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I Fiordalisi – Poesia &…

Si apre oggi lo spazio dedicato a “Poesia &…”, un appuntamento bimestrale in cui Riccardo Canaletti abbinerà la poesia, protagonista assoluta de I Fiordalisi, a un grande tema di riflessione e dibattito.

Ho chiesto a Riccardo perché mi stuzzicava l’idea di avere un occhio giovane, attento e non omologato quale è il suo, per mostrare come la scrittura in versi non sia limitata in interstizi per pochi adepti, né rilegata all’ambito letterario ma sia, invece, una presenza forte e assidua nelle piccole e grandi cose del mondo.

Vi presento Riccardo e poi si parte, col botto. “Poesia & Infinito”.

Buona lettura a tutti!

Alessandra Corbetta

 

Riccardo Canaletti nasce a San Severino Marche nel 1998 ed è cresciuto a Tolentino. Finiti gli studi liceali ora è a Bologna, iscritto alla facoltà di filosofia dell’Alma Mater Studiorum di Bologna. Nel 2016 vince il premio “Città di Civitanova Marche” e collabora con Umberto Piersanti. Allievo di Nicola Bultrini, sue poesie sono apparse in Pelagos letteratura, Poetarum Silva e nel blog della RAI di Luigia Sorrentino. Di prossima pubblicazione per Affinità Elettive la sua prima raccolta La perizia della goccia. Collabora con Poetarum silva e Atelier poesia.

 

L’infinito è concetto problematico. Di fronte alla complessità di un’idea così spesso messa al centro della discussione scientifica (e non solo letteraria), l’intera cultura occidentale si è misurata con i suoi stessi limiti. Il problema dell’infinito nasce infatti con Pitagora. Secondo l’idea delle terne pitagoriche (tre numeri che definivano una grandezza), già presente in alcune antiche tavole babilonesi, definitasi poi con il teorema delle relazioni tra cateti e ipotenusa in un triangolo rettangolo, un numero può essere definito come la radice di una somma di quadrati di numeri naturali (ovvero: c2 = a2+b2). Ponendo il semplice caso in cui a è uguale a b, e ponendo a=1, allora scopriamo che il risultato sembra incalcolabile. Infatti abbiamo come termine finale √2, un numero che verrà definito irrazionale. Questo numero crea un vuoto, un vuoto che per la geometria del tempo non poteva esistere, mentre matematicamente sì (poiché il numero è tale se discreto). Il 24 novembre 1858 Dedekind, professore di matematica all’università di Zurigo, riuscì finalmente a definire il principio di completezza, secondo il quale la linea dei numeri (al pari di una retta) non doveva avere vuoti. Per dimostrarlo usò la definizione di sezione. Il tentativo era quello di fondare, sulla scia della linea logicista (cfr. Frege), la matematica sulla matematica stessa, non più sulla geometria, risolvendo i problemi che si venivano a creare in particolare con il calcolo infinitesimale (e Dedekind, a Zurigo, insegnava esattamente questo).

Il concetto di infinito sembra dunque essere legato al concetto di vuoto. Il primo dei due concetti arriva direttamente dalla Cina, ma solo con i greci verrà posta la questione di come misurarlo. Infatti in Oriente l’infinito non veniva affrontato, mentre il vuoto costituiva la rete della realtà stessa. Vuoto e infinito, dunque. Un grande poeta italiano, probabilmente il più grande filosofo italiano dell’800, Giacomo Leopardi, sembra vestire questa relazione di sospensione, come se gli oggetti avessero la consistenza dei pensieri, della riflessione. L’atmosfera aerea, le parole “vaste” che aprono all’indefinito, sono le coordinate verso un in(de)finito di ordine superiore. Usando il metodo della diagonale, Cantor riuscì a definire una successione non compresa nelle successioni poste a premesse a da cui si ricava la nuova linea di numeri. Questo dimostra l’esistenza di due infiniti, quello discreto, arbitrario, potenziale (l’infinito calcolabile con il metodo di esaustione, attraverso la costruzione di grandezze discrete ben determinate); e quello attuale, l’infinito che Nicolò Cusano definirà “chiuso”, completo, indeterminabile eppure ben preciso e continuo. L’analogia che si sostiene è quella tra la parola trasversale, la parola che corteggia il senso, che lo lambisce, che lo intuisce, e la diagonale matematica. Infinito e vuoto si legano, si completano, dialogano. La parola che manca alla significazione è la parola che vuol dire sempre altro, dando senso solo attraverso alterità, per diagonali. Attraverso l’uso della parola che agisce trasversalmente, sia sulla forma che sul contenuto, noi possiamo, dal vuoto (da ciò che è in assenza d’altro, ad esempio il cielo vuoto tra l’orizzonte e la siepe, cari al poeta recanatese.

Gli “interminati spazi”, i “sovrumani silenzi”, la “profondissima quiete”, sono la nomenclatura dell’immensità, quella immensità che prenderà, nell’ultima correzione, il nome di infinito. E il cuore si “spaura”, quasi a ricordare la reazione dei pitagorici di fronte al numero irrazionale. La partecipazione, sul finale della poesia, diventa cosmica, totalizzante.

L’infinito diventa così la vastità d’un luogo che è il luogo della finzione, della riflessione. Il problema dell’infinito è problema del pensiero.

Riccardo Canaletti

 

(guarda anche l’uscita precedente)

Autore

Alessandra Corbetta
Alessandra Corbetta
Alessandra Corbetta è nata a Erba il 4 dicembre 1988. È dottore di ricerca in Sociologia della Comunicazione e dei Media e, in Social Media Communication, ha conseguito anche un master; è stata responsabile web e Social Media Director de La Casa della Poesia di Como, per la quale ha creato anche il sito www.lacasadellapoesiadicomo.com e con la quale continua a collaborare come Web Assistant e Content Writer e nell’organizzazione di reading ed eventi poetici, tra cui il Festival Europa in Versi.
Ha scritto per la rivista culturale Alfabeta2.
Per Flower-ed ha pubblicato la monografia poetica “L’amore non ha via” e per Silele Edizioni il romanzo “Oltre Enrico (Cronistoria di un Amore sul finale)”.
Scrive di poesia e cultura per il blog Tanti Pensieri e di New Media e società per il giornale online Gli Stati Generali. Per il blog Menti Sommerse dirige la rubrica poetica “I Fiordalisi”. Ha vinto e ricevuto segnalazioni di merito a diversi concorsi poetici, tra cui il premio della critica a “Ossi di seppia”.
Per Lieto Colle è uscita nel 2017 la raccolta di poesie “Essere gli altri”.

Tutta la sua attività scientifica e poetica è disponibile sul sito web http://www.alessandracorbetta.net

2 thoughts on “I Fiordalisi – Poesia &…

  1. Non sono del “mestiere” ma trovo questo articolo affascinante e rivolto a tutti,anche a chi non scrive di poesia ma ne è innamorata da sempre. Complimenti a Riccardo 👏👏👏👏👏👏👏

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