I Fiordalisi – Elogio dell’indeterminazione/Elogio de la indeterminación

Non è una novità, per fortuna, che il mondo poetico si ponga in dialogo e reciproco ascolto con quello scientifico della fisica, della matematica, della chimica o della biologia perché, se si vuole partire dall’uomo per arrivare all’uomo, le barriere tra i saperi devono fondersi e divenire risposte, o tentativi di risposta, alle grandi domande che non fanno distinzione tra ambiti di afferenza.

Lo sa bene Giovanni Darconza che intitola la sua raccolta Elogio dell’indeterminazione, con evidente richiamo al principio di indeterminazione di Heisenberg.

I versi di Darconza uniscono tradizione mitica a teorie scientifiche, letteratura a matematica e si dirigono nella sola via del tentativo di svelamento del senso, ricercato con durezza di pensiero, lucidità ma anche desiderio di risposta e scoperta di altro dal già dato. Il ricorso costante alla sfera semantica del vuoto, dell’abisso e del caos rimanda a una primigenia indefinita e libera, in cui appare necessario trovare una direzione certa, dove il dolore e il male dell’esistenza confluiscano in una rotta se tremenda, almeno gestibile. Barattare la felicità per un po’ di sicurezza sembra il motto in cui si scioglie la formula di Heisenberg, imperante eppure fragile, quando una piccola farfalla riesce a prendere il volo.

Una raccolta pregna di sapere e di ricerca, rigida nel verso e nel suono, ciononostante in continua tensione e propensione al creato e alle sue forme, da qualsiasi parte vengano, in qualunque direzione vadano, magistralmente tradotta in lingua spagnola dalla poetessa Marisol Bohórquez Godoy.

 

Elogio dell’indeterminazione, (Edizioni Progetto Cultura 2018)

 

Antiparticella

Non si nasce mai soli

Ci originiamo sempre in coppia

neonato e antineonato

separati fin dalla nascita

spediti a velocità della luce

in opposte direzioni

Ma serbiamo il ricordo

del parto gemellare

conserviamo memoria

del nostro simile e fratello

stessa massa, di segno opposto

(Dirac la tua equazione

ha previsto anche questo!)

ciascuno in cerca di una meta

ciascuno dietro a una chimera

sfuggirci per non incontrarci

una seconda volta

Ma lo spazio-tempo s’incurva

e quel che sembrava una fuga

non è che un moto circolare

verso un secondo appuntamento,

io alla fine della mia vita

tu alla fine della tua morte

Poi tra due oscurità un bagliore

un fascio denso di fotoni

in futuro rilevato forse

da qualche osservatore

Non si muore mai soli

Antipartìcula

Nunca nacemos solos

Siempre nos originamos en pares

neonato y antineonato

separados desde el nacimiento

lanzados a velocidad de la luz

en direcciones opuestas

Pero guardamos el recuerdo

del parto gemelar

conservamos la memoria

de nuestro semejante y hermano

la misma masa y signo opuesto

(¡Dirac, tu ecuación

previó también esto!)

cada uno en busca de una meta

cada uno detrás de una quimera

escapamos para no encontrarnos

una segunda vez

Pero el espacio-tiempo se curva

y lo que parecía una fuga

no es más que un movimiento circular

que conduce a una segunda cita,

yo al final de mi vida

tú al final de tu muerte

Entonces entre dos oscuridades un resplandor

un haz denso de fotones

en el futuro detectado tal vez

por algún observador

Nunca morimos solos

 

Ettore sotto le mura di Troia

Quanto ho cercato

in tanti anni di guerra

il mio temibile nemico

tra i campi di battaglia?

Gli ho ucciso l’amico più caro

la sua ira mi ha perseguito

ed ora è giunto il momento che ho atteso

Ma che cosa se ne fa un dio

di due come noi che divorati dall’odio

non vedono più il mondo?

Adesso questo posto desolato

non mi riconosce più come figlio

mi rinnega come soldato,

io che per queste terre ho combattuto

non temo il nemico di fronte

ma quello che mi porto dentro

Combatterò così come si deve

da solo contro la mia ombra

sperando che un aedo cieco un giorno

lasci di me testimonianza

Héctor bajo los muros de Troya

¿Cuánto he buscado

en tantos años de guerra

a mi temible enemigo

entre los campos de batalla?

He asesinado a su mejor amigo

su ira me ha perseguido

y ahora ha llegado el momento que he esperado

Pero ante eso ¿Qué hace un dios

de dos como nosotros que devorados del odio

no vemos más el mundo?

Ahora este lugar desolado

no me reconoce más como hijo

me reniega como soldado,

Yo que por estas tierras he combatido

no temo el enemigo de frente

sino aquello que llevo adentro

Combatiré como se debe

solo contra mi sombra

esperando que algún día un aedo ciego

deje de mí algún testimonio

 

Alba

Un giorno verrà l’alba

coi suoi colori boreali

vestirà di cenere la mia ombra

e sarà allora che il dolore

mi insegnerà a dormire

tra rose e denti di leone

e sarà allora che l’amore

mi insegnerà ad andare

tra cocci sparsi di bottiglia

Vedrò i raggi del sole

asciugare le mie ferite

e in mezzo alla fanghiglia

il male rivelerà la sua faccia

quando il caos travestito da angelo

manterrà la sua promessa

perforandomi il cuore

con l’ultima sua freccia

Amancer

Un día vendrá el amanecer

con sus colores boreales

vestirá de cenizas mi sombra

y será entonces que el dolor

me enseñará a dormir

entre rosas y dientes de león

y será entonces que el amor

me enseñará a caminar

entre fragmentos dispersos de botella

Veré los rayos del sol

secar mis heridas

y en medio del fango

el mal revelará su rostro

cuando el caos disfrazado de ángel

cumpla su promesa

y mi corazón perfore

con su última flecha

 

Gianni Darconza è poeta, narratore, traduttore e docente di Letteratura e Cultura Spagnola presso l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. Ha pubblicato i libri di poesia Oltre la lastra di vero (2006) e Materia oscura (2017), il romanzo Alla ricerca di Nessuno (2007), la raccolta di racconti L’uomo in nero e altre scorie (2009) e il racconto per l’infanzia Il ladro di parole (2013). Tra le sue ultime pubblicazioni si segnalano le traduzioni Giovane poesia latinoamericana (2015) e La grande poesia ispanoamericana (2018), il saggio Il detective, il lettore e lo scrittore. L’evoluzione del giallo metafisico in Poe, Borges, Auster (2013) e, con Gian Italo Bischi, Lo specchio, il labirinto e la farfalla. Il postmoderno in letteratura e matematica (2018).

 

Alessandra Corbetta
(guarda anche l’uscita precedente)

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