto nella finale al Mediolanum Forum. La puntata che si è svolta ieri constava di due manche: nella prima i cantanti presentavano cover, supportati da un’orchestra live, mentre nella seconda facevano riascoltare brevi estratti dei propri inediti. I due meno votati delle due manche andavano poi in ballottaggio, dove solo uno poteva essere salvato. Ma vediamo ora come se la sono cavata con le cover della prima manche (gli inediti li abbiamo già recensiti), dando le nostre consuete pagelle del venerdì.L'immagine può contenere: una o più persone, persone sul palco e spazio al chiuso

BOWLAND: “Seven Nation Army” (The White Stripes)

Supportati dall’orchestra elettronica, i BowLand perdono un pizzico della loro magia, sebbene riescano a rendere proprio anche un brano così noto come “Seven Nation Army”.  Non verrà ricordata come la loro esibizione migliore, ma nel complesso riescono a convincere ugualmente. VOTO: 7

LEO GASSMANN: “Terra degli uomini” (Jovanotti)

Il brano di Jovanotti, dedicato a posteriori al prematuramente scomparso calciatore della Fiorentina Astori, porta Leo nella sua “comfort zone”: lui ne dà un’impostazione classica, molto teatrale e “Sanremo-friendly”, con tutti i pregi e i difetti del caso. Vocalmente impeccabile, continua a mancare di originalità e modernità. Nonostante ciò, resta la sua migliore esibizione nel talent. VOTO: 7+

MARTINA ATTILI: “Hyper-ballad” (Bjork)L'immagine può contenere: 1 persona, sta ballando

La piccola Martina punta nuovamente su atmosfere Nord-Europee per l’esibizione, portando un brano non particolarmente noto (né amato) dell’iconica Bjork. Martina sembra perfettamente a proprio agio in queste vesti, muovendosi anche bene sul palco. L’atmosfera creata è senza dubbio interessante, sebbene si noti qualche piccola imprecisione vocale mai emersa prima. Troppo forzato in alcuni punti il timbro. VOTO: 7

 

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NAOMI RIVIECCIO: “Look at me now” (Chris Brown, Lil Wayne, Busta Rhymes)

Ecco LA performance. Naomi, indiziata numero uno per l’eliminazione, mette sul palco anima e corpo e regala al pubblico probabilmente la migliore esibizione dell’intera edizione (inediti esclusi). Dopo una serie di ballad, canzoni fiabesche, un inedito piatto e il solo acuto (non compreso) del brano di Giuni Russo, Naomi sfodera le sue immense doti tecniche sconvolgendo tutti con uno dei brani rap più complicati da cantare. Con un flow da fare invidia a grandissimi nomi, la talentuosa Naomi prende la meritata standing ovation, grazie anche all’integrazione, nel ritornello, di pop, RnB e dell’immancabile lirica. Capolavoro. Ora toccherà a Fedez (che l’ha forse compresa troppo tardi) continuare su questa falsa riga per le assegnazioni. VOTO: 9,5

LUNA: “The monster” (Eminem e Rihanna)L'immagine può contenere: 1 persona

La piccola cantante sarda si esibisce sulle note di uno dei più grandi successi degli ultimi anni, brano che nelle strofe si basa sulle potenti e complesse barre di Eminem e che nel ritornello esplode sulle riconoscibili note di Rihanna. Luna mostra così le sue due anime: pop e rap. Nonostante una performance impeccabile, paga il fatto di esibirsi immediatamente dopo la sontuosa Naomi, che in questa occasione la sminuisce enormemente. Nel complesso, bene. VOTO: 7,5

ANASTASIO: “Starway to heaven” (Led Zeppelin)

Il rapper/cantautore campano prosegue il suo percorso facendosi ispirare dai più grandi brani della storia della musica. Basta una parola, una frase, perché Anastasio crei una nuova storia da raccontare, che sia personale o universale. Anche in questa occasione il testo è infatti meraviglioso, sebbene il performer appaia meno convinto e convincente delle sue precedenti esibizioni. In ogni caso, si parla di dettagli. VOTO: 8

SHEROL DOS SANTOS: “Turning tables” (Adele)L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi

E’ risaputo che Adele sia una delle poche cantanti “intoccabili”: non appena si prova a fare una cover di un suo brano scatta immediatamente il termine di paragone e l’effetto karaoke è dietro l’angolo. Sherol, nonostante una voce e un timbro come sempre strepitosi, non è Adele e questo si sente. La sensazione di “già sentito” o di poca emozione balza all’orecchio, rendendo quasi banale una performance comunque tecnicamente di tutto rispetto (sebbene con qualche piccola imprecisione qua e là). Ha le qualità per fare strada, ma forse non è ancora il momento giusto. VOTO: 7-

I meno votati in totale (cover+inedito) risultano essere Leo (primo ballottaggio) e Sherol, che, dopo aver cantato un proprio cavallo di battaglia, affidano ai giudici il compito di decidere chi portare alla semifinale. Come è ormai abitudine, i giudici lasciano invece al pubblico la scelta, che ricade (forse non così giustamente) sull’eliminazione della talentuosa Sherol.

La semifinale sarà molto dura: ci saranno ben 2 eliminazioni, che permetteranno a soli 4 concorrenti di accedere alla finalissima che vedrà ospiti del calibro di Muse e Marco Mengoni.

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