I Fiordalisi – Creatura d’acqua e di foglie

Quello che più mi colpisce della poetica di Carla Malerba è la sensibilità, il tocco leggero e garbato con cui affronta tematiche anche sofferte, legate alle dinamiche familiari e ai rapporti più profondi che siamo in grado di intessere nel corso della nostra vita. Ve ne accorgerete anche voi leggendo alcuni versi estratti dalla sua raccolta Creatura d’acqua e di foglie (Edizioni Calosci 2001), esempio toccante di grande umanità che si fa poesia.

 

Creatura d’acqua e di foglie, Edizioni Calosci 2001.

 

Balcone (1989)

L’odor salmastro

si spargeva largo

per le strade

gialle di luce.

Quella la casa,

quello il mio villaggio

e sul balcone

tu, la mamma ed io,

mentre sale

dalle vie deserte

un canto

per le sere infinite

che verranno.

 

Mio padre è come un fiore di serra (1999)

Mio padre è come un fiore di serra

Perché non teme più

Il vento

O il sole o la pioggia.

Io lo guardo

Ogni mattina

Per vedere

Se petali e corolla

Sono sciupati,

perché la sua pelle

è come pergamena,

con tante venature,

e il suo capo liscio

ha intorno

una lanugine infantile

che par fiorita

questa notte.

Deserta è la terra (1999)

Quando i figli restano soli

deserta è la terra.

 

Io poggiavo la fronte

sulle tue scarne ginocchia

e sentivo il tocco leggero

della tua mano

sui miei capelli.

 

Ora la notte

scruto le stelle

per vedere

se due, almeno due,

hanno una luce diversa,

una luce fatta parola

che spezzi

il peso dell’eternità,

che mostri

il segno cercato,

il filo d’amore

mai spezzato

tra chi resta e chi parte.

 

Carla Malerba ha insegnato Lettere nelle scuole Superiori a indirizzo tecnico di Arezzo, sua città di adozione. Nata in Africa compone poesie fin da giovanissima, ma ha cominciato a pubblicare la sua prima raccolta dal titolo “Luci e ombre” nel 1999, seguita nel 2001 da “Creatura d’acqua e di foglie”. In esse i temi della perdita e del dolore si fanno pressanti anche se, a tratti, la memoria assume una funzione salvifica. Nel 2010 con la raccolta “Di terre straniere” la poetessa rivela in alcune liriche la nostalgia per la sua infanzia africana, mentre in “Vita di una donna” (2015) riprende i temi del viaggio esistenziale e degli affetti.

 

Alessandra Corbetta

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