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L'arte ci rende immortali

I Fiordalisi – Effecto Mariposa

Appena le ho lette, me ne sono innamorata.

Mi sono innamorata del loro versificare deciso, che non fa sconti a niente e nessuno, intriso di un vissuto personale comune a molti, quindi capace di travalicare le barriere dell’io; mi sono innamorata della musicalità soave e garbata con cui le parole arrivano alle orecchie di chi legge, e da lì al cuore; mi sono innamorata del coraggio di abbandonare il costruzionalismo saccente dei componimenti, proprio di molti giovani poeti, a favore di un’immediatezza linguistica, non per questo non sapientemente strutturata. E poi mi sono innamorata delle immagini che questo mix di parole e suoni disegnano davanti senza tregua, verso dopo verso, fino a restituire la purezza intrinseca dell’attimo che ha generato l’ispirazione e che diventa, così, eternamente rivivibile.

Di questo devo dire grazie a Effecto Mariposa -Effetto Farfalla- (Raffaelli Editore 2017) e alla sua autrice, Marisol Bohórquez Godoy che vi invito caldamente a leggere e a conoscere. Qui alcune poesie tratta dalla raccolta, per darvi un assaggio di quanto può essere forte il vento smosso da due ali di farfalla.

Effetto farfalla, Raffaelli Editore 2017.

El poema que no quiso ser escrito

Fui testigo de la guerra antes de mi nacimiento

Yo era un trozo de carne que intentaba latir

en un vientre acechado por la angustia

 

Resistimos el hambre de los violentos

La lluvia borró el silencio que dejaron las balas

Lavamos nuestras pesadillas en los ríos teñidos de sangre

y mordimos la oscuridad hecha ceniza

para enfrentar el miedo a un nuevo amanecer

con la muerte esperando

 

Vimos madres llorar a sus hijos

y esposas que eclipsaron el día con el luto en sus ropas

Nos aferramos cada noche a la protección de unos dioses

que aún no muestran su rostro

y ocultamos los sueños bajo el dintel de la puerta

 

Nuestra herradura de la buena suerte

fue la bendecida víctima de una bala perdida

para que yo pudiera creer en los augurios

 

Yo vi la guerra antes de mi nacimiento

conocí el llanto de mi madre

y el estrépito en el corazón de mi padre

antes que los cantos de cuna

 

Vi el naranjo agrio llorar sus naranjas podridas

y servir de refugio a quienes bajo sus ramas

intentaron borrar el infierno de la memoria

 

Y me preguntan a mí ¿por qué no escribo poemas a cerca de la guerra?

A mí, que aún sigo intentando callar el eco de sus voces durante mis sueños

 

La poesia che non volle essere scritta

Fui testimone della guerra ancor prima di nascere

Io ero un pezzo di carne che cercava di battere

nel tuo ventre minacciato dall’angoscia

 

Resistemmo alla fame dei violenti

La pioggia cancellò il silenzio che lasciarono i proiettili

Lavammo i nostri incubi nei fiumi tinti di sangue

e mordemmo l’oscurità divenuta cenere

per affrontare la paura di una nuova alba

con la morte in attesa

 

Vedemmo madri piangere i propri figli

e mogli che eclissarono il giorno con il lutto nelle vesti

Ci afferrammo ogni notte alla protezione di divinità

che ancora non mostrano il proprio volto

e occultammo i sogni sotto il coprifilo della porta

 

Il ferro di cavallo della nostra buona sorte

fu la vittima benedetta di un proiettile vagante

affinché io potessi credere nei presagi

 

Io vidi la guerra ancor prima di nascere

conobbi il pianto di mia madre

e il fragore nel cuore di mio padre

prima dei canti nella culla

 

Vidi un arancio aspro piangere le sue arance marce

e fungere da rifugio a chi sotto i suoi rami

cercò di cancellare l’inferno dalla memoria

 

E mi chiedete perché non scrivo poesie sulla guerra?

A me, che ancora cerco di far tacere l’eco delle loro voci nei miei sogni

 

El mar y sus abismos

Condenada a perder todas las batallas,

elegí ser mar en lugar de roca;

ser impulsada por el viento, sin temor a sucumbir

ante el oscuro vértigo de los acantilados;

porque después de la caída

sé de la fuerza con la que se levantan

mis enfurecidas olas

y de los remolinos que forman.

Sé de la suave espuma que resulta después de un estallido

– labios sedientos que se desvanecen al besar tus costas-

No evitaré mi sal, capaz de corroer los imponentes barcos;

ni evitaré la desembocadura de aguas dulces

que me traen noticias de otros mundos.

Contendré en mi vientre criaturas nobles, bestias feroces

y seré testigo de los amores que se abrazan con el vaivén

de mi música.

Sepultaré cadáveres y sueños,

pero valdrá la pena este infinito de contradicciones

porque sé que me hallarás un día.

Pedirás luz a las estrellas

para navegarme en las noches

y valiente como Ulises

enfrentar todas las tormentas

para conducirme a la orilla

donde mi cuerpo cristalino

sobre cálidas arenas encienda su danza;

tus pies se abracen a efímeras caricias

con el deseo de contenerme

o de regresar a mis aguas,

porque un marinero en tierra

es un hombre que ha perdido la vida.

 

Il mare e i suoi abissi

Condannata a perdere tutte le battaglie,

scelsi di essere mare anziché roccia;

essere sospinta dal vento, senza timore di soccombere

di fronte all’oscura vertigine delle scogliere

perché dopo la caduta

so della forza con cui si sollevano

le mie infuriate onde

e dei vortici che formano.

So della soffice schiuma che appare dopo il fragore

‑labbra anelanti che svaniscono nel baciare le tue coste‑

Non eviterò il mio sale, capace di corrodere le navi imponenti;

non eviterò lo sbocco di acque dolci

che mi recano notizie di altri mondi.

Accoglierò nel mio ventre creature nobili, bestie feroci

e sarò testimone degli amori che si abbracciano con il viavai

della mia musica.

Seppellirò cadaveri e sogni,

ma varrà la pena questo infinito di contraddizioni

perché so che mi troverai un giorno.

Chiederai luce alle stelle

per farmi navigare nelle notti

e coraggioso come Ulisse

affrontare tutte le tempeste

per condurmi a una spiaggia

dove il mio corpo cristallino

accenderà su calde sabbie la sua danza;

i tuoi piedi si abbracceranno a effimere carezze

con il desiderio di accogliermi

o di restituirmi alle mie acque,

perché un marinaio in terra

è un uomo che ha perso la vita.

 

 

Antojos

Se me antoja

alojar en mi vientre

las mariposas que tus versos sembraron.

Retenerlas allí como a un hijo,

sentir esa preñez de tu voz

engendrando nueva vida en mis entrañas,

formando cada célula desde su origen

cada dendrita

que me une al centro de tu universo

al estímulo vital;

como la savia que corre a través del árbol,

quiero perpetuar el amor de tus raíces.

 

Se me antoja caminar por la calle

entrar a un café

y descubrir tu sonrisa de viernes

en el saludo del mesero,

despertar del sueño ante el eco de una pregunta

pronunciada por segunda vez:

¿Qué desea ordenar señorita?

Una simple pregunta que me devuelve de golpe

a este poco de realidad que me queda;

-necesario instante de confusión diaria-

para no dejar que el bleach del tiempo te borre

y ver cómo los árboles sin hojas

le rascan la espalda al cielo

mientras los envuelve en su sonrisa azul;

inmensa belleza que anhela el mar profundo

vertido en tus ojos

cuando mis ramas se mecen

agitando tu pecho.

 

Voglie

Mi viene voglia

di alloggiare nel mio ventre

le farfalle che i tuoi versi hanno seminato.

Trattenerle lì come un figlio,

sentire la gravidanza della tua voce

che genera nuova vita nelle mie viscere,

formando ogni cellula dalla sua origine

ogni dendrite

che mi unisce al centro del tuo universo

allo stimolo vitale;

come la linfa che scorre attraverso l’albero

voglio perpetuare l’amore delle tue radici.

 

Mi viene voglia di camminare per strada

entrare in un bar

e scoprire il tuo sorriso del venerdì

nel saluto del cameriere,

risvegliarmi dal sogno davanti all’eco di una domanda

pronunciata per la seconda volta

Cosa desidera ordinare signorina?

Una semplice domanda che mi restituisce di colpo

a questo po’ di realtà che mi rimane;

‑necessario istante di confusione quotidiana‑

per non lasciare che la candeggina del tempo ti cancelli

e vedere come gli alberi senza foglie

grattano la schiena al cielo

mentre li avvolge nel suo sorriso azzurro;

immensa bellezza che anela il mare profondo

riversato nei tuoi occhi

quando i miei rami si muovono

agitando il tuo petto.

 

Con tendencia a infinito

Pregúntale a los hombres de ciencia por esto que crece sin medida.

¿Pueden acaso encontrar la exacta respuesta al límite de este 1 que eres tú

sobre esta x, figura indefinida que soy yo

con tendencia a infinito?

Mis alas se expanden en un vuelo tan alto.

Se precipitan a veces hacia el punto cero;

‑abismo matemático‑

donde todo cuanto pretende ser multiplicado

se reduce a la nada.

Allí, tan cerca de ser anuladas, se elevan

como frágil burbuja que encuentra salvación en un beso del viento,

y sin más salida que este indeterminado número de probabilidades

donde espero tocarte en algún punto,

emprendo de nuevo este viaje

‑curva de amor que has trazado‑

en el plano cartesiano de tus sueños.

 

Tendente all’infinito

Chiedi agli uomini di scienza di ciò che cresce senza misura.

Possono forse trovare l’esatta risposta al limite di questo 1 che sei tu

diviso per questa x, figura indefinita che sono io

che tende all’infinito?

Le mie ali si espandono in un volo così alto.

Talvolta precipitano verso il punto zero;

‑abisso matematico‑

dove tutto ciò che pretende di essere moltiplicato

si riduce a nulla.

Lì, così prossime ad essere annullate, si elevano

come fragili bollicine che trovano salvezza in un bacio del vento,

e senz’altra uscita che questo indeterminato numero di probabilità

in cui spero di toccarti in qualche punto,

intraprendo di nuovo questo viaggio

‑curva d’amore che hai tracciato‑

nel piano cartesiano dei tuoi sogni.

La traduzione è a cura di Gianni Darconza.

 

Marisol Bohórquez Godoy, Santa María, Colombia, 1982. Poetessa e pittrice colombiana, è laureata in ingegneria. Nei suoi primi anni di vita, nella campagna colombiana, ha il suo primo contatto con l’arte attraverso i fiori, gli animali, la semplicità della vita. Decisiva l’influenza della madre, che attraverso la lettura di diversi autori, risveglia in lei l’inquietudine di esprimere attraverso la pittura e la parola poetica i propri interrogativi più profondi. È autrice di poesie e di racconti, e alcuni dei suoi scritti sono stati pubblicati in antologie e riviste sia in Colombia che in Spagna. Ha pubblicato nella Colección Los Conjurados La soledad de los espejos (2016). Ha partecipato al Festival Internazionale di Poesia di Medellín (Colombia) e al Festival di Poesia Giovane “La Juntada 2016” di Buenos Aires (Argentina). Parte della sua poesia è stata tradotta in inglese, francese e italiano.

 

Alessandra Corbetta
www.alessandracorbetta.net

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