MentiSommerse.it

L'arte ci rende immortali

Storia di una ladra di libri: il potere salvifico delle parole

 

Libri ovunque! Ogni parete era coperta di scaffalature sovraccariche, e tuttavia intatte: quasi impossibile scorgere la tappezzeria. C’era ogni sorta di stili e di forme di scritte sui dorsi di libri neri, rossi, grigi, di tutti i colori. Era una delle cose più belle che Liesel Meminger avesse mai visto.

 

Il libro

Capita spesso che un romanzo, subendo una pur necessaria catalogazione di genere, risulti sminuito e incompreso nel suo intento. È il caso di certi libri normalmente recensiti come “letteratura per ragazzi”, una denominazione che di per sé non ha nulla di denigratorio, ma che può suggerire una scarsa attrattiva per i lettori adulti. Se in generale tale preconcetto è senza dubbio infondato, nel caso specifico di Storia di una ladra di libri (The Book Thief, pubblicato nel 2005 in Italia come La bambina che salvava i libri), la tenera età della protagonista non pregiudica in alcun modo la profondità di una storia che, nell’atto stesso di sfidare il tabù della morte, dà prova di una solida maturità.

Un narratore peculiare

Ciò che più stupisce, nella lettura di questo incantevole romanzo, è appunto la franchezza con cui l’australiano Markus Zusak (le cui origini tedesche hanno fornito numerosi spunti alla stesura del libro) sceglie di affrontare il delicato tema della mortalità. Già a cominciare dalla voce narrante, personificazione della morte, si può notare come il destino finale degli uomini costituisca la vera essenza dell’opera. La Morte è peraltro divertente, ironica, costantemente impegnata a smentire la credenza popolare che la vuole nemica del genere umano; invita più volte il lettore a non preoccuparsi di dover morire, per il semplice fatto che il trapasso è più rapido e indolore di quanto comunemente si creda. Nessuna prospettiva ultraterrena, nessuna promessa di immortalità. Un semplice dato di fatto da accettare, vivendo la propria vita al meglio. Tale approccio epicureo si rivela assai più rassicurante di tante morbose reticenze (proprie di chi ritiene la morte argomento inappropriato per i giovanissimi), senza bisogno di addolcire la pillola con promesse di salvezza che il romanzo non rifiuta, ma nemmeno avverte come necessarie.

Il potere rigenerante della cultura

Tra i tanti temi affrontati nell’opera (troppi per poter essere riassunti in poche righe), spicca ovviamente quello della lettura e della cultura in generale, baluardo di salvezza contro le perversioni morali (e intellettuali) di un mondo in rovina. “Si domandò quando esattamente i libri e le parole avessero incominciato a significare non solamente qualcosa, ma tutto”. Quando la piccola Liesel Meminger giunge a Molching, per essere allevata dai coniugi Hubermann dopo la fuga della madre dal Paese per motivi politici, è completamente analfabeta. Tuttavia, con l’aiuto del padre adottivo Hans, che nota il peculiare interesse della bambina per il manuale rubato al becchino che seppellì il suo fratellino, Liesel scopre il potere liberatorio e salvifico della parola scritta, minacciata dalla spietata operazione di censura del regime nazista. Non soltanto la ragazzina, avida di conoscenza, comincerà a rubare tutti i libri che le capitano sotto mano (non potendoseli permettere), ma diventerà lei stessa produttrice di parole, e nelle parole troverà un rifugio dal dilagare dell’orrore nei luoghi a lei più cari.

La cornice storica

Infine, il romanzo di Markus Zusak non sarebbe altrettanto avvincente al di fuori della drammatica cornice storica (la Germania a cavallo tra anni ’30 e ’40) entro cui hanno luogo le vicende dei protagonisti. Un periodo storico senza dubbio familiare (così tanto familiare da risultare, magari, trito e banale), ma del tutto idoneo a mostrare, più di ogni altro nella storia occidentale recente, il brutale scontro tra potere e cultura, l’ignoranza che conduce alla distruzione, la coscienza debole delle masse, la resilienza del mondo intellettuale. Assolutamente toccante, invece, è la prospettiva stupita e curiosa attraverso cui l’orrore è veicolato al lettore, quella di una ragazzina alla scoperta del mondo, pazientemente osservata e concupita dalla Morte, appassionata indagatrice della natura umana, di cui però non riesce a cogliere fino a fondo l’essenza. “Mi meraviglia sempre la forza degli esseri umani, che riescono ad alzarsi, seppure barcollando, persino quando fiumi di lacrime inondano i loro volti”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *