ESCLUSIVA – Tito Jackson: “Io, Michael e il mito dei Jackson 5”

Chiudiamo gli occhi: siamo all’Apollo Theatre, un tempio della cultura musicale afro-americana, immersi tra il rosso dei sediolini e il color oro che domina le pareti. Sul palco ci sono cinque ragazzini di grande, grande talento. “Michael, Tito, Marlon, Jackie, Jermaine… per fortuna siete tutti qui. Ho una notizia per voi: c’è la possibilità di fare un provino con la Motown. Ma non finisce qui: nello stesso mese, potrebbe esserci la possibilità di partecipare in apertura al David Frost Show. Sì, avete capito bene: l’intera nazione potrebbe stare a guardarvi. Adesso, a voi la scelta”. Com’è andata realmente e, soprattutto, come è nato il mito dei Jackson 5 ce lo racconta in esclusiva uno dei protagonisti. Stiamo parlando di Tito Jackson, che ha gentilmente concesso un’intervista ai nostri microfoni.

DAVID FROST SHOW O UN PROVINO CON LA MOTOWN?

“Non dimenticherò mai il momento in cui eravamo all’Apollo Theatre e ci vene detto che avremmo avuto la possibilità di introdurre il David Frost show o di andare a fare un provino per la Motown. Gran parte delle band sceglievano per la Motown, ma io decisi di insistere per andare al David Frost show, perché credevo potesse darci un riconoscimento mondiale. In aggiunta, avevo sentito dire che non volevano avere a che fare con i ragazzini, perché avevano il piccolo Steve Wonder e, quando si tratta di bambini, questi devono andare a scuola, ci sono tutte queste leggi sociali, possono lavorare solo poche ore prima di fare una pausa”.

Com’è andata a finire? Tito l’ha raccontato in un’intervista al “The Guardian“: “Insistemmo così tanto che si avvicinò e disse: “Vi prenderò, ragazzi. E vi piazzerò tre volte di fila alla numero uno” Eravamo più eccitati di essere nella sua villa. Aveva una pista da bowling, un campo da golf. Sembrava di stare a Disneyland”. E, per rendere l’idea, da quella collaborazione sono nate canzoni come “I want you back”, “The love you save” ed “ABC”. Tre number ones, come da promessa.

L’ULTIMA REUNION CON MICHAEL JACKSON

“Ci siamo divertiti molto durante la serata speciale per i trent’anni di carriera di Michael. Ricordo bene quei momenti, ma ciò che è stato tragico è quanto accaduto il giorno dopo, l’11 settembre, a New York City. Non dimenticherò mai quel periodo, ma abbiamo fatto un grande show con tante celebrità come ospiti e abbiamo avuto la fortuna di vedere tanti amici. Quindi, è stato un gran bel momento”.

THE SOUND OF YOUNG AMERICA E L’IMPORTANZA SOCIALE DELLA MOTOWN

“Io credo che stessimo soltanto facendo la musica che piaceva a noi e adatta a persone giovani: “I want you back”, “ABC”, “The love you save”…  Ho detto molte volte che è stata una delle prime volte in cui l’America aveva preso in considerazione anche giovani americani caucasici, neri americani spagnoli, tutti si erano accorti dei Jackson 5, prima non c’erano altre giovani band o giovani band “black”come questa, che piacevano a tutti. Ha aiutato la comunicazione tra le razze. Ha dato anche un grande sollievo alle persone di colore, quindi è stato un grande momento”.

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I PROGETTI FUTURI DI TITO JACKSON

Beh, ci sono molti progetti in tavola, perché lavoro con i miei fratelli, così come con i miei figli, i 3T. Inoltre, ho da poco prodotto “Tito Time” e sono al lavoro con la BB King’s Blues Band. Tutto questo è il mio futuro, e sono felice di ogni singola cosa. La cosa più difficile da fare è essere puntuale in tutto, ma, a parte questo, essere impegnato è ciò che mi piace fare. Mi sto divertendo molto e spero di vedervi in futuro.

Intervista a cura di Corrado Parlati

Un ringraziamento speciale va a Sandra Zodiaco, per la trascrizione dell’intera conversazione,
a Tito Jackson e Kevin Moss per la disponibilità mostrata.

Corrado Parlati

Classe '95, studente di Medicina presso la Seconda Università degli Studi di Napoli, giornalista per passione. Ho detto cose che potevo non dire, fatto cose che potevo non fare, visto gente che ha voluto vedere, tutto sempre con la stessa scusa: quella del rock 'n' roll.

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