Eurovision Song Contest 2018: chi è Netta Barzilai

Si è tenuta sabato la finale dello show musicale più seguito al mondo, ovvero l’Eurovision Song Contest. Nella bella cornice della Altice Arena di Lisbona 26 artisti provenienti da altrettanti diversi Paesi si sono sfidati a suon di canzoni, con l’obiettivo di vincere l’ambito microfono di cristallo e poter ospitare la manifestazione nel 2019.

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A trionfare è stata, senza eccessiva sorpresa, la cantante e dj Netta Barzilai con la sua originale canzone “Toy” ( qui il link della sua esibizione in finale https://youtu.be/84LBjXaeKk4), che gareggiava per Israele. Il brano è un inno femminista, un manifesto del “girl power” che punta il dito verso gli uomini (definiti stupidi) che trattano le donne come fossero oggetti. Esemplare in tal senso è l’orecchiabile ritornello che recita “I’m not you toy, you stupid boy”. Ed è proprio questo il punto di forza del brano: nonostante una tematica importante e quanto mai attuale (vedi movimento “me too”), Netta calca la mano sull’ironia, sia a livello musicale che scenico. Se da un lato si spinge sull’indipendenza della donna sull’uomo, dall’altro si balla come un pollo fregandosene degli stereotipi di bellezza, grazia e femminilità a cui si è abituati. E chi meglio di Netta poteva veicolare un tale messaggio?

La cantante, 25 anni, nata vicino a Tel Aviv, è infatti un esempio di ciò che è possibile definire una “donna fuori dagli schemi”: taglia oversize, look eccentrico, sguardo furbo e, non meno importante, talento pazzesco dotato di una voce strepitosa e un’ottima padronanza della loop station.

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Eppure, nonostante la spiccata indole artistica, Netta ha trascorso una vita senza dubbio particolare: ha vissuto infatti per ben 4 anni in Nigeria ed è stata volontaria nell’esercito israeliano per ben 6 anni. Inoltre ha svolto numerosi lavori, dalla cameriera alla maestra d’asilo. Insomma, parafrasando e adattando una vecchia pubblicità “per una donna che non deve chiedere mai”.

Come da tradizione dell’Eurovision, sarà dunque l’Israele ad ospitare l’evento l’anno prossimo e, senza alcuna attesa, è stata già annunciata Gerusalemme come città: una scelta senza dubbio simbolica, specie alla luce delle recenti vicende di cronaca, che non è stata accolta positivamente da tutti gli addetti ai lavori, che avrebbero magari preferito una ben più “occidentale” Tel Aviv. Anche il presidente Netanyahu si è detto orgoglioso della vittoria della Barzilai e ha confermato la sede in cui si terrà la kermesse a maggio 2019.

Per quanto riguarda infine gli altri 25 partecipanti alla gara di quest’anno, spiccano i nostri rappresentanti Ermal Meta e Fabrizio Moro con la loro “Non mi avete fatto niente”: nonostante un discutibile 17esimo posto assegnato dalle giurie, il duo è riuscito a posizionarsi infatti al quinto posto complessivo grazie a un sorprendente terzo posto fornito dal televoto, che ha premiato sicuramente il testo importante del brano. A completare le posizioni di spicco troviamo poi:

– Eleni Foureira per Cipro con la sua “Fuego”, seconda,

– Cesar Sampson per l’Austria con “Ain’t nobody but you”, terzo

– Michael Schulte con “You let me walk alone” per la Germania, quarto

Lo spettacolo è stato senza dubbio strepitoso, confermandosi probabilmente come il più interessante del mondo nell’ambito musicale, seguito da oltre 200 milioni di persone. Nonostante ciò, in Italia pare ancora un po’ ignorato dalla maggioranza, passando quasi sempre in sordina rispetto ad altre trasmissioni di dubbia qualità che si tengono nello stesso giorno. In ogni caso l’evento quest’anno è stato seguito nel nostro Paese da oltre 3 milioni di telespettatori, un buon bottino per un programma non particolarmente pubblicizzato. Non ci resta che aspettare qualche mese per scoprire i primi cantanti annunciati per la prossima edizione e un anno per tornare a godere di un evento così interessante, con la speranza che, in poco tempo, l’Italia possa tornare a vincere.

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Una risposta

  1. Marco Giangrande, thanks! And thanks for sharing your great posts every week!

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