Il desiderio: una finestra sul cuore del nostro essere

La parola che analizziamo oggi è la parola “desiderio”. Esso rappresenta l’istinto di veder realizzata la propria volontà e di dare ascolto ad un bisogno interiore. Ognuno di noi fa della sua esistenza un desiderio continuo. Ce ne sono di grandi, piccoli, prossimi, futuri, realizzabili o impossibili, ma non esiste essere umano che non ne abbia uno. Il desiderio esprime la manifestazione spontanea dei nostri impulsi, di quel che proviamo e sentiamo. Ciò viene sottolineato anche dalla stessa etimologia del termine, prettamente di origine latina. È un vocabolo composto dalla preposizione “de-”, che in latino ha sempre un’accezione negativa, e da “sidus” che significa “stella”. Desiderare significa, quindi, letteralmente, “mancanza di stelle”, nel senso di “avvertire la mancanza delle stelle”, di quei buoni presagi e dei buoni auspici. Dunque, questo verbo ha assunto anche il valore corrente, inteso come percezione di una mancanza e, di conseguenza, come sentimento di ricerca appassionata.

Non è facile capire cosa porti i desideri a prendere vita. Forse il senso di continua insoddisfazione e di voler raggiungere sempre qualcosa di nuovo che ci faccia sentire appagati, oppure di trovare quella felicità, se pur alle volte effimera e relativa, nel loro verificarsi. O forse è una diretta conseguenza della nostra vita. L’essere umano trascorre la sua intera esistenza in una condizione di continuo cambiamento soprattutto a livello interiore e, ovviamente, di fronte al mutare e all’evolversi del suo percorso, si modellano i desideri e i suoi istinti.

Un concetto che potrebbe sembrare simile a quello di desiderio è sicuramente quello di sogno. Due diversi modi di rappresentare la volontà di realizzare un ideale o raggiungere un traguardo che non devono però essere confusi tra di loro. Infatti il sogno, a differenza del desiderio, è senza dubbio un qualcosa di più unico e caratteristico e che tende a subire meno cambiamenti rispetto a quest’ultimo. Un sogno resta tale anche con il passare del tempo ed ha un’impronta più forte, decisa e determinata. Il desiderio, al contrario, è soggetto maggiormente allo scorrere del tempo ed è vulnerabile alle condizioni in cui ci si trova. Inoltre, mentre il primo dipende maggiormente dal soggetto, il secondo se ne discosta in maniera più decisa e il suo verificarsi tende ad avvicinarsi prevalentemente a fattori esterni e non sempre l’individuo solo con la sua volontà è in grado di realizzarlo. Può sembrare banale, ma ciò trova conferma in alcuni eventi che si ricollegano ad esso. Pensiamo ad esempio allo spegnere le candeline il giorno del proprio compleanno oppure al passaggio di una stella cadente. In queste occasioni, la prima cosa che si fa è proprio quella di esprimere un desiderio. Ciò avviene forse allo scopo di sentirlo più vicino a noi e magari più plausibile e, dunque, lo si riporta a determinati momenti che hanno una certa importanza come un compleanno o il vedere una stella cadente, cosa che non capita tutti i giorni. È un cercare di dare concretezza a ciò che non abbiamo.

Sulla base di quanto è stato detto, è opportuno riflettere sull’importanza che i desideri rivestono nella nostra vita. Essi sono una finestra che ci permette di evadere dalla quotidianità e osservare quello che più vorremmo vedere. Sono la più limpida espressione del nostro inconscio e rappresentano la manifestazione di chi siamo, chi siamo stati e chi vorremmo essere. I desideri, se realizzati, sono l’abito che rende perfetta quella serata che, come la vita, anche con un altro vestito, vivremmo lo stesso, ma che forse, con l’abito giusto, ha tutto un altro significato.

Luciano Goglia

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