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Alla scoperta di “Mò vi mento – Lira di Achille”: tra personaggi, ispirazioni e… interviste

Per il secondo giorno della ventesima edizione del “Napolifilmfestival“, nella manifestazione “incontri ravvicinati”, abbiamo incontrato i registi Francesco Agliardi e Stefania Capobianco che ci hanno presentato e, soprattutto raccontato, “Mò vi Mento – Lira di Achille“, insieme a gran parte del Cast.

“Mò vi mento – Lira di Achille”: tra bugia e verità

Questa commedia racchiude in poco più di 100 minuti la situazione sociopolitica italiana, con una vena ironica che rende tutto quasi paradossale. Un paese popolato da furbi, arrampicatori sociali, preti grotteschi, politici corrotti e chi più ne ha, più ne metta. In questa commedia troviamo Elena, un’ereditiera che deve, o dovrebbe, sposare Achille Alfresco, presidente del “Mò Vi Mento – Lira di Achille”.

C’è solo un problema: ogni volta che Elena vede Massimo della Botta, testimone dello sposo, sviene, perchè innamorata di quest’ultimo. Massimo è uno scrittore che non ha mai avuto fortuna. Achille, lo sposo, credeva che nella politica la ricetta vincente fosse la bugia, dato che era il dogma, per i politici che conosceva, arrivando a scriverlo anche nel nome del partito, diventato poi uno slogan: “Mò Vi Mento”.

Lira di Achille, invece, rappresentava un volersi allontanare finalmente dall’euro e tornare alla vecchia moneta italiana. All’interno del film ci sono svariati personaggi che rendono la trama intricata e grottesca. Troviamo complotti, amori mai andati in porto, realtà vere e altre paradossali. Una domanda nasce spontanea: riusciranno Elena ed Achille a Sposarsi? Beh, lo scoprirete presto.

Personaggi, ispirazioni e… interviste

Quando s’interpreta un nuovo personaggio, ci si ispira sempre a qualcosa o qualcuno per renderlo al meglio. Noi abbiamo voluto chiedere agli attori il loro modo di entrare nei loro personaggi di “Mò Vi Mento – Lira di Achille”.

Questo film assume dei toni quasi surreali. Anche perchè il mio personaggio (Lucia), è una ragazza ipovedente e, di conseguenza, ho giocato molto su questa cosa. Ho cercato di non esasperarla troppo. L’ho messa in scena, proprio come si fa in teatro, cercando di non stravolgere quello che Lucia poteva e doveva dare a questo film“. Così Benedetta Valanzano ci ha presentato il suo personaggio, Lucia.

Dopo aver letto la sceneggiatura, mi sono reso conto di non aver mai fatto un personaggio del genere, di conseguenza, ho cercato di attingere in parte a me stessa e in parte allo studio del personaggio e pensare alla vita che avrebbe potuto avere ed ai modi di fare che avrebbe potuto avere. Ho fatto ricerca, ho studiato ed ho messo in pratica“. Stavolta è Enrica Guidi a raccontarci gli studi che l’hanno portata a rendere al meglio il suo personaggio.

Nella mia carriera ho fatto svariati ruoli. Per approcciarmi a questo personaggio ho pensato alla Romagna, i sindaci romagnoli e, ovviamente, Peppone in “Don Camillo”. Un bonaccione che fa, sbraita ma è una delle tante vittime del sistema“. Così Andrea Roncato ha trovato la sua ispirazione per il personaggio.

Un sentito ringraziamento ad Andrea Roncato, Benedetta Valanzano ed Enrica Guidi che hanno voluto condividere con noi la magia e gli aneddoti del set.

A cura di Gennaro Bianco e Corrado Parlati

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