ESCLUSIVA – Chiara Gamberale: un incontro tra vite sottili

“ Ho amato una vita sottile perché le persone che ci sono dentro mi hanno parlato, come nella vita. Incontrando loro, e incontrando Chiara, ho incontrato anche un po’ me stessa. È un libro che mi ha parlato con dolcezza e gentilezza, che poi sono anche forza, e mi ha sciolto dei nodi. E quando qualcosa, o qualcuno, ti scioglie qualche nodo dentro, poi non puoi che amarlo”.

È domenica mattina. Alla libreria di Roma “ I granaiChiara Gamberale presenta il suo nuovo romanzo“ Una vita sottile”. Ed io sono lì, per uscire dai suoi libri e , per la prima volta, parlare con Chiara, la Chiara vera, la Chiara che ho amato da subito e che , dopo esserci raccontate , amo ancora di più. Chiara parla come scrive, con naturalezza e dolcezza, è semplice ma sorride spesso. Mi sembra di vedere la Chiara bambina di una “ Una vita sottile” e la Chiara donna, oggi anche mamma. Mi sembra di vedere nei suoi occhi tutte le frasi che ho letto e sottolineato, per non dimenticarle e andarle a trovare subito ogni volta che apro un suo libro. Perché in Chiara vedo la mia vita sottile e, forse, quella di tutti noi. E questa è una magia. Con Chiara, non solo le persone entrano nel personaggio, ma dai suoi libri usciamo fuori NOI. E diventiamo gli amici di Chiara. Nasce una capacità di relazionarci davvero speciale, riusciamo a farlo come i suoi personaggi, mettendoci a Nudo. Senza paura. Lasciando trasparire parti profonde e belle, al di là dei social che ci vogliono allontanare ad ogni costo. Il popolo di Chiara, questo modo di stare insieme ,è veramente prezioso.

“Ho avuto questa grande fortuna. I lettori dei miei libri sono diventati gli amici immaginari che avevo da bambina. Fare avvicinare le persone è stata una cosa fantastica, chi si somiglia si piglia. Ci interessano le stesse cose, le nostre vite rischieranno sempre di essere troppo sottili o troppo qualcosa, ci interesseranno sempre i colori degli altri,e le luci delle case degli altri ci sembreranno sempre più accese delle nostre. Siamo fatti così. È bello che ci siamo trovati.”

Dice così Chiara. Ed io penso che si, è bello che ci siamo trovati. Ed è bello parlare di due vite sottili guardandoci negli occhi .

“Attingo a piene mani dal cricostante”: una vita sottile

È un’autobiografia senza veli e senza paure. Tutta d’un fiato. Il primo libro di Chiara Gamberale, scritto a vent’anni. È la storia della vita sottile di una ragazzina, tra amicizie e difficoltà. Tra sogni e paure. È la storia di Chiara, Chiara più che mai. Una storia speciale perché raccontata attraverso gli altri. Ogni capitolo descrive una persona cara a Chiara. Ogni persona cara descrive Chiara. Una catena di relazioni, di sensazioni, di persone e soprattutto di anime. Un insieme di anime che raccontano poi una sola: quella di Chiara. Una scrittura che è vita ed è salvezza. E poi “ una terribile malattia ha congelato un’adolescenza, la mia”:Chiara racconta con incredibile delicatezza, attraverso le persone che le sono state accanto, di malattie quali l’anoressia e la bulimia. E lo fa con leggerezza. Con gli occhi degli altri. E racconta di giorni spensierati, ricordi, amicizie fortissime, sogni, speranze. Sfiora appena temi così delicati, eppure ci arriva tutto. Vogliamo tutti essere diversi, però forse, quando lo siamo non va bene. Ed è anche questo il messaggio di una vita sottile. La diversità e il dolore. Ma ancora di più, il messaggio è che noi non ci esauriamo di fronte al nostro dolore, non ci rifiutiamo di guardare, non dobbiamo. Piuttosto spostiamo lo sguardo a chi ci sta a fianco, alle persone che ci circondano. E quelle di Chiara, sono tante. Descritte con amore in ogni capitolo.

Il primo capitolo si chiama Cinzia, la prima persona salvifica di Chiara. Una sua grande amica, che poi è lì, accanto a me alla presentazione. Ed è bello che lei ci sia. Perché ho dato un volto alla “Cinzia magrissima”, che descrive Chiara e perché è bello sapere che l’amicizia esiste. Anche dopo tanti anni.

“La nostra amicizia era basata su dei diarietti, ognuna lo scriveva all’altra durante l’estate e poi lo scambiavamo. A settembre, avevo sempre il diario di Cinzia ad aspettarmi. Ed era bellissimo. Forse oggi non sarebbe possibile. E invece quei diarietti che ho riletto da poco, e ci ho trovato dentro tanto di me, quello era condividere. Oggi è strano. Lo diciamo sempre ma non passiamo all’azione. Dobbiamo inventarci qualcosa. Io penso che ci siamo, abbiamo capito che siamo in pericolo. Ora dobbiamo agire.”

Racconta così Chiara di Cinzia, un po’ commossa. E un po’ triste perché oggi nessuno scrive più diarietti. E, a pensarci, questa cosa mette tristezza anche a me.
Dopo Cinzia, ci sono tante altre persone da scoprire nel libro e ci sono tanti pezzetti di Chiara da scovare. C’è anche il suo papà. Che fa commuovere un po’. E qualcuno, questa domenica, le chiede anche di lui.

“ Mio padre mi ha trasmesso tante cose. Io lo amo e vorrei essere come lui. Ma l’amore per i libri non l’ho imparato dai miei. Sono stati bravi. Perché hanno visto una bambina amare la lettura, hanno capito loro che era la mia strada, ma l’ho trovata e cercata da sola.”

Una girandola di emozioni. Amicizie, amori, paure, gioie, dolori. Una scrittura ariosa e delicata.
Chiara ci mostra quanto è bello, quanto è importante ed essenziale la presenza degli altri nella nostra vita. Ci spiega la gioia dei sorrisi, e il motivo delle lacrime. La gioia di avere un amico, la felicità pura del condividere, il bello di innamorarsi di quella persona in quel posto,il perché vogliamo proprio lui. L’importanza di odori e sapori. La serenità nonostante un’adolescenza tormentata. Il bello anche nelle cose brutte. La gioia immensa di queste cose che , a volte, dimentichiamo, ma che sono tutto, per noi tutti.

Le parole di “una vita sottile”, hanno la forma e la purezza di qualcosa di autentico che mi pare, non abbia alcun bisogno di veicoli per spalancarsi. È tutto qui, carne viva e sangue, il frullare emotivo dell’autrice e dell’umanità che mette in scena”.

E finalmente, finito tutto, mi avvicino a Chiara. Ci sorridiamo e posso parlarle, che è come parlare a tanti libri, a tante cose che ho dentro alla mia, alla sua vita sottile. Che è come parlare alle mille Chiara e alle mille me e a tutti voi. Forse , potrei scrivere per ore. E invece, sarò breve. E quindi, questo è quello che si dicono due vite sottili, quando si incontrano.

Ma le persone che mi gravitano attorno e le loro vicende sono davvero invidiabili. È proprio attraverso loro che stavolta ho scelto di raccontarmi. “Queste sono frasi tratte dall’apertura del tuo libro. E devo dire che questo è l’aspetto che mi ha colpito di più di “ una vita sottile”. Scegliere di raccontarti attraverso gli occhi degli altri. Farci arrivare a te attraverso tante persone, attraverso tante anime. Ma soprattutto ciò che amo è il concetto di essenzialità delle altre persone nel nostro quotidiano. È per questo che ci hai raccontato di altre persone per parlare di te?

“Si. Gli altri sono in ogni mio libro e saranno anche in quelli futuri. E saranno ovunque. I colori degli altri sono un viaggio più interessante che ci aiuta a mettere a fuoco il nostro. E a me, hanno aiutato a mettere a fuoco il mio. L’altro, dei miei romanzi ,è importante almeno quanto l’io, o forse di più.”

Con grande leggerezza e a volte anche simpatia, ci parli di malattie terribili come l’anoressia e la bulimia. Questi argomenti sono trattati con tale leggerezza, che penso siano un esempio per molte persone e forse per questa generazione. Era anche questo lo scopo di una vita sottile ?

No. Non pensavo alle nuove generazioni, pensavo a salvarmi la vita, come sempre quando scrivo. Pasolini diceva, “ se un libro è stato necessario a chi l’ha scritto,può diventare necessario a chi lo legge.” Io credo che in questo libro sia successo un po’ questo. Per me è stato necessario scriverlo e recuperare attraverso la scrittura quella leggerezza forse un po’ persa. E spero, sia stato necessario a chi lo ha letto.

“ Ho sempre pensato di scrivere molto meglio di come vivo e in quegli anni di dolore invece di riempire giornate riempivo fogli magari intensi, ma comunque malati”. La scrittura sembra essere la cura a questa mlattia. Per te la scrittura è stata davvero liberazione, fonte di salvezza?

Lo è sempre stata, si. Però non bisogna dimenticarsi di vivere. È un po’ il rischio quando si legge. Con i libri ,uno rischia che diventino un alibi per non vivere. Invece io credo nella letteratura come strumento per rifugiarsi un istante, capirsi e tornare alla vita. Credo in una connessione tra libri e vita. Altrimenti i libri non servono a niente.

Attraverso una vita sottile, che ha un capitolo per ogni persona salvifica, conosciamo tanti personaggi e capiamo un po’ di Chiara, “Chiara più che mai”, come scrivi. Io credo che condividere con un foglio e con i lettori le persone che si amano ( ci parli anche di tuo padre), sia un modo per sentirle ancora più vicine, tu scrivi che è per sottolinearne il valore e aiutare le emozioni che non riescono a contenerlo da sole. Senti di aver fatto la scelta giusta condividendo con noi la Chiara più fragile, più intima, la Chiara più che mai?

No. Mai. Io mai quando scrivo senti di svendere qualcosa o privarla di significato. Anzi, per me assume di significato. Lo arricchisce. Se do agli altri qualcosa di mio, diventa ancora più mia. La scrittura fa questo. Io come lettrice non sono una predatrice ma grazie a quella esperienza la mia acquista di significato. Io credo che non si perde niente in questo gioco misterioso che è la letteratura.

Prima di salutarci, Chiara mi dice che l prossimo incontro ,sarà il 20 febbraio alla Feltrinelli di galleria colonna alle 19 e 30, per la presentazione del suo nuovo romanzo.

In omaggio fino al 15 gennaio acquistando i libri delle case editrici Gribaudo, Fentrinelli, Sonzogno, Marsilio e Apogeo, c’è il suo ultimo libro “Tutti i colori della vita“, la favola per bambini accompagnata dalle illustrazioni di Valeria Petrone. Una bellissima favola su come la diversità non deve farci paura, sul non aver paura dell’altro, un modo per parlare anche ai più piccoli.

“ A me una vita sottile ha insegnato la bellezza della vita r degli incontri. A far caso a chi ci passa accanto e non sprecare nessuna occasione perché in tutto ciò che ci circonda o che ci succede è nascosto un seme che può germogliare e portare i frutti di un’amicizia, una scoperta o semplicemente di un aneddoto da raccontare a noi stessi o a chi ha perso fiducia nella vita. E adesso non importa poi molto che la vita sia sottile, baste che sia piena di cose belle”.

Grazie Chiara.

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