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Harry Potte e L’Ordine Della Fenice: curiosità tra pagine e trasposizione cinematografica

L’Ordine della Fenice è il quinto capitolo della saga di Harry Potter che nel 2003 nei paesi anglofoni ha scalato le classifiche dei best seller vendendo oltre 5 milioni di copie dopo 24 ore dall’uscita.
Della collana è il libro con più pagine con ben 807 nella versione italiana eppure da esso è stato tratto il secondo film più breve: durante la fase di montaggio a David Yates fu chiesto di ridurre la durata del film che superava le 3 ore!
Soffermiamoci ora sulle curiosità riguardanti il libro della saga.
Per descrivere Harry in preda alle crisi adolescenziali l‘autrice si è rifatta agli studenti della sorella e se stessa da ragazza. Infatti dobbiamo ricordare che J.K.Rowling è stata un’insegnante e ciò si evince anche dal fatto che Harry Potter è pieno di rimandi al sistema scolastico britannico, in particolare nel quinto libro. Infatti fra i tardi anni ’80 e i primi anni ’90, i ragazzi di sedici anni sostenevano un esame chiamato Livello Ordinario (O-Level) per quasi tutte le materie e per le quali ricevevano il Certificato di Educazione Generale, che corrisponde in Harry Potter al Giudizio Unico per Fattucchieri Ordinari (G.U.F.O.). Coloro che volevano andare all’università frequentavano due anni in più, per poi terminare gli studi con l’esame di Livello Avanzato (A-Level), equivalente del M.A.G.O. (Magie Avanzate Grado Ottimale) a Hogwarts.
Nella stesura iniziale la Umbridge si chiamava Elvira e non Dolores che sicuramente rende meglio l’oscuro personaggio. Pensate che in una recensione su Harry Potter e l’Ordine della Fenice per Entertainment Weekly, Stephen King considera la professoressa Umbridge la miglior cattiva immaginaria dai tempi di Hannibal Lecter! Tuttavia nel film hanno rincarato la dose poiché del romanzo la Umbridge diffonde “solo” 25 decreti didattici rispetto ai 100 della pellicola.
L’autrice nella scelta dei nomi della famiglia Black ha scelto nomi che richiamano astri come Sirius, Regulus, Andromeda, Arcturus, Bellatrix e Cygnusn. In riferimento al primo, la scelta di far morire Sirius è stata difficile per la Rowling tanto che, dopo averla scritta, scoppiò a piangere per le fanfiction che trovò sul web e che dimostravano il profondo affetto dei fans per il personaggio. Tuttavia secondo la scrittrice questa morte era dovuta: infatti Harry deve proseguire da solo la propria missione e un padrino sarebbe stato un sostegno troppo grande. Originariamente la morte di Sirius Black avrebbe dovuto seguire il libro, in cui Bellatrix lo colpisce dritto nel petto con un incantesimo sconosciuto (molto probabilmente uno Schiantesimo), che lo fa inciampare e cadere nell’Arco della morte ma nel film la sequenza fu tagliata per la lunghezza. Una parte della morte originale rimane nel montaggio finale: quando viene colpito dalla maledizione che uccide, Sirius sembra irrigidirsi, per poi essere risucchiato dal portale.
Nelle prime versioni del racconto, anche Arthur Weasley sarebbe dovuto morire per mano di Voldemort per attirare Harry nel Dipartimento Misteri. J.K.Rowling alla fine decise di salvare Weasley nonostante la grave ferita. Successivamente pensò di nuovo di eliminare, nell’ultimo libro della saga, il padre di Ron ma la Rowling cambiò ancora idea in quanto era l’unico personaggio rimasto più vicino al ruolo di padre per Harry e quindi sarebbe stata una perdita troppo grave.
La prima edizione italiana a pagina 120 presentava un grave errore: si legge di un “pesante lucchetto che non riuscivano ad aprire” ma locket in inglese significa “medaglione” ance perché “lucchetto” è padlock: per questo motivo al lettore viene a mancare uno degli indizi fondamentali lasciati dall’autrice per ricostruire un collegamento fondamentale col sesto libro, dove si parla del medaglione di Salazar Serpeverde, uno degli Horcrux di Voldemort. Lo sbaglio è talmente grave per la trama dell’intera saga che nelle edizioni successive verrà corretto.
Nella versione americana dei libri sono presenti in un’immagine le firme di Harry, Ron e Hermione sulla pergamena dell’ES e le stesse sono utilizzate nella scena del film.
Passando al grande schermo, la regia del film (uscito nel 2007) è di David Yates che compare in un ritratto di un mago verso la fine del film. L’unico film a non avere una sceneggiatura firmata da Steve Kloves, ma da Michael Goldenberg e, Assieme alla Camera dei Segreti, l’unico film a non essere candidato ad un Oscar. Tuttavia è il primo film di Harry Potter a uscire in IMAX 3D.
Il set più costoso fu quello del Ministero della Magia, poi riutilizzato per Harry Potter e i Doni della Morte: Parte 1 mentre la Sala delle Profezie fu il primo set completamente creato in digitale in quanto sarebbe stato troppo costoso con le 15.000 sfere di cristallo necessarie.
Per un momento durante la pre-produzione si pensò di girare il film a Praga grazie agli incentivi economici, ma alla fine si decise di no.
I produttori ebbero molti problemi per gli effetti speciali, in particolare non riuscirono a trovare una soluzione per la resa ottimale del personaggio di Grop. Dopo diversi mesi trascorsi a realizzare il personaggio, al team dietro gli effetti visivi fu chiesto di ripartire da zero perché il design del gigante non convinceva Yates e la produzione.
Sicuramente però la critica più diffusa è per la parte del film dove Harry vede Voldemort alla stazione del treno vestito come un babbano, ritenendo che il cattivo della saga non avrebbe mai fatto una cosa del genere. Il regista David Yates e il produttore David Heyman difesero la scena, anche se sotto due punti di vista differenti: Yates spiegò che era un modo per minacciare Harry, come se Voldemort fosse stato capace di apparire improvvisamente fra una folla di babbani ignari del pericolo. Heyman rivelò, d’altro canto, che era frutto dell’immaginazione del protagonista, simbolizzando così il controllo mentale di Voldemort su Harry.
La scena mancante che invece è tanto desiderata dai fan è quella al St Mungo in cui il trio avrebbe dovuto incontrare il professor Allock e soprattutto i genitori di Neville. Kenneth Branagh sarebbe dovuto tornare nel ruolo di Gideroy Allock in questo breve cameo proprio come nel libro ma la scena fu tagliata a causa dei ritmi di lavoro e del budget del film, poiché sarebbe stato necessario costruire un set ex novo.
Nella bozza iniziale del copione Kreacher non c’era ma J.K. Rowling insistette per inserirlo (con due scene e solo a riprese quasi terminate) in modo da evitare problemi per i film futuri (come Harry Potter e i Doni della Morte: Parte 1).
Personaggio che trova spazio nell’Odine della Fenice in tutta la sua bellezza ma soprattutto stranezza è Luna Lovegood. Evanna Lynch vinse il ruolo battendo 15.000 ragazze ai provini e quando David Heyman iniziò a visionare i provini delle 29 finaliste, arrivato a quello di Evanna si fermò e disse: “Abbiamo trovato Luna“. Non a caso gli orecchini a ravanello che indossa Luna furono proprio opera di Evanna Lynch!
Dal momento che il film avrebbe necessitato di tantissime scene di battaglia, il coreografo Paul Harris fu ingaggiato per studiare una vera e propria coreografia per il lancio di incantesimi e insegnò agli attori 5 movimenti principali, che ognuno di loro adattò al proprio personaggio. Tuttavia non è mancato un “incidente di percorso”: durante le riprese del Ministero della Magia, Matthew Lewis si perforò un timpano dopo aver spostato accidentalmente la testa verso la bacchetta impugnata e puntata su di lui da Helena Boham Carter. Lewis rimase sordo per qualche giorno dopo l’incidente, ma in seguito ci rise su nelle interviste.
Helen McCrory fu in origine scritturata proprio per interpretare Bellatrix Lestrange ma a causa della gravidanza dovette abbandonare il ruolo per poi vestire nel sesto film il ruolo di Narcissa Malfoy.
Invece fu l’attrice Anna Friel, all’epoca compagna David Thewlis (Lupin), a proporsi per  interpretare Ninfadora Tonks, ma i produttori decisero di affidare la parte a Natalia Tena. Inoltre ritroviamo una Tonks sul grande schermo con i capelli viola e non rosa perché i produttori volevano associare questo colore solamente alla Umbridge.
A proposito di quest’ultima, anche se interpretano due personaggi in conflitto (la Cooman e la Umbridge) Emma Thompson e Imelda Staunton sono grandi amiche, sono apparse insieme in numerosi film (tra cui Tata Matilda) e vivono nello stesso quartiere.
A Daniel Radcliffe venne l’idea di omaggiare il professor Lupin indossando lo stesso tipo di abiti durante le lezioni con l’Esercito di Silente e al regista piacque molto l’idea tanto da attuarla.
Del resto anche per la scena in cui Harry, Ron e Hermione parlano del primo bacio di Harry con Cho e i tre scoppiano a ridere è una papera che il regista decise di usare nel montaggio finale.
Altra curiosità particolare si ha nella scena in cui Sirius raggiunge Harry nella stanza dell’albero genealogico dei Black: nella parte più bassa a sinistra della porta si intravede il logo della Starbucks ma la “sirena a due code” è stata aggiunta per armonizzare l’ambiente indossando però una corona e impugnando entrambe le pinne verso l’alto proprio come il marchio. Per fare questa scena il regista David Heyman fece qualche domanda a J.K. Rowling che, di tutta risposta, mandò un quadro dettagliato con oltre 70 nomi della famiglia di Sirius… La solita Zia J.!
Non mancarono le solite scaramucce dei ragazzi (e del solitoRupert!). Durante le riprese Alan Rickman vietò a Matthew Lewis e a Rupert Grint di avvicinarsi più di 5 metri alla sua nuova BMW perché durante le riprese del Calice di Fuoco i due avevano rovesciato un frullato nella sua auto.
Momento difficile invece fu vissuto da Emma Watson: fu solo dopo il completamento del quinto film che considerò seriamente di abbandonare il franchise di Harry Potter ma mantenne il ruolo perché non poteva sopportare l’idea di “vedere i film fatti senza di lei”.
Come accadde per molti film, anche per l’Ordine della Fenice molti fan di Harry Potter andarono al cinema, in questo caso a vedere Happy Feet, solamente per assistere al teaser trailer del film al cinema. Possiamo dire che questo è sicuramente una delle pellicole più criticate, nonostante l’evidente e incondizionato amore che i fan dimostrarono dato i soliti incassi da record.
Sono sicura che anche voi, fidati lettori, non mi deludere per il prossimo appuntamento con Harry Potter e Il principe Mezzosangue e tutte le curiosità più strane e divertenti solo per voi.

“Qualcosa sta cambiando fuori. Arriva una tempesta Harry, come l’ultima volta.”
Nella Sepe

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