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L'arte ci rende immortali

Noisy Naples Fest, il racconto fotografico della prima serata

Due generazioni musicali a confronto, tre delle stelle più luminose dell’intero firmamento musicale partenopeo illuminano la prima notte della terza edizione del Noisy Naples Fest. Stiamo parlando di James Senese e Napoli Centrale, Enzo Avitabile e Luche.

Doveva essere una festa popolare, e così è stato: l’Arena Flegrea, la più grande del sud Italia, è stata riempita in ognuno dei seimila posti disponibili, con i fan accorsi già nelle prime ore del pomeriggio per conquistare le prime file e ammirare dalla posizione migliore i propri idoli. E bisogna dirlo: il colpo d’occhio offerto è notevole.

NOISY NAPLES FEST, LE FOTO DI VALERIO SAVINO

Riviviamo le emozioni di una serata indimenticabile grazie alle fotografie scattate da Valerio Savino (qui la sua pagina Facebook):

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NOISY NAPLES FEST – IL RACCONTO DELLA SERATA

Unire un repertorio come quello dei tre artisti appena citati è un’impresa ardua, ma perfettamente riuscita: l’apertura è affidata a James Senese e alle “Mille poesie” che hanno accompagnato la sua vita, estratte da “Aspettanno ‘o tiempo”: “È ‘na bella jurnata”, “Viecchie, mugliere, muorte e criature”, “ ‘O sanghe”, giusto per citarne alcuni. Non poteva mancare un omaggio all’amico fraterno Pino Daniele, ricordato con “Chi tene ‘o mare”.

“Ognuno suona il suo, e poi insieme suoneremo quello che è nostro”, dichiara Enzo Avitabile. Il viaggio fatto di suoni, parole e messaggi parte da “Napoli nord”, la terra da cui tutto è partito e a cui, inevitabilmente, tutto torna.

Il momento più coinvolgente della serata, insieme a quella “Mane e mane” capace di parlare al cuore di chi ascolta con un linguaggio unico che unisce Napoli all’Africa, è quello che vede protagonisti Enzo Avitabile e James Senese, che hanno condiviso “Salvammo ‘o munno” e “Canta Palestina”, prima di ospitare Luche per una versione particolare di “Chest è l’Africa”, su cui Luche intona le sue due strofe di “Int ‘o rione”. È un successo stratosferico, con tutti i presenti in piedi a ballare sulle note di Enzo, James e i Bottari.

La serata si conclude con il set di Luche: la serata, per lui, ha un sapore molto particolare. Il rapper di Marianella, infatti, non ha solo condiviso il palco con quelli che erano i suoi idoli da bambino, ma ha salutato “Malammore” nel migliore dei modi, eseguendo tutti i successi del disco che l’ha consacrato definitivamente come solista. Il segno lasciato dall’album è visibile anche nelle migliaia di persone che accorrono ad ogni concerto, nonostante siano passati due anni dall’uscita del disco. Un’avventura partita con il concerto dei record al Palapartenope e conclusa con un’altra serata da sogno. Il tempo per guardare al passato, però, è pochissimo: per Luche, infatti, è ormai giunto il momento del nuovo album, in uscita il 29 giugno. Il titolo? Potere.

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Foto a cura di Valerio Savino

Articolo a cura di di Corrado Parlati

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