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L'arte ci rende immortali

Le donne secondo Gianni Versace

“Ha creato un sogno, uno stile di vita che da molto potere alle donne. Potere di essere forti, credere in se stesse, di non pensare che ci sia qualcuno accanto a te che ti può far raggiungere un obiettivo, sei tu che ti devi mettere in gioco, sei tu che devi rischiare perché se non rischi non arrivi da nessuna parte. E questo è stato un insegnamento molto importante per me e per tutte le donne intorno a Gianni.” 

Queste sono le parole con cui Donatella Versace, in un’intervista televisiva, descrive la missione che aveva la sua moda per Gianni Versace. Considerando l’influenza che lui ha avuto nella vita e nelle carriere delle donne che amava e come Donatella abbia preso le redini in mano dell’azienda dopo la sua morte, il successo di Gianni Versace è stata proprio nella sua capacità di far sentire “powerful” le donne che lo circondavano e che sceglievano di indossare i suoi abiti.

Infatti, durante la sua carriera Gianni Versace è riuscito in questo intento sancendo così la sua fama di mito insuperabile nel mondo della moda. Riusciva a trasformare le donne in eroine moderne, con una personalità forte ed indipendente. È stato lo stilista prescelto di donne dello spettacolo e di potere, ha contribuito a dare forza alla loro immagine e, talvolta, i suoi abiti hanno contribuito al loro definitivo successo rendendole delle icone planetarie, solo per fare alcuni nomi: Naomi Campbell, che poi diventò la sua musa, Carla Bruni, Kate Moss, Claudia Schiffer.

Gianni Versace, nato a Reggio Calabria nel 1946, inizia a lavorare nella sartoria di famiglia. Ben presto si trasferisce a Milano dove inizia a collaborare diverse case di moda. Nel 1978 presenta la prima collezione firmata Versace a la Permanente di Milano riscuotendo un grande apprezzamento. Da allora il successo di Versace non si è più fermato. Tra grandi collaborazioni con artisti e fotografi internazionali, mostre, iniziative e riconoscimenti da capi di stato, il brand che ha come simbolo con la testa di Medusa ha rivoluzionato il mondo della moda ed è entrato nell’immaginario collettivo come simbolo di ricchezza, opulenza e sensualità.

Gli abiti di Versace rispecchiano a pieno quello che è stato Gianni: un uomo determinato e audace, con una mente aperta, di una creatività eccezionale e una vastissima cultura. Con il suo personalissimo modo di fondere stili diversi e contrapposti, ha conferito alle sue creazioni uno stile unico e riconoscibile. Amante dell’antica Grecia, l’accosta al Barocco, si ispira al Rinascimento, si fa influenzare dalla Pop Art.

I giornali americani lo appellano come Rockin’ Gianni e, nel 1992, scandalizza il mondo presentando una collezione bondage. La sua fantasia e la voglia di sperimentare senza limiti caratterizzeranno tutta la sua carriera: la sua voglia di rompere le regole prestabilite lo spingono a superare i limiti ed adottare nelle sue creazioni anche materiali mai usati e a contrapporli tra loro come maglie metalliche e pelle colorata e usata come tessuto.

Nel 1997, all’apice della sua folgorante carriera, Gianni Versace viene assassinato a Miami Beach da un mitomane e serial killer, in circostanze ancora misteriose. Alla sua morte Franco Zeffirelli dirà: “Con la morte di Versace l’Italia ed il mondo perdono lo stilista che ha liberato la moda dal conformismo, regalandole la fantasia e la creatività.”

Oggi, la Gianni Versace S.P.A, è rappresentata da Donatella Versace che ha saputo portare avanti l’eredità di Gianni, l’essenza della sua moda. In ogni reazione sembra aleggiare il suo genio creativo: restano gli elementi caratterizzanti la casa di moda, la fusione di stili, l’opulenza degli accessori, la sensualità degli abiti ma con uno sguardo rivolto al presente.

Soprattutto resta chiaro l’obiettivo principale, quello di rendere le donne libere di essere loro stesse e di cambiare. Donatella alla presentazione della sua collezione Autunno/Inverno 2018/19, ha dichiarato chiaramente l’intenzione della maison: “Ho messo in scena una moda che permette alle donne di essere quelle che vogliono essere senza limiti, tabù o clichè. […] Del resto, noi donne siamo abituate a cambiare molto più degli uomini. E io voglio proprio vestire donne che vogliono cambiare. Perché questo è Versace: l’abito dello spettacolo di se, l’abito della forza.” 

 

Anna Vollono

 

 

 

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