MentiSommerse.it

L'arte ci rende immortali

ESCLUSIVA – Roxie Heels: “L’uomo si è liberato di ogni responsabilità ed è privo di maturità emotiva”

L’intervista di oggi mi stuzzica in particolar modo: ho contattato Roxie Heels al telefono nei giorni scorsi per fissare un appuntamento. Mi ha risposto velocemente, con poche parole, quasi come se fosse intimorita. Un atteggiamento alquanto strano, considerando il brio e l’ironia che caratterizzano “Gustavo – Vibranti emozioni” il suo romanzo d’esordio, che affronta con scioltezza il tema della sessualità femminile, seppure raccontata da un vibratore.

Potrebbe avere i capelli biondo platino o rosso corvino. Sarà altissima? Esile e minuta? Ho cercato, in rete, qualche foto dell’autrice. Invano.

Raggiungo il luogo dell’appuntamento (un appartamento in un edificio piuttosto fatiscente). Mi apre la porta una ragazza graziosa. “No, non sono io” si affretta a dirmi, prima che io possa parlare “Roxie l’aspetta di là”. Mi conduce per un lungo corridoio e mi accompagna in una stanza quasi vuota. Un separé è posto al centro.

“Christian, puoi sederti lì” mi informa una voce proveniente dalla parte opposta del paravento.

Propongo di fare l’intervista seguendo i canoni tradizionali.

“No. La facciamo così: prendere o lasciare”.

Ad essere decisa è decisa.

Accetto e do inizio alla nostra chiacchierata.

 

Parliamo un po’ di te: chi è Roxie Heels?

Roxie Heels è una donna dinamica, vivace e solare. Ha mille interessi, ha milioni di cose da fare, ma tutti questi impegni riesce a metterli da parte quando è il momento di uscire con le sue amiche. Ha tre amori: i gatti, i libri e il cioccolato!

Al latte?

Fondente, sempre e solo fondente.

 

La sento sorridere.

C’è chi sogna, da piccolo, di fare l’astronauta. Chi sa che, un giorno, danzerà alla Scala. Chi spera di recitare accanto a Robert De Niro. Quando nasce l’amore per la scrittura in Roxie Heels?

L’amore per la scrittura è arrivato molto, molto presto: ho sempre preferito fissare i miei pensieri sulla carta per dare loro un vero e proprio ordine. Devi sapere che, ogni volta che penso al mio cervello, me lo immagino come un branco di criceti impazziti. Con la scrittura, riesco a metterli in fila. Nel tempo, ho scoperto che mi veniva spontaneo raccontare storie, aggiungendo un tocco di ironia.

È da poco uscito il tuo primo romanzo “Gustavo – Vibranti emozioni”. Ti va di parlarcene?

L’uscita di “Gustavo” mi rende felicissima: è un romanzo nato per caso, una sorta di divertissement. Ho raccolto le esperienze di tante amiche quando, durante le nostre serate insieme, parlavamo allegramente dei nostri appuntamenti disastrosi. Il tutto, viene raccontato da Gustavo che, vorrei specificare, è il vibratore di Sissi, la protagonista della vicenda.  

 

A mano a mano la voce si riscalda, la sento rilassarsi. Quel paravento le dona maggiore sicurezza. È più libera così, con uno schermo che la separa da me. Sbagliando, potrei definirla un leone da tastiera, ma non sento ostilità nelle sue parole, non ha alcuna intenzione di aggredirmi. Questa situazione è assai stimolante: riesce a catalizzare l’attenzione su di sé, senza farsi nemmeno vedere. Quanti sarebbero in grado di riuscire in un’impresa simile?

“Gustavo” è una storia totalmente al femminile, in cui gli uomini non fanno di certo una bella figura. Sissi e le sue amiche non si risparmiano in commenti acidi (quanto esilaranti) sugli sfortunati incontri sentimentali della protagonista … qual è la tua idea dell’uomo ai giorni nostri?

Sono piuttosto fiduciosa: credo che qualche esemplare del genere maschile si distingua dalla media. Il fatto, però, sai qual è? Tutte le storie che racconto in “Gustavo” sono assolutamente vere! Non c’è stato bisogno di calcare la mano in negativo, descrivendo i vari personaggi. L’uomo sta ritornando alla fase adolescenziale e, a questo punto, penso proprio che si tratti di un qualcosa di epidemico. Si è liberato di ogni responsabilità ed è privo di maturità emotiva.

Il romanzo parla di sesso in maniera schietta, coraggiosa. Viviamo in un mondo ancora tendenzialmente misogino, maschilista. Credi che per una donna sia più difficile essere presa sul serio quando affronta dei temi più “sconvenienti” quali l’erotismo?

Molti continuano a credere che il sesso, alle donne, non interessi più di tanto. E a pensarlo non sono solo gli uomini, purtroppo. Un po’ come se lo facessimo solo per assecondare i bisogni del nostro partner. Certo è che, grazie a serie quali “Sex and the city”, le cose stanno un po’ cambiando.

In “Gustavo” parlo sì di sesso, ma in maniera ironica, divertente, evitando di cadere nella volgarità. Per quanto mi riguarda, considero il sesso del puro e sano divertimento.

 

È così bello e al passo con i tempi sentire parlare di sessualità da una donna, senza inibizioni. Non usa parolacce, né fa riferimenti espliciti. Riesce ad essere sensuale, solo usando la voce.

In “Gustavo” le scarpe (le migliori amiche di una donna) si divertono a raccontare una parte della vicenda. Come mai la scelta di dare un’anima agli oggetti inanimati?

Le scarpe, credo si sia capito, sono una delle mie passioni primarie (ridacchia).

Sono fortemente convinta che gli oggetti e gli ambienti che ci circondano assorbano le tracce di ciò che ci accade … le emozioni che proviamo, le risate, le lacrime e così via.

Mi piaceva riportare nel libro questa mia idea.

 

Per Gustavo ti sei affidata a La strada per Babilonia, cosa ne pensi di questa collaborazione?

Mi sono trovata benissimo! La strada per Babilonia è un casa editrice in forte crescita, che segue gli autori a 360° e che si pone, tra gli scopi primari, quello di favorire la formazione del gruppo tra gli scrittori sotto la sua egida.

Sei un’archeologa che scrive romanzi. Come vivi questo binomio così unusual?

È un binomio meno assurdo di quanto si possa pensare, sai? Come archeologa, mi occupo di scoprire e raccontare la storia del sito che sto esaminando. In più, il lavoro dell’archeologa ha diversi tempi morti tra spostamenti e attese. Figurati, una volta mi è capitato, su un cantiere, mentre aspettavo che l’operaio terminasse il suo lavoro sull’escavatore, di completare la lettura di “Anna Karenina”!

Scrivere è un ottimo modo di ingannare il tempo.

Cinema e letteratura … se un giorno proponessero a Roxie Heels di trasformare il suo romanzo in un film, quali attrici vorrebbe che fossero coinvolte? E la voce di Gustavo? A chi la affiderebbe?

Ah, ora mi sbizzarrisco: per Gustavo la voce di Luca Ward credo proprio che sarebbe perfetta. Per Sissi vorrei Meg Ryan, però prima della chirurgia plastica. L’uomo lucertola potrebbe essere Chris Hemsworth, con più tatuaggi e meno capelli. Per Paco vorrei il vero Paco, solo lui lo potrebbe interpretare.

Terminiamo con un piccolo momento marzulliano: fatti una domanda e datti una risposta

“Che cosa mi aspetto da questo libro?”

“Innanzitutto che faccia divertire i lettori così come è successo a me durante la stesura. In secondo luogo, che arrivi il seguente messaggio: l’ironia e la leggerezza ci salvano la vita. Dovremmo smetterla di prenderci così tanto sul serio …”

Un’intervista breve, la nostra. Roxie Heels mi chiede di congedarci.

È evidente: preferisce scrivere, è quella la sua misura.

Uscendo dal palazzo, mi ritorna in mente un film di tanti anni fa: “Cartoline italiane”. È la storia di una giovane giornalista che è incaricata di intervistare una diva del passato (che non ha mai voluto concedere interviste) e che vive in un ospizio per artisti in pensione. La incontra per poi scoprire (alla fine della pellicola) che la donna che ha conosciuto non era quella che pensava, bensì solo un’attrice di poca notorietà che ha preso il posto della diva per godersi un attimo di successo.

Chissà se Roxie Heels, di questo film, ne è a conoscenza …

 

Intervista a cura di Christian Coduto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *