ESCLUSIVA – Her Skin: “Scrivo canzoni come sfogo personale, spero aiuti a respirare meglio”

“Quando pensi a me
Spero di essere vestito di fiori
mentre ballo in questa piccola stanza

Mi hai promesso
Il mare e io non dimenticherò,
ma spero che tu sia felice senza di me.”

testo tradotto di “ Cut out the Flowers”, Her Skin.

Eccoci. Parte la playlist su Spotify, è Ottobre e inizia a far freddo ma a me sembra sia di nuovo primavera. Aria fresca, la testa si muove e il corpo va da solo, chiudo gli occhi e sono lontano. Sono queste le sue canzoni. È lei Sara Ammendolia, in arte Her Skin. La sua musica è una boccata d’aria, un momento in cui puoi fuggire da un piovoso lunedì di città e ritrovarti immerso in un folk sognante, ballato, vissuto.

Sara viene da Modena, ha vent’anni e scrive già da cinque. La abbiamo ascoltata con i suoi EP “Goodbye and Endings” (2015) e “Head Above the Deep” (2016). Il suo primo album è uscito a Febbraio e si chiama Find a Place to Sleep, sono brani di vita comune, di vita di tutti i giorni, di momenti e giornate,che a me sembra un po’ un augurio. Infondo, dormire è la cosa più bella del mondo ,e un posto dove dormire è un porto sicuro, un posto fuori dal mondo, un posto dove chiudere gli occhi e trovarti lontano, un po’ come con le sue canzoni, un po’ come dovrebbe essere ogni giorno.

“Il bello di questo titolo è che lo si può interpretare un po’ come si vuole. Per me personalmente il posto in cui dormire è un posto al sicuro che però contrasta con l’idea della copertina del disco (in cui sono immersa nel latte) perché non so nuotare e ho molta paura dell’acqua. Non so se l’ho trovato comunque, ma forse è meglio così.”

Mi dice così Sara.Una mia amica mi ha parlato di lei, ho ascoltato subito le sue canzoni e subito, ho voluto scriverle. Sara è dolce ed essenziale, che per me l’essenziale è ciò che più conta, ed essenziali sono le sue canzoni. Testi semplici che arrivano forte, arrangiamenti essenziali e una vocalità fantastica.
Ma lasciamo parlare lei.

Una domanda che ti avranno fatto in mille ma anche una domanda molto importante per capire chi sei. Iniziamo dal tuo progetto, dal tuo nome : “Her Skin”, la pelle di lei. Un nome che già rimanda ai sensi e già ci fa viaggiare con la fantasia. Perché questo nome?

Il nome “Her Skin” viene da una canzone dei The Long Winters che nel ritornello dice “her skin is cinnamon”. Al momento della scelta del nome mi ronzava in testa per nessun motivo in particolare ma mi è sembrato perfetto! Lo trovo molto intimo e dolce.

Sei una giovine ragazza modenese ma scrivi e canti in inglese. Come mai questa scelta?

Ho sempre ascoltato musica in inglese in realtà (merito del papà) quindi per me è stato super naturale, l’ho fatto senza pensarci su.

Parlaci un po’ del tuo tour di presentazione del disco. Nuove date e progetti?

Mi sono presa una pausa a Settembre/Ottobre quindi per il momento ho una sola data questo mese che è il 19 al circolo Arci Primo Maggio a San Benedetto Po in provincia di Mantova. È un invito!

Cosa vuole realmente esprimere la tua musica definita da te “ariosa” ?

Non so bene cosa voglia esprimere, non ci penso mai perché scrivo canzoni principalmente come sfogo personale. Comunque spero che possa aiutare qualcun altro a “respirare meglio”, ecco.

A chi , a cosa, a che luogo ti ispiri?

Mi ispiro alla mia vita quotidiana. Non riuscirei mai a separare la mia musica dalla quello che faccio e da quello che sento, voglio essere onesta.

“La prima curiosità su di me che mi viene in mente in questo momento è che il mio piatto preferito è probabilmente qualsiasi tipo di risotto (ride, ).
La considerazione della musica e dell’arte è un po’ più complicata da trovare invece, ne avrei davvero tante. Potrei parlarne per ore. Comunque dirò che l’arte e la musica mi piacciono se in qualche modo mi aiutano nella vita di tutti i giorni, ecco, ed è quello che vorrei trasmettere anche io, come dicevo prima. Ha senso?”

Io direi che ha senso. Penso che Sara, Her Skin, sia riuscita perfettamente nel suo intento, nell’accompagnare la quotidianità con leggerezza, lasciandoci addosso un senso di pace e semplice bellezza. ( Sorrido.)

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