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L'arte ci rende immortali

La bellezza inclusiva

Una delle cose che non è mai passata di moda e che ha sempre suscitato un grande scambio di idee è la bellezza.

Il dibattito su quanto sia giusto che la società detti i canoni di bellezza è da sempre aperto e ha destato sempre molte polemiche.

Come è risaputo i canoni di bellezza estetici sono molto cambiati nel tempo: ad esempio in epoca rinascimentale si preferivano le donne giunoniche fino ad arrivare, negli anni ’90, a Naomi, Claudia, Cindy, Linda, Christy.

Le top model che incarnavano i canoni di bellezza assoluta, e diciamoci la verità talvolta inarrivabile, hanno condizionato po’ tutti avendo talvolta un risvolto negativo sulla vita delle persone comuni.

Ma oggi assistiamo ad una controtendenza. I canoni di bellezza sono sovvertiti e si parla sempre di più di “inclusività” e di “unconventional”.

Le ultime tendenze, dal mondo della moda al beauty, mirano sempre più all’individualità mettendo da parte canoni dettati dalla società. Vengono scelte sempre più modelle che non incarnano la “bellezza” in senso classico del termine, ma con qualche caratteristica che le identifica. I canoni sono ribaltati e i difetti, invece di essere nascosti vengono messi in evidenza, come segno distintivo da mostrare con orgoglio.

Le modelle che vengono scelte oggi sono donne che tempo fa il mondo della moda non avrebbe preso in considerazione, ad esempio la modella Winnie Harlow, affetta da vitiligine.

È un cambiamento culturale importante in quanto finalmente le donne possono esprimere se stesse liberamente e non sentirsi intrappolate in canoni in cui spesso è difficile rientrare.

C’è da dire che l’esigenza di ognuna di non rientrare in un canone di bellezza era stata già avvertita dalle donne comuni, ma il cambiamento vero è avvenuto quando anche donne dello spettacolo e gli addetti ai lavori, hanno iniziato ad avvertire la stessa necessità.

Epocale quello che è successo al lancio di Fenty Beauty di Rihanna, la linea make up adatta ad ogni tipo di carnagione. In un mondo multiculturale e multirazziale, i prodotti di make up si erano rivelati inadatti a molte donne. Rihanna con Fenty Beauty ha risposto a questa esigenza e quello che ne è scaturito è stato qualcosa di eccezionale. Grazie ai social, Fenty Beauty, ha incassato 72 milioni di dollari di introiti non ufficiali e i video su YouTube sono stati visti, solo nel primo mese, 132 milioni di persone.

A seguito del successo di Fenty Beauty, Rihanna ha lanciato anche una linea di lingerie, Savage X Fenty, che si adatta ad ogni tipo di fisicità in modo che ogni donna non rinunci alla propria femminilità solo perché veste taglie “unconventional”.

Il segreto del successo di Rihanna è stato quello di intercettare la necessità di ogni donna di sentirsi inclusa, per la prima volta tutte le donne si sono sentite rappresentate.

Nonostante la scelta di alcune celebrità, Alicia Keys tra tutte, di scegliere l’autenticità, di non utilizzare makeup e di essere orgogliosamente curvy, Fenty Beauty è stato un fenomeno che ha portato alla realtà le case di moda e cosmetiche.

Il suo successo è stato un chiaro segnale del cambiamento della società e che chiedeva da tempo ma che restava confinato a pochi e isolati brand.

Pensandoci bene, in una società sempre più multietnica e inclusiva può essere anche l’inclusività un canone di bellezza?

Anna Vollono

 

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