A Star Is Born: il classico di Hollywood ritorna al cinema

Che piaccia o meno, “A Star is Born” è sicuramente il titolo che spicca tra le uscite di questa settimana: chi può dire di non essere almeno un pochino incuriosito dal debutto cinematografico di Lady Gaga o quello alla regia di Bradley Cooper?

È curioso che un film che sicuramente sarà ricordato per questi due debutti sia in realtà il terzo reboot dell’originale “A Star is Born” del 1937, seguito da una versione del 1954 e un’altra, probabilmente la più nota, del 1976: a 42 anni dall’ultima volta e alla sua terza trasposizione, sebbene si modernizzi, il film rimane fedele alle sue idee e ai suoi principi.

Il protagonista maschile, che in questa versione prende il nome di Jackson Miles (Bradley Cooper), è un musicista che ha ormai superato i suoi anni migliori: con una premessa del genere chi non ha bisogno di dimenticare i propri problemi annegandoli nell’alcool? Così, in uno dei numerosi bar che ha sicuramente trovato sulla sua strada, Jackson si imbatte in Ally (Lady Gaga o, come si firma nei titoli di coda del film, Stefani Germanotta), piena di talento ma che è costretta a lavorare come commessa in un supermercato. Dopo uno scontro iniziale la scintilla tra i due nascerà quando lui inviterà la ragazza ad esibirsi sul palco. Da quel momento l’ascesa di questa nuova stella, sotto la guida di colui che si è autoproclamato il suo mentore, sarà inarrestabile così come inevitabile sarà il rapporto tra i due che diventa sempre più intimo. Ma con l’arrivo del successo per Ally, Jackson si sente sempre più in ombra, tanto da decidere di lasciare la ragazza e di avviarsi verso il suo personale viale del tramonto.

La trama, dunque, non è sicuramente il punto forte di “A Star is Born”: ci troviamo di fronte ad una storia molto semplice –a tratti quasi banale.

Il sogno americano viene perfettamente incarnato dalla storia di Ally che riesce a raggiungere i suoi obbiettivi, mentre Jackson è il rovescio della medaglia di questo stesso sogno, quando ormai si è costretti a svegliarsi: insomma, una storia che il pubblico conosce benissimo dopo anni che il cinema americano, seppur sotto spoglie totalmente diverse, ci propina.

Ciò non significa, però, che il film sia totalmente da cestinare, anzi.

È bello vedere come un film che ha una lunghissima storia come “A Star is Born” possa essere continuamente riproposto per le nuove generazioni senza mai perdere il suo fascino, perché in fondo chiunque abbia un sogno da realizzare potrà senza dubbi immedesimarsi nella storia: al cinema la Ally del film alimenta la nostra speranza, mostrandoci che davvero nulla è impossibile se lei, da comunissima commessa, è riuscita a scalare le classifiche con la sua musica, realizzando quello che era il suo sogno, e pazienza se per realizzarlo dovrà lasciare andare qualcosa –nel suo caso qualcuno.

Il talento canoro di Lady Gaga non era nascosto a nessuno, ma in questo film la Germanotta si supera, dando libero sfogo a quella teatralità che con i suoi travestimenti e le sue performance era già in nuce, ma che in questo film finalmente libera e ci fa capire che davvero è nata una nuova stella.

Se questa stella sarà destinata ad essere la protagonista della prossima stagione degli awards sarà da vedere, perché la guerra dei film che si aggiudicheranno i premi più importanti è appena cominciata e, a giudicare da questa prima prova, sarà più spietata che mai.

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