David di Donatello 2018: onore a vincitori e vinti

I David di Donatello sono probabilmente i premi più prestigiosi del panorama cinematografico italiano e finalmente, dopo anni di relegazione ad una messa in onda in seconda serata e conduzioni alquanto discutibili, quest’anno anche il pubblico Rai ha potuto godere di uno spettacolo degno dell’importanza che merita. Bisogna per questo dare merito a Sky che, già nelle due edizioni passate, ha dato un esempio di come si dà onore ad un riconoscimento così importante per la nostra cultura cinematografica, subito accolto dalla Rai per quest’ultima edizione.

Lo show offerto è stato piacevole e scorrevole, ha visto alternarsi alle classiche premiazioni momenti di vera e propria celebrazione con la consegna di premi speciali alla carriera a Stefania Sandrelli, a Diane Keaton e a Steven Spielberg.

C’è stato spazio anche per la musica, parte integrante del cinema, con le performance di artiste che hanno prestato la loro voce a colonne sonore di film importanti degli ultimi anni: la prima ad esibirsi è stata Giorgia con la sua “Gocce di memoria” inserita nella colonna sonora di “Napoli velata” di Ferzan Ozpetek, seguita poi da Malika Ayane con “La prima cosa bella” del film omonimo di Paolo Virzì e, infine, Carmen Consoli con “L’ultimo bacio” del film, sempre omonimo, di Gabriele Muccino.

La serata è stata aperta da un monologo di Paola Cortellesi che ha ripreso, con la sua solita sagacia, il tema caldo degli ultimi mesi: quello della la violenza sulle donne. La Cortellesi ha fatto riferimento alla lettera firmata dalle 124 attrici italiane intitolata Dissenso Comune che ha fatto -un po’- di rumore circa un mese fa e della quale alcune spillette sullo stile del Time’s Up d’oltreoceano sono state indossate dalle personalità più illustri della serata.

Vincitore assoluto della serata è stato “Ammore e malavita” dei Manetti Bros che è riuscito a portare a casa ben 5 statuette, tra cui quella di miglior film. L’accademia ha così premiato un film atipico ed interessante che, nonostante non sia stato un vero e proprio successo al botteghino, spicca per peculiarità ed originalità: un musical dai toni tragicomici in pieno stile Manetti Bros, ma un po’ meno da cinema italiano. L’accademia ha, inoltre, premiato il film con le statuette per la migliore attrice non protagonista Claudia Gerini per il suo ruolo di Donna Maria, la colonna sonora di Pivio e Aldo De Scalzi, autori anche della miglior canzone “Bang bang” interpretata da Serena Rossi, Giampaolo Morelli e Franco Ricciardi e per i migliori costumi di Daniela Salernitano, in ex-aequo con Massimo Cantini-Parrini per il film “Riccardo va all’inferno“.

La miglior regia è stata quella di Jonas Carpignano per “A Ciambra”, film altrettanto complicato ma per motivi e toni totalmente diversi, che è stato premiato anche per il montaggio di Affonso Gonçalves.

Il miglior regista esordiente è stato Donato Carrisi per il film “La ragazza nella nebbia”, tratto dal libro omonimo dello stesso Carrisi.

Per la migliore sceneggiatura non originale sono stati premiati Antonio Piazza e Fabio Grassadonia per “Sicilian Ghost Story”, mentre la migliore sceneggiatura originale è stata quella di Susanna Nicchiarelli per “Nico, 1988”, del quale è anche regista, che racconta la storia di Nico, ex musa di Andy Warhol e leader dei Velvet Underground nel suo percorso da cantante solista. Il film ha vinto anche per il miglior truccatore e miglior acconciatore, rispettivamente Marco e Daniela Altieri, e per il miglior sonoro curato da Adriano Di Lorenzo.

Due statuette sono state portate a casa dalla “Napoli velata” di Ferzan Ozpetek: quelle per il miglior autore della fotografia a Gianfilippo Corticelli e per la migliore scenografia a Deniz Gokturk Kobanbay ed Ivana Gargiulo.

Il migliore attore non protagonista è stato Giuliano Montaldo per il suo ruolo in “Tutto quello che vuoi” che non sarà stato da protagonista, ma che è comunque un pilastro importante per il film che è stato premiato anche con il Premio David Giovani.

La statuetta per il migliore attore protagonista è andata, contro ogni pronostico, a Renato Carpentieri per il film “La tenerezza” di Gianni Amelio: l’attore ha, nel suo discorso di ringraziamenti, sottolineato l’importanza di una virtù quasi scomparsa, quale quella della tenerezza, e ha ricordato a chi di competenza in sala che, a volte, rischiare con scelte improbabili può premiare, come in questo caso.

Anche Jasmine Trinca, migliore attrice protagonista per “Fortunata” diretto da Sergio Castellitto, si è rivolta al pubblico sottolineando quanto sia importante non avere ruoli stereotipati per le donne, nel cinema come nella vita di tutti i giorni. L’attrice ha poi rivolto un augurio a sua figlia, un augurio che, però, può essere raccolto da qualunque donna abbia assistito a quelle parole: l’augurio di essere forte, libera e coraggiosa.

Ad accrescere l’orgoglio napoletano, già ben rappresentato da “Ammore e malavita” e “Napoli velata” ci ha poi pensato “Gatta Cenerentola”, primo film d’animazione che è riuscito ad essere inserito nella categoria di miglior film, che ha portato a casa le statuette per i migliori effetti digitali curati da Mad Entertainment e per la produzione che ha premiato Carolina Terzi, Luciano Stella, Rai Cinema e Mad Entertainment.

Vanno citati, infine, il miglior documentario “La lucida follia di Marco Ferreri” di Anselma Dell’Olio e il miglior cortometraggio “Bismillah” di Alessandro Grande.

Per la sezione estera, il miglior film dell’UE è stato lo svedese “The Square” di Ruben Ostlund, mentre il miglior film straniero è stato “Dunkirk” di Christopher Nolan.

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