Ad ognuno la sua strega

Le terrificanti avventure di Sabrina

Nel mese di ottobre, Netflix ha lanciato una nuova serie televisiva come sempre accompagnata da una notevole campagna pubblicitaria, capace di ingraziarsi anche gli spettatori più scettici. Il telefilm in questione è Chilling Adventures of Sabrina, comunemente noto come Le terrificanti avventure di Sabrina. Serie televisiva dai toni caldi e autunnali, coerente con il periodo di uscita e perfetta per il giorno di Halloween. La storia, tratta dall’omonimo fumetto di Aguirre-Sacasa e edito da Archie Comics, racconta la vita di Sabrina Spellman: ragazzina per metà strega e per metà mortale, alle prese con la sua iniziazione al mondo dell’occulto. Il giorno del suo sedicesimo compleanno, la giovane Spellman dovrà abbandonare la vita terrena (affetti compresi) e donare per sempre il suo corpo a Satana. Come si intuisce, CAOS (acronimo del titolo originale ma, secondo me, anche termine esplicativo della serie) aspira ad essere un teen-drama dalle tinte horror ma che, purtroppo, si rivela essere solo un po’ grottesco. I personaggi sembrano vivere sospesi nel tempo e nello spazio, come in una bolla; sensazione per altro, suggerita da quel particolare effetto blur che incornicia ogni episodio. Anche le scenografie anni ’70 e la compresenza di computer portatili, non ci consentono di capire in quale epoca è ambientata la serie. Greendale è una cittadina atemporale, ricca di leggende e teatro di fenomeni paranormali; un luogo in cui ogni notte è la notte di Halloween.

 

 

Telefilm con la scadenza

Fin da subito vi accorgerete che Le terrificanti avventure di Sabrina non sono poi così terrificanti, sono storie piuttosto avvincenti solo per un pubblico di giovanissimi. Eppure, molti adulti avranno iniziato a guardarla perché memori della vecchia Sabrina, vita da strega: la sitcom che andò in onda su Italia 1 tra gli anni Novanta e Duemila. L’idea di un reboot, una versione del tutto originale (fatta eccezione per i personaggi e il tema della serie), poteva quindi raccogliere un vastissimo pubblico; ciononostante, credo che i vecchi fan della serie non abbiano ceduto al fascino della nuova Sabrina. La strega di oggi non è più quella che conoscevamo. Il principale cambiamento però, non è avvenuto nei protagonisti o nel nuovo adattamento: ciò che distingue la nuova Sabrina da quella di ieri è il suo pubblico. Dimenticate l’innocenza, le battute frivole e le prime cotte, la Sabrina di oggi è lo specchio delle nuove generazioni: sesso, indipendenza, stile mainstream. Cosa unisce il reboot alla serie originale? Proprio questo: entrambi sono perfetti nel loro periodo storico e, inevitabilmente, inattuali dopo vent’anni.

 

 

 

 

Sono certa che a molti di voi sarà venuta in mente un’altra serie televisiva dello stesso genere, oggi totalmente anacronistica: Bewitched (Vita da strega). Il telefilm anni Sessanta, raccontava la storia di Samantha, una giovane strega innamorata di un mortale e madre della piccola Tabatha. Premesso che il personaggio di Sabrina Spellman nacque sui fumetti di Archi Comics nel 1962, ben due anni prima che Bewitched debuttasse sugli schermi, ma anche Samantha appariva all’epoca come una donna moderna, all’avanguardia, in perfetto stile anni ’60. Agli occhi delle nuove generazione, Samantha non sarebbe la stessa di allora: schiava del consumismo americano, casalinga disperata più che strega femminista, perfetta matrona in un mondo sessista. Al di là di quanto possano aver stregato il telespettatore, Le terrificanti avventure di Sabrina ci hanno insegnato che ogni nuova generazione ha bisogno della sua strega; perché la magia, l’occulto e il mistero non hanno tempo.

 

 

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