La sera come imbrunire dell’esistenza tra le stelle della speranza

La parola che analizziamo oggi è la parola “sera”. Le sue origini si riferiscono al latino tardo (da “sēra”, ossia “giorno tardo”) ed è un termine di solito utilizzato per indicare la parte conclusiva di una giornata a partire orientativamente dal tramonto, i cui orari possono cambiare a seconda della stagione e fare in modo che essa sia più lunga o più breve. Ovviamente, tralasciando l’accezione puramente astronomica, sono vari i significati che le vengono attribuiti in particolare in chiave simbolica.

Ad esempio, può essere vista come un momento di riflessione personale e di introspezione in cui meditiamo e ragioniamo su quanto accaduto, stando lontani dalla frenesia e dalla concitazione del giorno. È un po’ come osservare la fotografia appena scattata. Solo dopo aver immortalato un istante ci troviamo a giudicarlo e a renderci conto se abbiamo scattato una foto degna di essere conservata oppure no. Lo stesso facciamo al termine di una qualsiasi giornata.

Sicuramente la sera può indicare, oltre che la conclusione di una giornata, anche la fase calante della vita, ossia la vecchiaia. Rappresenta un momento distante dalla felicità e dalla spensieratezza di un tempo, a causa dei normali risvolti della nostra esistenza. È un po’ lo stesso concetto espresso dalle stagioni. L’estate è, senza dubbio, sinonimo di giovinezza e di gioia, forza e vitalità. L’inverno, al contrario, evidenzia principalmente quanto più vicino ci possa essere all’imbrunire della propria vita. Ragionando in quest’ottica, il ricollegamento tra stagioni e giorni è diretto. Se immaginiamo la stagione estiva come gli anni fertili, possiamo subito notare come le ore di luce, così come i momenti felici, siano superiore a quelle di buio, ossia i momenti di sconforto. Al contrario, in inverno, sono le ore di buio ad essere superiori, segno che di momenti felici ce ne sono senza dubbio di meno.

Oppure, possiamo parlare di sera riferendoci semplicemente ad un periodo o un momento difficile del nostro percorso e non per forza all’anzianità. Infatti, ciascuno di noi, a prescindere dall’età, affronta degli ostacoli sul suo cammino. In questo caso, l’alba e la nascita di un nuovo giorno sono l’espressione del superamento di ciò che ci ha fatto soffrire e simboleggiano una rinascita o un nuovo inizio. Che sia necessario poco o molto tempo, prima o poi quell’alba che tanto aspettiamo arriverà e ciò che abbiamo vissuto sarà solo un brutto ricordo, come scrive il poeta libanese Khalil Gibran in una delle sue più famose citazioni: “Nulla impedirà al sole di sorgere ancora, nemmeno la notte più buia. Perché oltre la nera cortina della notte c’è un’alba che ci aspetta.” Sinonimo di grande forza e speranza, questa frase riassume nel migliore dei modi quanto detto. Così come Gibran, sono molteplici le testimonianze poetiche legate a questo concetto. Che venga vista come un momento di riflessione, un momento buio, di solitudine o come fase ascendente della vita, sono stati tanti i poeti autori di opere in tal senso. Basti pensare ad Ugo Foscolo con “Alla sera”, a Salvatore Quasimodo con “Ed è subito sera”, oppure a Giuseppe Ungaretti con “Sera”. Tutto ciò ad indicare quanto importante ed influente sia stata essa per alcuni dei più famosi esponenti della letteratura italiana.

È importante, però, dare a questo termine ciò che gli spetta e non ridurne l’accezione prevalentemente a qualcosa di negativo. Infatti, dai periodi difficili e dalle esperienze che ci segnano impariamo molto e rappresentano un bastone che ci dà la forza per andare avanti nel nostro cammino. Sono utili per crescere e maturare e sarebbe errato, dunque, leggere il tutto solo in chiave negativa. Anche perché, è vero che il giorno è illuminato dal sole, ma la sera, pur essendo buia, ci offre uno spettacolo che le ore di luce non potrebbero mai darci e cioè quello delle stelle e della luna. Immaginiamo le prime come ciò che rende magica la sera e paragoniamole al miglioramento e alla crescita che subiamo di fronte le difficoltà. Lo stesso facciamo per la luna, così magica da rendere romantica anche la notte più buia e così luminosa da schiarire anche i pensieri più cupi. Ebbene, ci basterà paragonare la luna al calore e all’affetto delle persone a noi care che ci supportano e ci stanno vicine nel momento del bisogno per capire che, in effetti, non esiste buio così forte da sopprimere la luce della speranza ma, al contrario, esiste una luce tanto grande da ridurre e sminuire l’oscurità della sofferenza.

Luciano Goglia

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