Andy Warhol in mostra a Roma: tra eccessi ed eccentricità tutte le curiosità sull’artista

«Non pensare di fare arte, falla e basta. Lascia che siano gli altri a decidere se è buona o cattiva, se gli piace o gli faccia schifo. Intanto mentre gli altri sono lì a decidere tu fai ancora più arte».

CHI ERA ANDY WARHOL:

Andy Warhol è il pioniere della pop art, artista eclettico, visionario, regista e pittore, uno dei personaggi chiave del secolo scorso, ed uno tra i più importanti fondatori e fautori del movimento artistico della pop art. Andy nasce in un umido agosto del 1928, in un bilocale come tanti, con l’appoggio e l’aiuto economico del suo papà.

Nel 1962 un incidente aereo, in cui morirono centoventinove persone, ispira il soggetto della prima serie di opere di Warhol intitolata Death and Disaster.
Inizia, contemporaneamente, anche la serie delle scatolette di zuppa Campbell, delle bottigliette di Coca-Cola, e quella dei ritratti di Marilyn Monroe, di Elvis Presley e di altri personaggi dello spettacolo e della politica.
La provenienza dal mondo della pubblicità è fondamentale per la sua arte. I soggetti a cui Warhol si interessa sono i prodotti del consumismo industriale, pubblicizzati e diffusi dai mass media anche ai livelli più popolari. Egli stesso definisce i suoi “prodotti” Pop, cioè popular.

LA MOSTRA A ROMA : COMPLESSO DEL VITTORIANO.

Dal 3 ottobre al 3 febbraio 2019 ,il Complesso del Vittoriano di Roma, ospiterà l’esposizione dedicata ad Andy Warhol. Sono andata a vederla anche io, per parlarvene un po’ , raccontarvela e consigliarvela. La mostra comprende ben 170 opere del genio della Pop Art ed è stata realizzata in occasione del novantesimo anniversario della sua nascita.
Preparatevi. Vi immergerete nell’arte e nei colori vivi che cattureranno il vostro sguardo, nella cultura legata all’artista, nei suoi eccessi e le sue stramberie divenute per tutti arte. Non solo. La mostra comprende alcuni disegni che Warhol realizzò agli albori della sua carriera artistica, disegnando oggetti semplici come vasi, fiori, scarpe alla moda. Bozzetti , che sembrano portarci in casa sua.
E poi , il Warhol conosciuto da tutti. Sarete catturati dai soggetti più famosi dell’artista, i famosi beni di consumo come, ad esempio, la Coca Cola. Questa è la vera essenza della sua arte. Nessuna distanza tra ricco e povero. La Coca Cola di un milionario, non può essere diversa dalla tua.
Ciò che ha maggiormente catturato la mia attenzione, però, era il Warhol mezzo matto, rivoluzionario, eccessivo, eccentrico sempre pronto a far festa tra i salotti Americani in compagnia delle più grandi celebrità. Ed è proprio a loro che dedica molte opere presenti al Vittoriano. Troverete ritratti e foto di molte celebrità e l’immancabile e famosissimo dipinto di Marilyn Monroe, per il quale Warhol si ispirò alle polaroid da lui stesso scattate.

Per gli amanti della musica, ci sarà anche la sezione dedicata alle copertine degli album di alcuni famosissimi come i Rolling Stones o Michael Jackson.

Una mostra viva, che ci fa quasi entrare nella vita dell’artista, fornendoci una simpatica audio guida. Una mostra vale la pena vedere.

Proprio un attimo prima di lasciarvi perdere tra le opere di Warhol, vi lascio qualche curiosità su di lui che in pochi sanno e che potrà farvi osservarle sue opere con un ironico sorrisetto.

LO SAPEVHI CHE?

  • Quando Warhol morì, nel 1987, non era la prima volta. Nel ’68, era già stato dichiarato clinicamente morto: ferito da un colpo di pistola sparato da un’amica in preda alla rabbia, fu poi miracolosamente salvato. Da allora a lungo evitò gli ospedali, per paura di non uscirne più vivo, ma nell‘87 un’operazione alla cistifellea divenne inevitabile. L’intervento andò bene, durante la notte però ci furono complicazioni fatali che avverarono tutte le paure di Andy. Così la fine, quella vera, arrivò dopo quasi 20 anni dalla “prima morte”, quando Warhol ne aveva solo 58.
  • Andy, sui cinque piani della casa di  New York al 1342 di Lexington Avenue, viveva con 25 gatti siamesi, tutti di nome Sam, eccetto uno che si chiamava Hester. Forse il maestro della serialità li aveva moltiplicati come i soggetti delle sue opere?!
  • Quella casa è diventata leggenda: critici e artisti che la visitarono raccontano che era enorme e stranamente priva di mobili; però era piena zeppa di disegni, tele e strambi oggetti di ogni genere trovati o conservati, acquistati e mai scartati, giocattoli, scatole vuote di prodotti da supermercato, dischi, riviste cinematografiche. Forse , come accumulatore seriale, traeva spunto dalla sua stessa casa.)
  • “Quando ebbi il mio primo televisore smisi di farmi un problema dell’avere o meno relazioni profonde con gli altri”. Diceva così, Warhol, perché Stereo, radio o TV erano costantemente accesi, mentre macchina fotografica e mangianastri erano accessori indispensabili anche durante i party, per registrare immagini e suoni della mondanità.
  • Negli anni ’70 partecipava a quattro feste consecutivamente eppure era un tipo taciturno e molto timido. Alle feste, preferiva fotografare che parlare. Vi ricorda forse la nostra attuale società?
    «Andrei all’inaugurazione di qualsiasi cosa, anche di una toilette».
    “era un party continuo, i fine settimana non finivano mai e tutto era in trasformazione”; qualcuno andava in giro nudo, una grupie si era addirittura tinta d’argento le parti intime!”
    Argentata era anche la sua parrucca, e un look studiatissimo con t –shirt e giubbotto di pelle. Il suo viso sembrava impassibile e impossibile capirne le emozioni.
    Se volete sapere tutto su Andy Warhol basta guardare alla superficie dei miei dipinti e di me stesso: io sono lì.”
    E allora cerchiamolo lì, sulla superficie dei suoi dipinti e lasciamoci andare ad una mostra e ad un artista davvero senza tempo.

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