ESCLUSIVA – Gnut: “Il mio approccio “pacato” alla musica lo devo a Pink Moon di Nick Drake”

Claudio Domestico, in arte Gnut, ha gentilmente concesso un’intervista ai nostri microfoni.

“Hear my voice” anticipa il tuo prossimo album e vede la collaborazione di Piers Faccini. Come nasce questo disco, dal punto di vista della scelta delle canzoni e dei suoni?

È un disco che raccoglie canzoni nate musicando poesie del mio amico-poeta Alessio Sollo. La produzione artistica e gli arrangiamenti saranno di Piers Faccini. L’intenzione è quella di fare un disco, in cui ci sia un incontro tra la canzone napoletana e il folk inglese, il blues e la musica africana del Mali.

Di recente, hai presentato “Hear my voice” al Teatro Sannazzaro, uno dei teatri più prestigiosi di Napoli, e soprattutto una delle location più belle anche dal punto di vista architettonico. Vuoi raccontarci com’è andata la serata?

E’ stata una serata magica. La prima volta con la band al completo e con Michele Signore al mandolino, mandoloncello e violino. Dopo tanti anni sento di aver trovato il sound che mi interessa anche dal vivo.

‘Nu poco e bene” è una canzone che hai dedicato a una tematica che ti sta molto a cuore: quella della prostituzione. Come nasce l’idea di scrivere questa canzone?

L’idea l’ha avuta Luca Iavarone di Fanpage. Mi ha spiegato il tipo di servizio che intendeva fare e mi ha chiesto di scrivere una canzone. Ho scritto il pezzo d’istinto in una decina di minuti, non mi aspettavo tutti questi riscontri positivi. Devo dire che mi sono emozionato tantissimo durante le “serenate”.

Con “L’ammore ovvero, invece, parte il sodalizio con Alessio Sollo, con cui hai scritto più di quaranta canzoni e condividi il progetto SolDo. C’è un aneddoto particolare legato alla vostra collaborazione che vuoi raccontare ai nostri lettori?

Con Alessio è tutto un gioco, ci divertiamo a scrivere canzoni così come a giocare alla Playstation. Torniamo bambini quando stiamo insieme ed è una cosa che mi fa stare davvero bene.

Per “Hear my voice”, hai deciso di puntare sul vinile (disponibile qui, ndr). C’è un elemento in particolare che lega Claudio Gnut al mondo del vinile?

Credo che il vinile sia il supporto ideale per gli appassionati di musica perché crea le condizioni necessarie ad un ascolto attento e rispettoso.

“Alta fedeltà” è il titolo di uno dei romanzi più belli di Nick Hornby. Per questo, facciamo un piccolo gioco e proviamo a indossare i panni di Rob Gordon: qual è la top 5 dei dischi che hanno avuto un significato maggiore nella tua vita e perché?

“Terra Mia”, di Pino Daniele. La voce e i testi di Pino Daniele hanno accompagnato tutta la mia vita.

“Grace ” di Jeff Buckley : uno degli album rock più eleganti di sempre

“Pink Moon” di Nick Drake: Il mio approccio “pacato” alla musica lo devo a questo disco e a quello che mi ha insegnato .

“Figure 8” di Elliott Smith: credo che Elliott Smith sia la sintesi perfetta tra John Lennon e Nick Drake, come potrei non amarlo alla follia?

E in conclusione “White Album” dei The Beatles, un capolavoro assoluto.

… e la top 5 degli artisti che ti hanno principalmente influenzato?

Massimo Troisi, John Fante, John Lennon, Pino Daniele, Nick Drake , Elliott Smith.

A Claudio va un sentito ringraziamento da parte della redazione di MentiSommerse.it

Intervista realizzata da Corrado Parlati

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