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Tra sacro e profano: il Met Gala 2018

Ore 7.30, Martedì 8 Maggio 2018 – Suona la sveglia e, come al solito, la prima cosa che faccio è il giro dei social (lo so che non dovrei, che controllare i social appena svegli non si fa, ma non ditemi che voi non lo fate sistematicamente che non vi credo!).

Comunque, tornando a noi: mi sveglio, vado su Instagram e mi compare davanti una foto della papessa Rihanna e penso “Vabbé come al solito vuole essere fuori dalle righe, ma farsi accusare dal Vaticano per blasfemia mi sembra un po’ troppo!”.
E invece, continuo a scorrere la home e scopro che non è l’unica, iniziano a comparire foto su foto di 
celebrities con ali, croci, rosari e paramenti cristiani.

Ma cosa è successo davvero?
La notte prima (ora italiana) c’era stato il 
Met Gala al Metropolitan Museum di New Yorke quelle foto che invadevano il mio account Instagram erano del red carpet dell’evento.

Quelli vestiti da emissari del Vaticano non erano star in piena crisi mistica ma gli invitati alla serata di gala.

Sfoggiavano abiti liberamente ispirati al tema della serata ma, soprattutto, al tema della mostra Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination tenuta nell’area dedicata alla storia del costume del museo, il New York Costume Institute del Metropolitan Museum of Art.

Piccola parentesi sulla mostra
L’esposizione si concentra sul rapporto tra la moda e l’immaginario cattolico. L’organizzatrice 
Anna Wintour (potentissima direttrice di Vogue America), è approdata di persona al Vaticano e insieme al curatore della mostra Andrew Bolton – con un mix di fatica, ostinazione, innumerevoli email e lettere scritte a mano senza ricevere risposta – hanno convinto le gerarchie ecclesiastiche a farsi prestare loro i preziosi paramenti storici per allestire quella che al momento è una delle più gradi mostre che il New York Costume Institute abbia mai visto. Nonostante l’accezione sacra di questi abiti, secondo la direttrice, rappresentano comunque lo specchio dei tempi e la cultura nella quale sono stati realizzati e perciò fanno parte della storia del costume.

L’esposizione sarà aperta ai visitatori fino all’8 Ottobre.

Ma ora torniamo all’evento…

Cos’è il Met Gala?
Il Met Gala è per il mondo della moda, giusto per rendere l’idea dell’importanza, come l’Oscar per il cinema o i Grammy per la musica. Essenzialmente è una 
serata di beneficenza organizzata  per raccogliere fondi per l’area dedicata alla storia del costume del Metropolitan Museum of Art, si inaugura la mostra e si permette agli invitati di visitarla in anteprima.

Inoltre, è organizzata una cena e durante la serata c’è l’esibizione di una star: stupefacente, grazie alle stories su Instagram di tutti i presenti in adorazione, l’esibizione di quest’anno di Madonna. Incappucciata ha cantato “Like a prayer” e il remake del brano “Hallelujah”, decisamente in linea con il tema della serata considerando che Madonna col suo rapporto con la santità ci ha costruito un’intera carriera!

Ok quindi andiamo al prossimo Met Gala?
Beh, prima di tutto c’è da dire che per accedere al Met Gala dovremmo conoscere la padrona di casa, Anna Wintour (cosa abbastanza difficile, ma non impossibile!), e convincerla ad
 inserirci nella ristretta lista di invitati (quest’anno 600, l’anno scorso 550!) oppure dovremmo cercare di assicurarci dei biglietti al modico costo di 30 mila dollari l’uno e 275 mila dollari per un tavolo.
Inoltre c’è il tassativo obbligo alla 
riservatezza: non pubblicare niente che possa ricondurre al Met Gala sui social in tempo reale, nemmeno un selfie in bagno con le amiche!

Il red carpet: cosa mi è piaciuto e cosa proprio no!
Il Met Gala è “l’Oscar della moda”, pertanto è l’occasione in cui tutti i designer danno libero sfogo alla propria creatività facendo sfilare sul red carpet creazioni di alta moda. Infatti si sono visti abiti sontuosi, ricchi ed elaboratissimi.

L’abito più bello è stato senza ombra di dubbio quello indossato da Blake LivelyUna vera opera d’arte firmata Versace, un abito sartoriale in stile barocco italiano: un corpetto dorato elaboratissimo omaggio alle colonne ritorte del Seicento, una gonna lunga aderente con pannelli trasparenti ai lati sovrastata da uno strascico lunghissimo di metri di tessuto rosso cremisi, il tutto ricco di ricami dorati e rubini incastonati È stato calcolato che per la realizzazione dell’abito sono state impiegate 600 ore di lavoro! A completare il look stupefacente, i gioielli: un’aureola a raggiera composta da lastre d’oro e cristalli e anelli vistosi, orecchini di smeraldi e gioielli a catena come bracciale.

Indimenticabile Rihanna, versione papessa che nell’immaginario è diventata il simbolo del Met Gala, con un abito di John Galliano per Maison Margiela, ricco di pietre preziose e perle ricamante. Per i ben informati la mitra indossata da Rihanna è stato un prestito alla star del cardinale Dolan di New York.

Gioielli importanti  ricoprono testa e spalle di Priyanka Chopra, per Ralph Lauren, contrastando la semplicità della linea dell’abito stretto, lungo e con mantello, donandole un aspetto da moderna crociata.

Grintosa J.Lo, con un abito lungo molto sexy Balmain, ricco di pietre ricamate a formare una croce al centro del petto e uno spacco vertiginoso. Sarà messo all’asta dalla maison per una raccolta di beneficenza per la lotta all’AIDS.

Dulcis in fundo,  Anna Wintour, dalla direttrice di Vogue America non potevamo che aspettarci qualcosa di molto sobrio, pulito e al contempo raffinato. In bianco, con un ricco ricamo di pietre preziose sulle spalle, strizzava l’occhio ad un abito papale, firmato da Karl Lagerfeld per Chanel.

Devo ammettere che gli abiti che non mi sono piaciuti sono davvero pochi: non ho particolarmente apprezzato chi non si è adeguato al tema della serata o chi ha osato poco.

Spettacolare Katy Perryin Versace: il miniabito dorato, per niente eccezionale, è passato inosservato in quanto l’attenzione di tutti era focalizzata sulle sue gigantesche ali da angelo.

Infine, Sarah Jessica Parker, con un abito firmato Dolce&Gabbana. Sontuoso, dorato, con cuori rossi ricamati, con uno strascico lunghissimo. Tutto molto bello se non fosse stato per il suo copricapo: una sorta di altarino al centro del quale era posto un presepe napoletano.

Ma al di là dei gusti personali, il Met Gala 2018 è stato un evento che non è passato di certo inosservatosia per la sontuosità degli abiti sia per le critiche dei più bacchettoni riguardo la scelta del tema che lo hanno accompagnato.

Sicuramente la mostra beneficerà del clamore che ha suscitato l’evento. E quindi che dire: anche stavolta Anna Wintour ha dimostrato di essere capace di far parlare di se e delle sue iniziative monopolizzando l’attenzione del mondo sacro e profano.

Anna Vollono

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