“No roots”: il manifesto della sindrome di Wanderlust

Quanti di voi hanno sempre voglia di partire e viaggiare, scoprendo posti nuovi e inesplorati? Sicuramente la risposta a questa domanda è facilmente intuibile: tutti (o quasi). Questa irrefrenabile smania è denominata “sindrome di Wanderlust” e da qualche mese a questa parte è anche accompagnata da una colonna sonora grazie ad una giovane cantante e al suo singolo d’esordio. Stiamo parlando di Alice Merton, 24enne nata a Francoforte, in Germania e del suo singolo “No roots”, che è diventato una super hit prima in Europa Centrale e poi anche in Italia e USA.

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Come accennato, Alice è nata in Germania ma, come afferma ella stessa nel suo brano, profondamente autobiografico, se le chiedono “da dove vieni?” lei risponde “un posto diverso”. In effetti si può facilmente dire che Alice sia “figlia del mondo”, dato che la madre è tedesca, il padre irlandese, e ha vissuto in così pochi anni di vita in USA (Ontario, Connecticut, New York), Germania, Canada e UK. Senza dimenticare che la cantante nomini anche la Francia come Paese al quale sentirsi legata, dal momento in cui è la residenza della madre.

Tutto questo vagabondare è ben raccontato nel brano “No roots”, che ormai è un grande successo radiofonico e di vendite anche nel nostro Paese, dove è arrivato con colpevole ritardo rispetto al resto del mondo. Il testo infatti descrive la grande passione di Alice di viaggiare, lasciando in ogni luogo un pezzetto di sé e sperando poi un giorno di tornarvi per recuperare quanto nascosto. Non è sempre facile presentarsi in musica in modo così diretto e entusiastico, ma Alice fa centro definendosi a tutti gli effetti come “una zingara nella notte”, ricca di viaggi e ricordi. Inoltre nessuna frase avrebbe potuto descrivere meglio il “suo vagabondare” del ritornello, che intona “I’ve got no roots, but my home was never on the ground”, ovvero “Non ho radici, ma al contrario la mia casa era sempre diversa”, che rende perfettamente l’idea di una vita in costante movimento. Tutto ciò è accompagnato da un ritmo incalzante e da un motivetto che entra facilmente in testa senza uscirne più, fattore che ha contribuito senz’altro alla diffusione del brano.

Chissà quanti luoghi ancora collezionerà Alice nei prossimi anni, e quanti ne visiteranno i suoi ormai numerosi fan appassionati di viaggio. Quello che si può dire è che, in ogni caso, il viaggio non sarà privo di musica: se “No roots” è solamente l’esordio musicale di Alice Merton, non possiamo far altro che continuare a seguire il suo percorso.

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