Sua maestà Didier Drogba: l’uomo della provvidenza

Londra, febbraio 2012, dopo un inizio di stagione tribolato, all’indomani della sconfitta in Champions nella gara d’andata contro il Napoli , il Chelsea F.C. solleva Andrè Villas-Boas dall’incarico di allenatore. Al suo posto subentra l’italiano Roberto di Matteo per traghettare la squadra sino al termine della stagione.

Stiamo parlando di Didier Drogba, attaccante  Ivoriano in forza alla squadra Londinese, è quello che soffre più di tutti il difficile avvio di stagione con l’allenatore Portoghese, complice il continuo ballottaggio con Fernando Torres. Difficoltà nel segnare, difficoltà nell’essere fulcro di questa squadra sono solo alcuni dei problemi che lo attanagliano. Molti addetti ai lavori tuonano di un giocatore ormai sul viale del tramonto, molti tabloid parlano di un suo imminente addio a fine stagione, in tanti ormai lo danno per finito. Ma con l’avvento del nuovo allenatore qualcosa sembra cambiare, qualcosa di nuovo per lui ed i suoi compagni sembra essere nell’aria. Come se quella squadra brutta, poco organizzata, con problemi di spogliatoio , avesse ceduto il passo ad una squadra compatta, coesa, cinica ,capace di credere in se stessa e nei propri mezzi, capace di valorizzare al massimo il proprio centravanti. Pronti-via, il Chelsea riesce a ribaltare il 3-1 della gara d’andata superando i partenopei allo Stamford Bridge per 4-1 dopo i tempi supplementari con un goal dell’ivoriano. Sarà solo il preludio ad un finale di stagione scoppiettante per i blues ed il proprio numero undici.

Da quella partita Didier torna a segnare con regolarità, mettendo a tacere tutti coloro che fino a qualche tempo prima non credevano più in lui : gol al Barcellona,che consente alla propria squadra di raggiungere la finale, mentre il  5 maggio mette a referto il secondo dei due gol con cui il Chelsea batte per 2-1 il Liverpool e vince la FA Cup. Ma il punto più alto della sua carriera lo toccherà il 19 maggio , giorno della finale di Champions  all’Allianz Arena contro il Bayern Monaco, squadra padrone di casa e super favorita complici le assenze in casa Chelsea di Malouda, John Terry, ivanovic, Ramires e Meireles. Dopo una partita di totale sofferenza ed essere quasi riusciti a portala ai supplementari al minuto 84 Thomas Muller realizza il goal del vantaggio per i bavaresi , che spezza l’equilibrio. Tutto sembra perso, tutto sembra finito, il Chelsea si avvia a perdere la seconda finale in pochi anni , quando d’un tratto al minuto 89’ da un calcio d’angolo battuto dalla sinistra Drogba stacca in cielo piu’ in alto di tutti, colpendo la palla con la testa ed insaccandola alle spalle di Neuer. Tutto in parità, si va ai tempi supplementari.

Lo stesso Drogba pero’ nei supplementari commette un fallo sciocco nell’area avversaria, costringendo l’arbitro a fischiare il calcio di rigore per i Tedeschi. L’uomo che poco prima aveva ridato una speranza ai suoi sta per rovinare un sogno. Ma nulla di fatto, Cech ipnotizza Robben e il risultato rimane sull’1-1 sino al 120’. Si va ai rigori. Dopo l’errore di Olic e dopo una sequenza di 4 rigori perfetti per il Chelsea, sul dischetto chi puo’ apprestarsi calciare il rigore decisivo? Chi se non lui? Proprio lui, Didier Drogba. Undici metri di passione , undici metri che possono cambiare la carriera di un giocatore e di una squadra, undici metri che possono trasformare un grande calciatore in una leggenda. Tutta la pressione è su di lui, ma Didier non fallisce spiazzando il portiere, portando i suoi sul tetto d’Europa , regalando quella coppa al presidente Abramovic, che tanto la desiderava, cancellando quell’orribile errore dal dischetto del capitano John Terry nel 2008, e staccando un biglietto di solo andata per l’olimpo degli “ DEI DEL CALCIO”.

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