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L'arte ci rende immortali

ESCLUSIVA – Tony Tammaro “Sono sempre fedele alla linea”

Non ho nemmeno il tempo di incontrare Tony Tammaro, nei pressi della Reggia di Caserta, che già vengo inondato dalla sua esilarante loquacità.

“Amo incondizionatamente Napoli” esordisce “ma la vita qui a Caserta è più tranquilla, mi ci trovo assai bene. Oramai mi sono trasferito qui da diversi anni. Quel traffico infinito non mi manca affatto.”

Mi racconta di essere stato a Londra e a Barcellona per alcuni live, di recente “Due sold out. Non riuscivo a crederci! Tra le altre cose, ho scoperto che lì il pubblico preferisce andare a vedere i concerti durante la settimana, piuttosto che durante il weekend: il sabato e la domenica lavorano tutti nelle pizzerie e nei pub!”.

Gli chiedo se ha un bar che preferisce, ma mi spiazza: vuole camminare a piedi, durante l’intervista.

Durante la nostra camminata, più persone lo fermano per stringergli la mano, per fare un selfie o semplicemente per dargli una pacca affettuosa sulla spalla. Tony sorride e dedica un minuto a tutti. Non si atteggia, preferisce la semplicità. Incomincio a capire quale sia il segreto del suo costante successo …

Una prima domanda introspettiva: chi è Tony Tammaro?

Tony Tammaro è un uomo di pace. Forse è l’unico cantante italiano che riesce ad esibirsi nella stessa giornata sia alla “sagra della porchetta” sia in una serata dei “Rotary International”. L’unico cantante che si esibisce per i carcerati e per i magistrati che li hanno arrestati nel giro di poche ore. L’unico cantante che riesce a mettere d’accordo le categorie più disparate.

Perché la musica?

Perché scrivere una canzone è più semplice che scrivere un saggio o un romanzo. Il testo si riduce a un solo foglio formato A4. In compenso però bisogna comporre anche la musica che, se ben scritta, serve a dare rilevanza al testo rendendo più incisivi i concetti espressi nella parte letteraria.

9 album di successo e alcune canzoni entrate di prepotenza nel cuore di tanti fan, da “Patrizia” fino a “O’trerrote”, ma se dovessi chiedere a Tony Tammaro qual è la canzone alla quale è più affezionato, cosa mi direbbe?

Le mie canzoni preferite sono quelle che, dietro l’apparente banalità, puntano al sociale. Amo due miei brani intitolati “Talent show” e “‘E quatt’ ‘a notte” … in questi pezzi mi prendo gioco dei riti e dei miti della società moderna.

 

Ha utilizzato un termine adeguato: apparente. I suoi testi, allegri, vivaci, raccontano verità quotidiane. E, sotto sotto, rivelano un sottile velo di amarezza …

Hai lavorato spesso in tv. Che ricordi hai di queste esperienze? Per te è stato facile, naturale, comunicare attraverso il mezzo televisivo?

In Italia esistono due tipi di Tv: quella paesana e grossolana delle cosiddette TV private in cui ti viene dato tutto lo spazio che vuoi e quella ultra competitiva delle tv nazionali. Tra le due, preferisco la prima, ed è quella in cui ho dato il meglio con la trasmissione “Tamarradio”. Avevo carta bianca e credo di averla saputa usare. Nelle Tv nazionali ci sono stato, ma non amo farmi venire l’infarto nel leggere i dati d’ascolto e nel vivere il clima competitivo che si genera tra i vari personaggi, pronti a darsele di santa ragione per un punticino di share.

 

Tranquillità. Ecco ciò che cerca. Non è interessato a sgomitare, mettersi al di sopra degli altri. Nel mondo dello spettacolo c’è spazio e posto per tutti, se te lo meriti. Se il pubblico ti rispetta. Credo che non invidi certe dinamiche, certe regole che vanno seguite obbligatoriamente. Se così non fosse, d’altro canto, vivrebbe a Roma o a Milano, ma preferisce la provincia … solo in questo modo può dare la giusta forma alla sua libertà di espressione.

Molti cantanti dicono che, se fosse per loro, eviterebbero la sala di incisione e si dedicherebbero solo ai concerti. Tony Tammaro cosa ne pensa al riguardo?

(Strabuzza gli occhi) Giammai! Adoro la sala d’incisione e tutti i suoi riti scaramantici. In sala d’incisione hai la possibilità di rivedere ciò che hai registrato e decidi di pubblicare solo quando il risultato ti soddisfa. Dal vivo ci sono mille problemi, dall’acustica fino all’intonazione che non è quasi mai perfetta.
E poi la sala d’incisione ti prende la voce e la rende eterna, trasferendola su un supporto che vivrà più a lungo di te. Non ti nascondo che in sala d’incisione, prima di cantare, rivolgo una preghiera al cielo, perché so che quello che sto per incidere influirà sul morale di chi mi ascolta, e chi mi ascolta potrebbe anche essere un qualcuno che non è nato ancora.

Hai scelto di comunicare attraverso l’ironia, con un bel sorriso sulle labbra. Se un giorno avessi la possibilità di salire sul palco del Festival di Sanremo, porteresti un brano allegro o qualcosa di più intimo, drammatico?

Sempre fedele alla linea. Porterei un brano ironico!

 

Eppure sono convinto che, se incidesse un brano di atmosfera, non ci lascerebbe delusi.

Ama apparire come un tamarro, uno che non si prende mai sul serio, ma non c’è dubbio che sia una persona sensibile e intelligente: lo dimostrano le risposte alle mie domande, che lasciano diversi spunti di riflessione …

E a proposito di Sanremo … nel 1992 Tony Tammaro compare per la prima volta sul grande schermo grazie al film “Gole ruggenti”, una evidente parodia del Festival di Sanremo. Che ricordi hai di quella esperienza?

Eravamo al teatro Sistina di Roma. Venne riprodotta la scenografia del festival di Sanremo. A quei tempi si girava ancora in pellicola ed ero terrorizzato dalla paura di sbagliare qualche battuta, poiché la pellicola costava cara e, se ne facevi sprecare troppa, rischiavi di essere licenziato in tronco.

E tornando al cinema: l’anno scorso ti abbiamo visto nel film “La parrucchiera” di Stefano Incerti, in cui hai un ruolo decisamente sgradevole …

Nel film tutti i cattivi hanno un riscatto finale. L’unico che non si salva sono io. Per una scelta del regista ho dovuto interpretare la parte di un maniaco sessuale. Quando mi diedero la sceneggiatura chiamai la casa di produzione credendo ci fosse un errore di persona (scoppia a ridere). Mi sono allenato per un mese, guardando i film di Jack Nicholson e di qualche altro attore a cui avevano affidato parti “maledette”.

Sarai tra i protagonisti di “Achille Tarallo”, il nuovo film di Antonio Capuano … puoi darci qualche anteprima al riguardo?

Capuano mi ha affidato il ruolo più congeniale: quello del comico. Ne sono felicissimo! Nel film, che uscirà prossimamente, ci saranno dieci canzoni inedite in “stile Tammaro” che ho scritto per l’occasione. Mi sono divertito un sacco a recitare in questo progetto e credo che si divertiranno anche gli spettatori, vedendolo al cinema.

 

Un binomio Tammaro – Capuano, che si annuncia gustosissimo: l’unione tra la sua ironia e la qualità artistica di uno dei registi più innovativi del nostro cinema, è vincente già a partire dal titolo del film …

Terminiamo con una marzullata: fatti una domanda e datti una risposta…

Domanda: Se potessi tornare indietro, come vorresti che fosse la tua carriera?
Risposta: identica a quella che ho fatto.

 

Non avevo alcun dubbio: non ha rimorsi, né si affligge per alcune scelte che ha fatto.

Nella vita e nella carriera artistica. Coerente con ciò che è.

Un uomo, un perenne Peter Pan, in grado di raccontare con gustosa ironia una realtà, spesso deludente e ridicola, che lo circonda …

 

Intervista a cura di Christian Coduto

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