MentiSommerse.it

L'arte ci rende immortali

Festival di Cannes 2018, i vincitori: favola e cruda realtà premiano l’Italia

Si è conclusa la settimana del Festival di Cannes che ha visto alternarsi alla Croisette grandi star e film d’autore per una 71° edizione più fiacca rispetto alla precedente, ma che ha saputo comunque donare le meritate soddisfazioni.

Se non altro può sicuramente considerarsi soddisfatta l’Italia che riesce, grazie al “Lazzaro Felice” di Alice Rohrwacher e al “Dogman” di Matteo Garrone, ad aggiudicarsi due Palme d’Oro, rispettivamente per la sceneggiatura (in ex-aequo con Nader Saeivar e Jafar Panahi per “3 Faces”) e per il migliore attore, oltre che il premio Label Europa Cinémas alla Quinzaine des Réalisateurs assegnato alla commedia “Troppa Grazia” di Gianni Zanasi.

Premi decisamente ben meritati e assegnati ad hoc quelli ai due film italiani presentati in concorso, che riscattano in un certo senso l’assenza italiana alla 70° edizione e anche un possibile modesto riscontro con il pubblico: se, infatti, “Dogman” di Garrone ha buone possibilità di incontrare il gusto del pubblico e stuzzicarne l’interesse, il discorso si complica per il film di Alice Rohrwacher.

“Lazzaro liberato” è, infatti, una favola e come tutte le favole ha un impianto alquanto visionario: il buon protagonista che viene sottoposto alle crudeltà del mondo e che, nonostante ciò, non perde la sua nobiltà d’animo. Tempo e spazio sono sospesi: non vi è alcuna determinazione di dove i protagonisti si trovino effettivamente, né del tempo preciso in cui vivono, sospendendo l’azione in un luogo a sé, dove non ci sono contaminazioni esterne. In questo senso, il premio alla sceneggiatura è perfetto, perché è proprio la sceneggiatura che caratterizza il film più di tutto il resto.

Opposto al clima quasi etereo di “Lazzaro liberato” è “Dogman”, che della favola non ha proprio nulla.

Liberamente ispirato alla vicenda di cronaca del Canaro della Magliana, il film racconta attraverso il suo protagonista Marcello la decadenza della società di periferia dove a vigere è la legge del più forte, almeno fin quando Marcello non decide di agire e ribellarsi ai soprusi e alle sopraffazioni che sono la normalità del quartiere. Anche qui il premio al miglior attore protagonista Marcello Fonte è quanto mai cangiante: è Marcello il centro di tutto il film che, non a caso, usa come titolo proprio la sua persona.

Messo da parte l’orgoglio italiano per i premi conquistati, è necessario anche parlare degli altri premi assegnati.

La Palma d’Oro per il miglior film è andata al giapponese “Un affare di famiglia” (cui titolo originale è “Shoplifters”) di Hirokazu Kore-eda, in cui è protagonista una famiglia non di sangue, ma di scelta.

Il premio Grand Prix è stato invece assegnanto a Spike Lee per il suo “BlacKkKlansmann”, dove il detective di colore Ron Stallworth riesce ad infiltrarsi tra i membri del Ku Klux Klan.

Il premio della giuria è andato a “Capharnaum” di Nadine Labaki che racconta di un ragazzino dodicenne fa causa alla sua famiglia, accusandola di averlo messo al mondo.

La migliore attrice protagonista è stata Samal Yeslyamova nel film “Ayka”, dove interpreta una donna costretta a lavorare illegalmente in Russia in condizioni quasi di schiavitù per pagare un debito e che è anche costretta a rinunciare ad un figlio che abbandona subito dopo aver partorito.

Restiamo in territorio sovietico con il premio per la miglior regia attribuito a Pawel Pawlikowski per il suo “Cold War”, dove una coppia di amanti vive il proprio amore sullo sfondo della Guerra Fredda.

La miglior opera prima è stata “Girl” di Lukas Dhont che si occupa di un tema affrontato recentemente nelle sale: una ragazzina sta affrontando il suo percorso di transizione in età preadolescenziale per coronare il suo sogno di diventare una ballerina.

Palma d’Oro speciale a Jean-Luc Godard con il suo “Le livre d’image” dove lo storico regista francese racconta il mondo attraverso le immagini del cinema.

Il cortometraggio premiato è stato, infine, “Toutes ces créatures” di Charles William

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *