Modern Family: una commedia coraggiosa

Quando si parla di sitcom, si finisce molto spesso per banalizzare e semplificare un’opera in realtà più complessa di quello che sembra. Se da un lato le sitcom non richiedono un grosso impegno da parte del telespettatore, che potrà guardarle anche in modo distratto senza perdere comunque il filo del discorso, dall’altro chi le realizza sa che la monotonia e una sceneggiatura poco originale rischiano di appiattire e, inevitabilmente, distruggere la serie.

Già il significato del termine sitcom racchiude in sé la prima difficoltà (oltre che la principale caratteristica): “sitcom” vuol dire “situation comedy”, cioè una commedia girata in un unico ambiente (o pochi altri ambienti alternativi) e generalmente al chiuso. Abituare l’occhio del telespettatore a guardare sempre gli stessi spazi costringe lo sceneggiatore a riempirli con dialoghi forti e che, soprattutto, non perdano di interesse col passare del tempo. Ecco perché le sitcom più riuscite sono quelle che hanno subito un’evoluzione, nonostante la staticità che le circonda.

Modern Sitcom

Dagli anni ’90 ad oggi, le comedy sono gradualmente cambiate: hanno abbattuto i vincoli che avevano un tempo, come le risate registrate e gli episodi stand-alone, per lasciare spazio allo sviluppo e alla crescita di eventi e personaggi, così da trasformare la situation forzata da limite a punto forte. Tra le sitcom più divertenti e originali degli ultimi anni, Modern Family è sicuramente quella che ha riscosso maggiore successo.  La storia, mai banale anche dopo dieci stagioni, racconta le vicende di una famiglia allargata, costituita da tre gruppi di genitori e figli.

Jay Pritchett è l’uomo di mezza età che sposa, in seconde nozze, un’affascinante e giovane straniera di nome Gloria.

Mitchell Pritchett è il figlio gay, compagno di Cameron e padre adottivo di una bambina asiatica.

Infine, Claire Pritchett, un tempo ragazza ribelle, ora tradizionale madre di famiglia e moglie autoritaria di Phil.

Dato il gran numero di personaggi, Modern Family non ha un’unica situation come vuole la tradizione: oltre le tre case familiari, in cui è ambientata gran parte della serie, le scene sono girate in diversi luoghi all’aperto. Il primo ostacolo del genere sitcom viene così aggirato.

 

 

Rischiare per vincere

A differenza delle altre comedy, i personaggi di Modern Family sono tutti maturati e cambiati col passare delle stagioni; la sensazione è di seguire i protagonisti in ogni tappa fondamentale della loro vita. Il merito in questo caso, non è stato – solo – degli sceneggiatori, ma dello stile di ripresa adottato: il falso documentario. Diciamo la verità, realizzare una commedia con questa tecnica, meglio nota come mockumentary, è molto rischioso perché non tutti sono in grado di apprezzare una sequenza di scene altalenanti con telecamera a spalla.

Eppure, Modern Family è riuscita in questa impresa non solo resistendo al tempo, ma portando a casa fiumi di premi e consensi. È chiaro che Modern Family non abbia creato un nuovo genere: ricorderete sicuramente altre mockumentary sitcom come The Office e Parks and Recreations; ma nessuna serie prima di Modern Family, ha saputo sfruttare al meglio la tecnica del falso documentario. Le interviste ai protagonisti sul divano di casa, i tagli documentaristici delle scene, la recitazione naturale degli attori, coinvolgono a tal punto  il telespettatore che avrà quasi la sensazione di assistere ad un reality.

Se lo scopo del falso documentario era quello di abbattere la barriera che c’è tra realtà e finzione, di far credere al telespettatore che ciò che si sta guardando può essere accaduto davvero, allora Modern Family non solo è riuscita nell’ impresa ma ha creato un gap con tutte le altre sitcom che non hanno avuto il coraggio di rischiare.

 

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