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Harry Potter e i Doni della Morte: curiosità tra pagine e trasposizione cinematografica

Harry Potter e i doni della morte è l’ultimo capitolo della saga di fama mondiale ambientato nel magico mondo inventato da J.K. Rowling. Nonostante l’autrice abbia dichiarato di aver delineato la trama principale fin dagli anni 90, questo libro fu pubblicato nel 2007 ed ebbe un successo pazzesco. Tradotto in 77 lingue (anche in latino e greco antico) ha avuto la tiratura iniziale più alta della storia, con 12 milioni di copie rilasciate allo scoccare della mezzanotte del 21 luglio 2007 e vendendo 20 milioni di copie solo nelle primissime ore, diventate poi 72 in pochi giorni. Il successo arrivò anche nelle sale: tra il 2010 e il 2011 la Warner Bros, sotto la direzione di David Yates, ha distribuito nei cinema di tutto il mondo le due pellicole in cui fu divisa la trama dei Doni della Morte: al botteghino mondiale, la prima parte ha incassato più di 960 milioni di dollari, mentre la seconda più di un 1 miliardo e 341 milioni, inserendosi così rispettivamente al quarantunesimo e al decimo posto nella classifica dei film di maggiore incasso della storia del cinema.

Abbandonando queste cifre da capogiro, occupiamoci ora delle curiosità di questo fenomeno letterario di fine e inizio secolo.
Per la Rowling il titolo per il gran finale è risultato essere molto difficile. Inizialmente aveva utilizzato “Harry Potter e la Bacchetta di Sambuco” e poi “Harry Potter e la Ricerca dei Peverell” ma non convinta cambiò fino a individuare ne i Doni Della Morte il giusto alone di mistero che cercava.
Se il titolo ha creato problemi, Rowling ha affermato si essersi molto divertita nella stesura dell’opera e in particolare per il capitolo “Ancora la foresta” in cui Harry viene uccido da Lord Voldemort.
Possiamo del resto immaginare come si sia sentita Zia Rowling nel momento in cui si sia resa conto di aver terminato la storia che teneva col fiato sospeso milioni di fan in tutto il mondo. In un’intervista infatti ha ammesso di aver sentito un misto di euforia e di disperazione. Tenete presente, non per essere veniali, che Harry Potter l’ha resa una delle donne più ricche e influenti dell’intera Gran Bretagna!
Nel libro viene ben spiegato come, appena Harry avrebbe compiuto 17 anni, la protezione sulla casa degli zii Dursley si sarebbe dissolta e anche loro sarebbero stati in pericolo per cui sarebbero stato scortati lontano. Dudley, quando vede che stanno andando via senza Harry, si ferma perché non capisce il motivo per cui non vada con loro, visto che sono una famiglia, e vuole sapere che fine farà. Nel film è stata tagliata questa scena pur essendo una delle più belle. Del resto Rowling in un intervista rivelò che dopo la guerra magica Harry si terrà in contatto saltuariamente con Dudley Dursley, ma più per dovere che per piacere personale, affinché i loro figli possano frequentarsi tra loro.
Questo romanzo inoltre si ambienta poco tra le mura della scuola e per niente nel bellissimo campo da Quidditch: è l’unico infatti in cui non vi è descritta nessuna partita del gioco più famoso nel mondo magico.

Ma è nella riproduzione cinematografiche che ritroviamo tante sorprese. Partiamo da I Dono della Morte Parte 1.
Il regista David Yates è il prima a regalarci una perla: non rispettò la regola di “buon senso” che suggerisce di finire un film prima di registrarne un altro. Infatti, quando Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1 era all’85% della registrazione, il successivo era già stato registrato per il 10%! Paradosso se si pensa che la prima pellicola doveva arrivare al cinema in 3D, ma la Warner Bros cambiò piano a causa del poco tempo a disposizione per la conversione.
La Watson in quegli anni era impegnata su più fronti, gli studi di Laurea in Letteratura Inglese la coinvolsero durante l’intero periodo di lavori. Rupert Grint racconta infatti che l’attrice non fu molto presente sul set, le registrazioni furono organizzate considerando i suoi impegni, e che soprattutto, furono spesso impiegate delle controfigure dotate di maschera durante le riprese da tergo. Non stupisce quindi che quando l’arredatrice Stephenie McMillan mostrò la camera di Hermione a Emma, il commento immediato dell’attrice fu: “Ci vogliono più libri!“.
Come per i precedenti film, Evanna Lynch fu invece responsabile degli abiti, dei gioielli e degli oggetti di Luna a casa Lovegood. Furono di sua invenzione, inoltre, i passi di ballo durante il matrimonio, definiti come “Il ballo del gorgosprizzo”.
Jason Isaacs che interpetra Malfoy padre, aveva paura che non sarebbe tornato nel film a causa dell’arresto del suo personaggio alla fine dell’Ordine della Fenice per questo durante un incontro con J.K. Rowling le chiese di farlo uscire di prigione; lei rispose: “Tranquillo. Capitolo Uno”.
John Hurt tornò a interpretare Olivander dopo ben 9 anni, il lasso di tempo maggiore per tutto il cast mentre la voce di Dobby, Toby Jones, attese 8 anni.
Per quanto riguarda le scene più belle presenti e assenti, quella in cui Tonks dice alla signora Weasley di essere incinta fu girata ma poi tagliata, così come la parte in cui Lupin chiede a Harry di essere il padrino di Teddy: doveva succedere al matrimonio di Bill e Fleur. Anche Stanislav Ianevski girò alcune scene nei panni di Viktor Krum al matrimonio alla Tana, ma furono tagliate dal montaggio finale. Il ballo tra Harry e Hermione invece fu scritto appositamente per il film visto che non se ne fa cenno nel libro. J.K. Rowling ammise di aver adorato la scelta essendo un perfetto esempio dell’amicizia tra i due.
David Holmes, controfigura di Daniel Radcliffe, si infortunò gravemente durante le riprese della sequenza in cui Harry viene aggredito da Nagini a casa Bath. I medici gli diagnosticarono una tetraplegia permanente come conseguenza della caduta. Oggi David è paralitico e ha fondato una società a scopo benefico per aiutare tutti coloro a cui viene detto: “Non potrai più camminare“.
Harry Melling (Dudley Dursley) aveva perso fin troppo peso, così dovette indossare protesi e imbottiture per sembrare più grasso. La produzione impiegò sei mesi per creare protesi abbastanza realistiche, ma alla fine tutte le sue scene furono tagliate al di là di una comparsa.
Le riprese della tortura si rivelarono molto intense, le urla di Emma Watson fecero accapponare la pelle a tutta la troupe. Per evitare un divieto ai minori, la sequenza fu in gran parte tagliata. Dopo le riprese, Helena Bonham Carter andò da Emma Watson per chiederle se fosse tutto a posto. Tra l’altro l’idea di incidere ‘Sporca Mezzosangue’ sul braccio di Hermione fu proprio un’idea di Emma Watson e Helena Bonham Carter.
Anche Nick Moran ammise che la sua interpretazione nei panni di Scabior fu ritenuta troppo intensa e che la Warner Bros decise di rimuovere alcuni momenti dal film: tra questi, un pestaggio di Ron e alcune allusioni sessuali riferite a Hermione.
Nel film compaiono quattro componenti del cast del Trono di Spade: Michelle Fairley (la madre di Hermione) che nella serie ha interpretato Catelyn Stark, Ralph Ineson (il Mangiamorte Amycus Carrow) che ha interpretato Dagmer Cleftjaw, Freddie Stroma (Cormac Mclaggen) che ha interpretato Dickon Tarly e Natalia Tena (Ninfadora Tonks) che ha interpretato Osha.
Il finale originale doveva essere la sequenza in cui Bellatrix accoglie i Ghermidori al cancello di Villa Malfoy e scopre la cicatrice di Harry. I produttori si resero conto che rimandare la morte di Dobby all’ottavo film sarebbe stato sbagliato e non avrebbe avuto lo stesso impatto emotivo. Le ultime parole di Dobby nel film sono le prime pronunciate in Harry Potter e la Camera dei Segreti: “Harry Potter”.

La seconda parte di “Harry Potter e I Doni della Morte” è il film più corto di tutta la saga. Dura, infatti, solo due ore e dieci minuti. Il più lungo è La Camera dei Segreti, con due ore e 41 minuti. La prima parte del film dura, invece, due ore e ventisei minuti.
Nella seconda parte, dopo l’assenza in Doni della Morte Parte 1, ritroviamo Hogwart con Gazza e soprattutto la McGranitt. Proprio quest’ultima n una delle scene più belle del film, anima i soldati di pietra che dovranno proteggere il castello. Se si guarda attentamente, i simboli delle Case possono essere visti sugli scudi dei soldati di pietra mentre marciano per proteggere Hogwarts. Inoltre lo scontro tra la McGrannit e Piton stava per essere cambiato in una battaglia tra Potter e il professore. L’idea fu scartata dalla stessa Rowling, che insistette nel mantenere gli stessi personaggi del libro, anche perché sarebbe stato un momento clou per il personaggio di Maggie Smith.
Secondo Tom Felton, lo strano abbraccio che Voldemort dà a Draco è stato un’improvvisazione di Ralph Fiennes. La reazione di Felton, in cui non sa cosa fare, è del tutto autentica. Invece la battuta preferita di Julie Walters in tutti gli otto film è “No, mia figlia no, bastarda!“. In lingua originale, inoltre, l’appellativo che Molly Weasley usa per descrivere Bellatrix non è proprio quello con cui è stato reso in italiano.
Una scena che avremmo voluto fedele al libro è sicuramente quella del bacio tra Ron e Hermione che invece ha avuto come location la Camera dei Segreti e i protagonisti zuppi e senza la presenza ingombrante quanto divertente di Harry. In realtà la scena non è stata facile da girare per i due attori: “Era come baciare mia sorella”, dice Rupert, “Ridevamo come dei dodicenni”, aggiunge Emma.
Quando Harry, Ron ed Hermione entrano alla Gringotts, la ragazza ha le sembianze di Bellatrix. Prima di girare la scena, Emma Watson ha interpretato la scena per Helena Bonham Carter, così che lei potesse vedere come interpretare Hermione in quella situazione. Detta in poche parole, nella scena vediamo Helena Bonham Carter che recita come Emma Watson che interpreta Hermione che interpreta Bellatrix.
È l’unico film in cui Hermione riesce a controllare una scopa. Anche durante la lezione di Volo del primo anno, infatti, Hermione ha qualche difficoltà a far volare la sua scopa. L’unica altra volta in cui vola su un manico è all’inizio de I Doni della Morte – Parte 1 con le sembianze di Harry mentre nella Parte 2 è nella Stanza delle Necessità. Qui nella scena in cui Harry entra alla ricerca del diadema si può vedere il cavallo che Ron usa nella partita a scacchi di Harry Potter e la Pietra Filosofale. Sono presenti anche i folletti che Gilderoy Allock libera nell’aula di Difesa contro le Arti Oscure nel secondo film. In realtà, l’intero set è fatto di oggetti utilizzati precedentemente nei film passati.
Non è l’unica scena con riferimenti ai vecchi film: c’è una in particolare durante la Battaglia di Hogwarts che permette di rivivere tutte le avventure di Harry Potter in pochi istanti. Fuggendo, Harry, Ron ed Hermione incontrano prima un Troll, com’era stato nel primo film. In seguito, corrono via dai ragni, come era accaduto nel secondo. Subito dopo incontrano Fenrir Greyback che ha appena ucciso Lavanda Brown: Greyback è un licantropo, come Lupin nel terzo film. Infine, Aberforth Silente usa il suo Patronus per respingere i Dissennatori.

La conclusione delle riprese è stato un momento toccante per tutti gli attori: Tom Felton ha rivelato che l’ultimo giorno di riprese di Harry Potter E I Doni Della Morte non si è fermato molto tempo sul set, per paura di lasciarsi sopraffare dall’emozione. “E’ stato molto strano. Nessuno sapeva cosa dire. Ho ringraziato tutti e poi sono andato via prima che le emozioni prendessero il sopravvento.”
In occasione della presentazione di Harry Potter e i doni della morte – parte 2 Rupert Grint ha raccontato di non aver avuto molte possibilità di tenere qualche “souvenir” del set della saga, nell’arco degli undici anni durante i quali ha recitato nei panni di Ron Weasley. Alla fine della saga però, la produzione gli ha permesso di portare via qualcosa: “Mi hanno dato il deluminatore e il numero 4 che è sulla porta della casa dei Dursley.”

Il tappeto rosso degli attori di Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2 ha avuto luogo a Trafalgar Square, in un’atmosfera di pura emozione. Ha aperto le “danze” Rupert, e hanno chiuso la passerella molto tempo dopo Emma e Daniel. Anche J.K. Rowling si è emozionata, colpita dal grandissimo sostegno del pubblico.
Forse è per questo che decise di salutare in quel giorno speciale i fan dicendo “Dovrei scrivere un altro libro” smorzando poi l’entusiasmo aggiungendo che stava scherzando.
Eppure il 24 settembre del 2018 in Italia la Zia Rowling ci ha sorpreso tutti con la pubblicazione di un ottavo capitolo della saga Harry Potter e la Maledizione dell’Erede.
Molte sono state le critiche per questo nuovo scritto e, ad essere sinceri, effettivamente non prive di senso. Per molti la saga infatti termine con il Golden Trio che guardano i loro pargoletti sul treno verso Hogwart con una cicatrice che non fa più male… ma sono sicura che infondo tutti, anche storcendo il naso, siamo stati felici di ritrovare un amico in quelle pagine, lo stesso che a 11 anni ci ha fatto sognare una civetta con la nostra lettera e che ancora continueremo ad aspettare.

Anella Sepe

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