ESCLUSIVA – Michele Balducci: “Ho sempre voluto fare l’attore. Vi presento Guido Cavalcanti”

Si dice che il futuro sia scritto. La vita scorre inesorabilmente senza fermarsi e noi, presi dal corso degli eventi, ci adagiamo e aspettiamo inermi che qualcosa accada, magari per cambiarlo questo benedetto corso. A volte però, bisogna rimboccarsi le maniche, prendere quello che la vita ti ha riservato e ribaltarlo completamente. Oggi, noi di Menti Sommerse, abbiamo intervistato Michele Balducci. Un grande studioso di cinema e di… Medicina.

Guido Cavalcanti ne “I Medici”

Il personaggio che interpreto si chiama Guido Cavalcanti, membro della ricca famiglia fiorentina dei Cavalcanti (ovviamente non si tratta del poeta amico di Dante, che è molto antecedente al periodo storico che raccontiamo): è un amico stretto di Lorenzo il Magnifico, con cui trascorre il tempo fra banchetti e divertimento, finché la storia non lo porterà a correre in suo aiuto nel momento del bisogno. Lo vediamo sempre insieme a Lorenzo, Botticelli e Poliziano. Sono il classico gruppo di amici inseparabili di oggi, ma nel quindicesimo secolo! Il primo aneddoto che mi viene in mente sulle riprese è quando abbiamo girato in piazza a Volterra durante un grande incendio che bruciava a pochi passi da noi: nonostante fosse ovviamente controllato, il caldo era pazzesco ed è stato veramente difficile rimanere concentrati durante i ciak con tutto quel fuoco a poca distanza!“.

L’emozione di prendere parte alla seconda stagione

Ricevere la notizia che avrei fatto parte del cast è stata una bellissima emozione. Avevo seguito la prima stagione della serie ed ho sempre amato la storia, sin dai tempi del liceo. E’ stato altrettanto interessante lavorare con un cast metà italiano e metà inglese, fra cui Sean Bean, che conoscevo per Game of Thrones e Il signore degli anelli: ecco, lavorare con lui è stato un dei momenti più belli della mia carriera! In questa stagione verrà raccontata l’ascesa al potere di Lorenzo il Magnifico, con tutte le sue gioie e le sue difficoltà. E’ un viaggio attraverso un periodo storico intenso e complesso, che ha cambiato per sempre la storia italiana e non solo“.

L’amore per la recitazione del “Dottor Balducci”

Ho sempre voluto fare l’attore. Non ho memoria del momento in cui ho scelto consapevolmente di farlo perché è stato da sempre così, da quando, bambino, obbligavo i miei amici di allora a girare film con una vecchissima telecamera, che devo avere ancora in soffitta. Ho cominciato a lavorare a 21 anni e da quel momento non mi sono mai fermato. E’ difficile spiegare la determinazione (quasi incoscienza a volte!) che spinge un attore a voler realizzare i propri sogni. SI tratta di passione, certamente, ma anche di una cieca fiducia nel proprio istinto, il tutto condito da chili di cocciutaggine. Avendo sempre lavorato e facendo il lavoro che amo, non ho mai pensato di intraprendere la professione medica. La laurea è stato un piccolo “obolo” pagato ai miei genitori, tuttavia la mia tesi è stata in psichiatria e questo, a volte, mi aiuta nello studio dei personaggi”.

Esordi e l’approccio ai personaggi

Per i miei primi lavori ero molto attento ad essere sempre preparato su tutto e a non sbagliare. Essendo fresco di studi di recitazione, vedevo il processo creativo come una serie di passaggi da seguire con estrema disciplina per arrivare ad un risultato “certo”. Adesso, pur arrivando preparato sul set (memoria di ferro e tanta concentrazione), mi concedo il lusso di sbagliare e di scoprire molti aspetti del personaggio vivendoli. Ho capito che non è utile al lavoro restare chiusi per ore in camera ad arrovellarsi su tutte le sfaccettature dell’interpretazione, quando poi quello che accade dopo il ciak è sempre frutto dell’interazione con gli altri attori in scena e dello “stare” nel momento. In poche parole, del lasciarsi andare. Non so dire quanto di me ci sia nei personaggi che interpreto: credo molto nel potere della “trasformazione” nello spazio fra “azione” e “stop”.

“Se potessi scegliere…”

Mi piacerebbe interpretare un ruolo come quello di Walter White in Breaking Bad: un bravo ragazzo, irreprensibile, che diventa cattivo. Ci sono davvero tanti registi con cui mi piacerebbe lavorare, tutti per motivi differenti; ora mi vengono in mente Matteo Garrone, Paolo Sorrentino, Alessio Cremonini, Stefano Sollima, Alice Rorhwacher“.

Progetti futuri

Fra qualche mese uscirà una serie web diretta da e con Veronica Pivetti, BLEAH!, una divertentissima storia ambientata nello Studio Ovale americano in cui interpreto un nerd esperto di tecnologia. Nel cast ci saranno fra gli altri anche Paolo Conticini e Ludovica Bizzaglia. A fine ottobre poi debutterò a teatro con il nuovo spettacolo di Liv Ferracchiati prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria Commedia con schianto – struttura di un fallimento tragico, un testo molto interessante sul processo creativo, che l’anno prossimo sarà in tournée“.

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