I Fiordalisi – L’incoscienza del letargo

La raccolta di Mario Famularo L’incoscienza del letargo (Oedipus 2018) inscrive la sua forza nell’adesione a un nichilismo negativo così estremo da permettere di ragionare, senza prevaricazioni ideologiche, sulla condizione dell’uomo contemporaneo, in bilico tra l’essere auto o eterodiretto e sospeso in una definizione identitaria che, prima di potersi collocare tra l’io e il non io, deve necessariamente risolvere il confronto relazionale con gli altri e con le cose del mondo.

Famularo, con un stile scarno, volutamente scelto per ricreare nel lettore, anche a livello stilistico, la sensazione di vuoto che permea a livello concettuale tutta l’opera, conficca il peso dell’esistenza in ogni parola, rimando verbale al dilemma insolubile Chi sono?/Chi siamo?. Fuoriuscendo dall’ambito occidentale di riferimento originario, l’autore apre la sua poesia a culture lontane per luoghi e per credo ricreando, nel lungo viaggio fatto per potervisi avvicinare, una nuova idea di assenza/presenza funzionale a fornire una spiegazione più confortante al non-senso moderno.

Senza punteggiatura, senza maiuscole, senza alcun fraseggio: Famularo rade al suolo con la falce del verso ogni convinzione dell’uomo-automa di oggi, nell’ottica di distruggere ciò che è e resta di una cultura ripiegata su stessa, egotica e sterile, nella speranza di un germoglio nuovo, di una costruzione altra in cui tornino a spalancarsi le porte dell’infinito.

 

L’incoscienza del letargo (Oedipus 2018)

 

non la vita
non l’amore

ma il nulla che precede
l’assenza che s’insinua
il vuoto che
consegue

l’autentica esperienza
e non l’aspirazione
che crea la sua
presenza

 

 

il senso delle cose
lo avverti nella persona gentile
che frantuma l’indifferenza
di un istante
un sorriso
tutto qui
banale

il senso delle cose
quali cose poi
un disordinato
pianificare
la sopravvivenza

e ogni tanto
nelle fratture del progetto
si insinuano le variabili
del disfacimento

una cortesia imprevista
un affetto inaspettato
ricompensa l’equazione
tra lo zero che annienta
e il senso che si sgretola
in un’impenetrabile
raggiera
di possibilità

 

nella fede
nessuno è dispensato
dal ricamare nella carne
architetture celesti

le mosche tutto intorno
la notte senza sogni
se non depravazioni
trascendenti

moriremo tutti
e in fondo
non importa

 

dopo che ogni aspirazione
si è polverizzata e
dispersa

che ogni valore si è
contaminato
smarrendo sé stesso
ed ogni sembianza di
significato

schiantati sulla terra
come un mantra
celebriamo la speranza
per far tacere la
disperazione

e quando si è persuasi
che la sopravvivenza
sia il gioco degli
inganni

qualcosa di imprevisto
profila uno
spiraglio
e dall’incrinatura
l’abbaglio

 

Mario Famularo (Napoli, 1983) esercita la professione di avvocato a Trieste. Ha realizzato il portale dedicato alla poesia e alla critica letteraria Kerberos Bookstore. Suoi testi sono apparsi su antologie e riviste letterarie, tra cui “Atelier” e “Argo”, e tradotti in lingua spagnola dal Centro Cultural Tina Modotti. Collabora al sito Laboratori Poesia con interventi critici su pubblicazioni di poesia contemporanea e con una rubrica su tematiche prosodiche. La sua prima raccolta, “L’incoscienza del letargo”, è stata pubblicata dalla Oèdipus.

 

Alessandra Corbetta
(guarda anche l’uscita precedente)

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