Il chiodo di pelle, il bad boy della moda

Oggi parliamo di un capo di abbigliamento che è una vera icona e che in questo periodo diventa, sistematicamente, la mia seconda pelle: il chiodo di pelle (appunto).

Quando le temperature non sono proprio glaciali ecco che sono sempre pronta ad indossare il mio chiodo, con qualsiasi outfit, perché dona sempre personalità e grinta a tutto quello che metto, e quindi eccolo, là, a portata di mano.

Guardandomi un po’ attorno ho notato che non sono l’unica, negli ultimi anni c’è stata un vero e proprio boom del chiodo di pelle declinato in innumerevoli varianti e colori. Complici di questo successo stilisti, star del cinema e della musica che hanno contribuito in modo decisivo a far entrare il chiodo di pelle nell’immaginario collettivo rendendolo un capo iconico, il simbolo di molte subculture “ribelli” e bad boys.

Ma percorriamo insieme la storia del giubbotto di pelle.

L’usanza di chiamare “chiodo” la giacca di pelle è tutta italiana in ricordo dei metallari che negli anni ’80 lo indossavano decorato con borchie, o chiodi a piramide. Diversamente, nel resto del mondo viene chiamato “flying jacket” ricordando le sue origini come capo da lavoro indossato durante la guerra, in particolare dagli aviatori.

La caratteristica principale di questo capo è quello di essere caldo e resistente, per questo motivo utilizzato durante la guerra. Il mito narra che il giubbotto di pelle sia stato il capo preferito da Manfred von Richtofen, il famoso Barone Rosso. Infatti è proprio l’aviatrice Marie Marvingt, nel 1910, la prima donna che indossa un giubbotto di pelle.

Nel 1928 il chiodo viene lanciato sul mercato dai fratelli Schott con il nome di Perfecto, omaggio alla loro marca di sigari preferiti, che riadattano questo giubbotto ad uso militare per un motociclista. Il giubbotto di pelle da aviatore si trasforma in un chiodo, diventa il simbolo della subcultura dei biker e assume le caratteristiche che lo contraddistinguono:

  • di colore nero
  • con numerose tasche e cerniere lampo per assicurarsi la chiusura
  • maniche lunghe fino al pollice per proteggere dalle intemperie le braccia del motociclista
  • ampio colletto appesantito da bottoni automatici per evitare che sbatta alle alte velocità
  • cerniera frontale spostata di lato
  • pattina sottostante alla cerniera frontale per riparare dalle intemperie.

Da allora sono passati 90 anni e il chiodo di pelle è diventato un capo intramontabile.

La consacrazione del chiodo di pelle come capo che si contrappone alla cultura borghese e incravattata la dobbiamo a Marlon Brando che nel film “Il Selvaggio” indossa uno Schott Perfecto 618, in pelle di cavallo, personalizzato con il nome “Johnny” ricamato all’altezza del cuore e, sul retro, lo stemma verniciato di un teschio con i pistoni incrociati.

L’abbigliamento tipico del biker era: t-shirt bianca, Levi’s 501, stivali Frye o Walker e giubbotto di pelle.

Quindi dagli anni ’50 il chiodo viene indossato dai giovani ribelli e in controtendenza: Elvis, James Dean, Steve Mc Queen, John Travolta, segnano un’epoca con i loro chiodi di pelle.

Alla fine degli anni ’60, con i figli dei fiori, il giubbotto di pelle si reinventa abbandonando il classico colore nero e assumendo anche colori chiari: emblematico è il giubbotto bianco con le frange di Jimi Hendrix a Woodstock.

Negli anni ’70 il chiodo di pelle diventa simbolo della cultura punk, un genere musicale ribelle nato in Inghilterra. Solo per citarne alcuni, i musicisti che lo adottano come loro capo-simbolo sono Patti Smith, Bruce Springsteen, Bono, i Sex Pistols, i Ramones, i Clash.

Si deve ad una giovane Vivienne Westwood, nel 1971, l’entrata ufficile del chiodo di pelle nel mondo della moda. Sicuramente influenzata dalla cultura punk e dal suo compagno Malcom McLauren, manager dei Sex Pistols, nel suo laboratorio Let it Rock rielabora il chiodo aggiungendo borchie, spuntoni, spille, toppe e slogan politici e sociali scritti in vernice.

Negli anni ’80 viene indossato dalle rock star come Bon Jovi, i Guns’n’Roses, i Metallica, Madonna. Iconico il chiodo che Michael Jackson indossa in “Beat it”: rosso, con spalline, zip e fibbie.

Negli anni ’90 il chiodo di pelle viene indossato nel film Cry Baby dal bad boy Johnny Depp segnandone l’ascesa che non si è mai fermata.

Dall’entrata del chiodo nel mondo della moda, questa non ne ha più potuto fare a meno. Ad esempio Yves Saint Lauren ispirato a questa giacca, dedica alla pelle un’intera collezione, presentando tutti i capi d’abbigliamento fatti da questo materiale.

Il chiodo di pelle ha conquistato ben presto le donne. Per questo motivo negli anni sono stati proposti dagli stilisti chiodi in innumerevoli versioni dalle vintage alle luxury.

Nonostante comunque ricordi una gioventù ribelle, oggi è un capo molto diffuso utilizzato proprio da tutti.

Molto adatto a tutte le occasioni: il primo abbinamento che verrebbe in mente è quello con un paio di jeans, maglietta e un paio di sneakers o anfibi (in ricordo dei bicker), ma consiglio l’abbinamento con abiti dal taglio più classico. Darà subito personalità al vostro stile.

Insomma, il giubbotto di pelle è un vero e proprio capo di culto che non ha più limiti.

 

Anna Vollono

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