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L'arte ci rende immortali

La nascita del bikini

È il 1946 quando nasce il primo bikini e da allora è diventato il capo must have dell’estate.

Il suo inventore, il francese Louis Réard, prevede lo scalpore (e lo scandalo) che avrebbe provocato nella società, lo chiama “bikini” in riferimento all’isola di Bikini dove gli americani avevano testato poco prima delle bombe ad idrogeno.

Infatti, il bikini suscita un clamore immediato. Per la donna, ancora sottoposta a rigide regole dettate dalla società patriarcale, indossare un capo che lasciasse così poco all’immaginazione sembra impossibile, basti pensare che alla presentazione il bikini viene fatto indossare dalla spogliarellista Micheline Bernardini.

Ma da dove nasce l’idea del bikini? Nel 1923, Coco Chanel lancia la moda dell’abbronzatura come sinonimo di bellezza, salute e ricchezza. Coco trasforma gli “abiti da bagno”, comunemente usati, accorciandoli. Il costume da bagno modello sirenetta di Chanel consiste in pantaloncini corti che lasciano scoperte le ginocchia e magliette o camicie scollate sulla schiena in modo da permettere un’abbronzatura uniforme.

In questo modo si dice addio all’idea del colorito dorato dal sole riservato solo ed esclusivamente a chi lavorava all’aperto e quindi alle classi sociali più povere.

Negli anni ’50, sono le star Hollywood e le pin up a sdoganare il bikini. Iconico il bikini di Marilyn Monroe a vita alta a sottolineare le sue forme e la sua femminilità.

Analizzando la storia del bikini si può notare come anche questo capo è stati modificato rispecchiando l’evoluzione culturale e di pensiero delle epoche che ha attraversato. Negli anni ’60, con il diffondersi delle idee femministe e con la conseguente emancipazione delle donne, il bikini diventa sempre più piccolo lasciando scoperto l’ombelico.

Il bikini non è più scandaloso ma diventa simbolo di libertà ed emancipazione. Uno dei bikini più famosi degli anni ’60 è di certo quello bianco di Ursula Andress, che lo indossa nel film “Agente 007 – Licenza di uccidere”, ideato da lei stessa apposta per le sue forme. 

La nascita del bikini ha segnato la storia del costume del Novecento e è senz’altro uno dei capi che più hanno dato alle donne la libertà di essere loro stesse.

Oggi il mondo della moda più che mode da seguire offre delle tendenze, delle linee guida, che ognuno può interpretare come vuole. Ciascuno esprimere il proprio essere attraverso l’abbigliamento in piena libertà rispettando anche il proprio corpo mettendo da parte la ricerca spasmodica della perfezione ma valorizzandosi sempre.

In accordo con questo pensiero anche il mercato dei costumi da bagno è diventato molto vario: ci sono i pezzi interi, i bikini, i monokini (un unico pezzo) e i trikini (due pezzi uniti da una striscia di tessuto di solito sul ventre) tra cui scegliere.

Quindi non resta che provare i vari modelli di costumi da bagno e acquistare quello con cui ci si sente a proprio agio, sarete comunque alla moda!

Buone vacanze!

Anna Vollono

 

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